Sanremo 2010, si sgonfia il 'caso' dello stacchetto: "Non plagio, ma omaggio ai Sigur Ròs"

Cosa sarebbe il Festival di Sanremo senza roventi polemiche, scandali veri o presunti, insinuazioni e chiacchiericcio? Una gara di canzoncine nel complesso mediocri o poco più, è -non a torto- l'opinione generale. L'edizione 2010 della kermesse da questo punto di vista non si sta facendo mancare nulla: i drogati (rei confessi) fuori, le conduttrici piò o meno pallose, più o meno ben vestite dentro. I fiori della riviera ligure fuori dalla scena, i brani in dialetto dentro, e via ad andare...

Dopo la telenovela Morgan una delle 'note a margine' del festival che più stavano facendo discutere la rete era il saccheggio ai danni dei Sigur Ròs, fatto passare come stacchetto originale. Ne è conseguito un polverone telematico, con accuse di scopiazzamento lanciate dai fan del sodalizio islandese in rivolta.

Rockol ha posto la questione al più diretto interessato, il maestro dell'Orchestra Marco Sabiu (in foto). Che ha sgonfiato il caso in 30secondi come un palloncino esausto:

“Non è un plagio, ma è proprio 'Hoppipolla'. Volevamo portare un po' di musica diversa sul palco. Abbiamo preparato anche uno stacco dei Blur, uno preso da una canzone dell'ultimo disco dei Metallica, 'Death Magnetic' e una di Bowie, 'Let's dance', ma non siamo ancora riusciti ad usare tutto".

Dunque “omaggio” e non “plagio”. Tanto rumore per nulla?!? Capirai che novità, a Sanremo e dintorni...

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