Uscite discografiche Settembre 2012 (3° parte): recensioni

Muse – The 2nd Law : parabola discendente chiarissima quella dei Muse che qui perdono definitivamente la bussola provando a passare per gruppo avanti alle orecchie meno preparate. Drop brostep? No grazie. Chitarrine funk-pop via INXS/U2? No grazie. Riciclo dei peggiori Queen? No Grazie. Non malvagia la trovata di far cantare due brani a Chris


Muse – The 2nd Law : parabola discendente chiarissima quella dei Muse che qui perdono definitivamente la bussola provando a passare per gruppo avanti alle orecchie meno preparate. Drop brostep? No grazie. Chitarrine funk-pop via INXS/U2? No grazie. Riciclo dei peggiori Queen? No Grazie. Non malvagia la trovata di far cantare due brani a Chris e Animals, forse l’unico brano interessante del disco, per il resto praticamente nulla da salvare. (z.) Voto: 4/5

Green Day – ¡Uno! : primo di una trilogia, “¡Uno!” segna il ritorno dopo il poco convincente “21st Century Breakdown”, fiacco tentativo di ripetere i fasti di “American Idiot”. L’unico aspetto positivo di “¡Uno!” è il ritorno all’essenziale: meno aperture “rock”, meno pomposità, meno ego… solo diretto power-pop (anche il termine punk è di troppo…) prevedibilissimo tra riff già sentiti (decente “Nuclear Family”), stacchetti con il pilota automatico, fuck adolescenziali e abissi (“Kill The DJ”). Passare oltre è più che un consiglio. (z.) Voto: 4,5

Mumford and Sons – Babel : “Sigh No More” ha rappresentato il boom definitivo del “indie” folk-pop/country all’interno del mainstream. Per farvi capire, ha venduto più degli ultimi album di Muse e U2. Il difficile secondo album si chiama “Babel” e purtroppo non conferma del tutto quanto fatto vedere con “Sigh No More” (album onesto, di certo non un capolavoro): la formula risulta essere prevedibile e limitata già alla seconda prova, mandolini e banjo sotto strumming acustici, crescendo, momenti da stadio alternati a pezzi più pacati. In più mancano canzoni in grado di elevarsi sul resto. Venderanno? Verranno (ingiustamente) sovracclamati? Probabile… ma la fuori ci sono decine di band che meriterebbero di stare al loro posto. (z.) Voto: 6

TEEN – In Limbo: debutto per le TEEN guidate da Teeny Lierberson (già Here We Go Magic). pop, pischedelia e gusto dream… detto così potrebbe essere l’ennesima girl band fatta con lo stampino, ma qui c’è qualcosa di sinistro e interessante sia a livello di atmosfera sia a livello vocale. (z.) Voto: 7-

Gallows – Gallows : Frank Turner non è più con la band e con lui anche buona parte del lato tipicamente inglese del gruppo punk/hc di “Grey Britain”. Al suo posto arriva Wade MacNeil, già negli Alexisonfire, ma il risultato non è tanto distante. Violenza sonