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Il Piotta ha pubblicato in streaming il brano Odio gli indifferenti, tratto dal nuovo album omonimo che arriverà nei negozi il 10 aprile.
La canzone vanta la partecipazione di Pierpaolo Capovilla, cantante del Teatro degli Orrori. All’inizio del video c’è un breve segmento dove lo stesso Piotta si lamenta di una recensione da lui ritenuta troppo approssimativa, motivo che l’ha portato a pubblicare in streaming il brano per farlo giudicare direttamente dal pubblico. Voi che ne pensate?
Ascolta “Odio gli indifferenti” di Piotta ft. Pierpaolo Capovilla

Gwen Stefani, Tony Kanal, Adrian Young e Tom Dumont stanno per ritornare sulle scene dopo dieci anni di assenza. I No Doubt stanno progettando il loro come back e lo faranno con un nuovo singolo che porterà il titolo di “Undone”. Altre informazioni, tra cui il periodo di uscita del progetto, non ci sono pervenute. E’ fuori dubbio però che non passerà tanto tempo per la sua pubblicazione.
Abbiamo notizie più certe invece sul ritorno post gravidanza di Beyoncè. Nonostante si sia parlato più volte delle lavorazione di un presunto nuovo album, la cantante ha deciso di farsi rivedere con una “vecchia” canzone facente parte del suo ultimo disco “4″. Si tratta di “End Of Time”, brano che trova il mio gradimento e che per questo sostengo ad alta voce.
Pare che il singolo non verrà riproposto nella sua versione originale: Queen B infatti avrebbe chiesto ai suoi fans di preparare dei remix del pezzo. Ci sarà una specie di gara per decretare il migliore. Il vincitore non solo avrà la possibilità di veder divulgato il proprio remix ma, si dice, avrà a disposizione anche un premio in denaro.
La cosa particolare del progetto “Wild Ones” è che la collaboratrice di Flo Rida, ai più conosciuta come Sia, non abbia voluto partecipare alla promozione del singolo. Ha confessato di aver aderito alla cosa solo per soldi e che non sarebbe stata intenzionata ad andare oltre il semplice featuring.
Proprio per questo nella nuova clip del brano, secondo estratto da “Only 1 Rida (Part 2)” (album di prossima uscita del famoso rapper), lei non compare. Ha ceduto il passo alle solite atmosfere esotiche, calde e piene di belle donne. Insomma: non ha voluto partecipare alla banalità, ed ha fatto bene. Ed ovviamente “w la sincerità”.
Uno dei brani più affascinanti di “Watch The Throne”, soprattutto per ciò che concerne la produzione, ha finalmente il suo video ufficiale che vi mostriamo qui in alto a top del post.
Stiamo parlando dell’ultimo singolo di Kanye West e Jay-Z che porta il nome di “N***as in Paris”, brano che vanta già qualche cover importante e che ha avuto, per il momento, come peak position nella Billboard la posizione numero cinque.
La clip non aggiunge nulla di nuovo al brano: ne richiama l’atmosfera frenetica e psichedelica con luci e sdoppiamenti di immagini. Vi è piaciuta?

Mentre Madonna debutta alla numero 13 della Billboard con il singolo “Give me all your luvin”, ecco arrivare un rumour che promette di poter infiammare il mondo pop: in MDNA c’è un duetto tra la cantante e Britney Spears?
Le due hanno già collaborato nel brano “Me against the music” inserito in “In the zone”. Adesso la Femme Fatale ricambierà il favore con un featuring nel brano “Girls Gone Wild”? A lanciare l’indiscrezione è il sito Breatheheavy che ha inizialmente postato una foto con i titoli dei brani del retro dell’album e un “Feat Britney Spears”. In molti però hanno gridato al “Fake” anche perchè non ci sarebbe affatto quella scritta nell’album originale. E allora? Tutto inventato? Forse no, perchè sembrerebbe che nel pezzo “Give me all your luvin“, allo stesso tempo, non sarebbero segnalate le collaborazioni di M.I.A. e Nicki Minaj. E così nemmeno la parte di Britney sarebbe segnalata…
Solo voci? Solo indiscrezioni non fondate? Il dubbio aumenta anche se l’ufficio stampa di Madonna, di fronte alla domanda, non avrebbe nè confermato nè negato la cosa. Solo un modo per far parlare ancora di “MDNA” oppure il duetto esiste davvero? E voi vorreste un bis della collaborazione tra le due bionde popstar?
Questa curiosità valeva assolutamente la pena di essere condivisa per chi, come molti, non ne era a conoscenza.
Si parla spesso, in merito alle vendite, di disco d’oro, di platino e addirittura di diamante. Si riferisce al successo di un disco o di un brano e più salgono le copie acquistate più si ottengono questi riconoscimenti ufficiali. Più prezioso è il materiale maggiori sono i quantitativi venduti di album e canzoni.
Ma perchè “disco d’oro”? Un modo come un altro per celebrare un successo? Come è nata l’idea? E successo tutto esattamente 70 anni fa, il 10 febbraio 1942. Glenn Miller era un trombonista, compositore e direttore d’orchestra, nato nel 1904. Nel 1938 formò la “Glenn Miller Orchestra” e fu un vero e proprio boom. All’epoca i loro brani furono apprezzatissimi, tra questi possiamo ricordare In the Mood, Chattanooga Choo Choo, Pennsylvania 6-5000 e Moonlight Serenade.
Miller scomparve presto, nel 1944, mentre sorvolava la Manica su un aereo militare dopo essersi arruolato qualche anno prima. Ma, nel 1942, ricevette per primo un disco d’oro. Tra i suoi successi, Chattanooga Choo Choo vendette qualcosa come un milione di copie in appena tre mesi. E così, la sua casa discografica, per festeggiarlo dignitosamente e pubblicamente, durante una trasmissione radiofonica, gli dipinse un suo disco… d’oro.
Fu una sorpresa inaspettata e, allo stesso tempo, ecco come nacque il primo disco d’oro della storia intera.
Se siete convinti di non conoscere le opere di Miller o se volete risentirle, cliccate dopo il salto per ascoltare qualche altro suo famoso brano oltre a Chattanooga Choo Choo. Sono classici indimenticabili, fidatevi…
Continua a leggere: Il primo disco d'oro nasce il 10 febbraio 1942 per Glenn Miller

Vi abbiamo già dato la notizia di “Blunderbuss“, il nuovo lavoro solista di Jack White, in uscita il prossimo 24 aprile per la sua Third Man Records. Nel frattempo è stata pubblicata “Love Interruption”: la traccia è il singolo dell’album in formato 7”, il cui lato B è “Machine Gun Silhouette” che non sarà però inclusa nella tracklist del disco.
Sonorità molto simili alla precedente anticipazione, che si muovono su territori country e folk-blues, ’stavolta con un po’ di bluegrass in chiave southern-rock (la Allman Brothers Band - o i Black Crowes, se preferite - non sono troppo distanti). Lo streaming della canzone è scomparso quasi subito dai canali ufficiali, ma potete ancora ascoltarla con il player che trovate a questo indirizzo e dirci il vostro parere.
[EDIT] dopo il salto trovate “Evil”: storico blues del maestro Howlin’ Wolf e lato B nato dalla collaborazione tra Jack White e Tom Jones

Mark Lanegan - Blues Funeral : che grande Mark Lanegan, non ho mai avuto dubbi su chi buttare dalla torre tra lui e Cornell, tra i superstiti del grunge. Una carriera gloriosa tra Screaming Trees, collaborazioni con QOTSA, Soulsavers, Isobel Campbell e Greg Dulli e un prestigioso percorso solista che prima di “Blues Funeral” si era preso una pausa di otto anni (sì, proprio come Leonard Cohen, vedi sotto). “Blues Funeral” è un disco coraggioso, perchè rischia trovare terreno poco fertile tra i rocker duri e puri per colpa di un importante utilizzo di synth e drum machines (un po’ alla Frusciante solista inizio anni zero). Finirebbe tutto in un semplice esercizio di stile se mancassero le canzoni… e per fortuna le canzoni (spesso crepuscolari) ci sono eccome: il singolo “The Gravedigger’s Song” funziona bene, “Harborview Hspital” è un gioiellino, “Leviathan” è un lento masticare blues, “St. Louis Elegy” tocca stati d’animo interiori con pura maestria. Tutto questo senza tirare in ballo la solita incredibile voce… (z.) Voto: 7
Leonard Cohen - Old Ideas : Leonard Cohen non ha di certo bisogno di presentazioni, dalla triade fondamentale “Songs…” 1967-71 ad oggi difficilmente ha sbagliato qualcosa. Lo fece probabilente nel 2004 con il modesto “Dear Heather” che fino ad oggi era l’ultimo album della sua carriera. Oggi, otto anni dopo si riscatta come solo i grandi riescono a fare con “Old Ideas”, lavoro di pregievole fattura. La sua profonda e caratteristica voce scandisce melodie soffuse, sorretta da coriste gospel e strumentazioni contemporaneamente folk (”Crazy To Love You”), americana e jazzy. Sicuramente di minore impatto rispetto all’ultimo grande album di Tom Waits, ma signori… 77 anni… (z.) Voto: 7
Air - Le Voyage Dans la Lune : Il più grosso errore degli Air è stato quello di realizzare un capolavoro come “Moon Safari”. Da allora, ogni volta che esce un loro disco c’è la speranza che il miracolo si ripeta. Ci erano andati abbastanza vicini con “Talkie Walkie”, ma poi sono arrivati “Pocket Symphony” e soprattutto “Love 2″ a scoraggiare anche i più ottimisti. Dopo “Love 2″ avevano due strade: continuare a fare gli Air o osare un minimo di più. Pur senza abbandonare la loro amata luna (dopotutto… “Moon Fever”), gli Air hanno scelto la seconda strada con un disco, “Le voyage dans la Lune”, che nasce come post-colonna sonora dell’omonimo film del 1902. Un progetto di per sè ambizioso e a tratti realmente inedito (proggerie in “Cosmic Trip”, “Parafe” e “Sonic Armada”) ma che poi finisce per risultare solamente una piccola variante (la pur bella “Seven Stars” è 100% loro) di quanto già proposto. Quando l’idea supera il contenuto… ma siccome gli Air sono pur sempre gli Air, dopo quello degli Alcest, questo è un altro voyage da fare… anche solo una volta. (z.) Voto: 6+
Continua a leggere: Uscite discografiche Febbraio 2012 (1° parte): recensioni

L’album del nuovo progetto di Damon Albarn, Flea e Tony Allen ha finalmente un titolo e una data d’uscita. Si chiamerà come la band - Rocket Juice and the Moon - e arriverà nei negozi il prossimo 12 marzo su etichetta Honest Jon’s (di cui il frontman dei Blur è comproprietario). Diciotto tracce con una serie di ospiti, da Erykah Badu al rapper ghanese M.anifest.
A commentare il disco è lo stesso Tony Allen, dalle pagine di Mojo. Leggete cosa racconta e ascoltate un’anteprima live di “Poison” dopo il salto:
È tutta roba funk. Musica piena di groove, di quella che ti fa ballare. Chi lo ascolterà non riuscirà a star seduto: dovrà muoversi per forza. Non ci siamo chiesti cosa fare. Lo abbiamo fatto e basta, suonando tutto insieme. È stato un modo per avere la mente libera.
Continua a leggere: Rocket Juice and the Moon: il disco di Damon Albarn, Flea e Tony Allen è pronto

Mentre è ufficialmente impossibile poter superare il record di Michael Jackson con il sesto singolo “The One that got away“, si prefigura all’orizzonte il nuovo album di Katy Perry, disponibile dal 26 marzo 2012. “Teenage Dream The Complete Confection” è la riedizione del suo ultimo album che ha sfornato grandi successi, cinque su sei arrivati direttamente alla numero uno della Billboard.
E cosa conterrà questa special edition? Innanzitutto i brani presente nell’album originale, tre inediti di cui ancora non sono stati ufficializzati i titoli (in molti pensano che due di queste possano essere i brani rivisitati già apparsi da tempo online, “Dressing Up” e “Part of me”) e diversi remix. Si parte dal duetto con Kanye West per “E.T.”, al remix con Missy Elliott con “Last Friday Night (T.G.I.F.)”, una versione acustica di Jon Brion del brano “The One that got away” e infine un megaremix di quattri suoi singoli, rielaborati in un unico pezzo.
Come vi ho detto, l’album sarà acquistabile a partire dal 26 marzo. Questa data non vi suona nuova? Avete buona memoria perchè esattamente lo stesso giorno della release di “MDNA”, il nuovo lavoro di Madonna. Ecco il commento della Perry in merito a questo progetto:
“Questa è la storia completa di “Teenage Dream”. E’ stato un incredibile onore, per me, raggiungere il record di numeri uno nella Billboard che aveva fatto il re del pop, Michael Jackson, ma sto andando avanti e avevo alcune piccole cose che erano rimaste fuori. Perciò questa è la completa edizione speciale fatta per i miei fans”
La comprereste/comprerete?
Via | Billboard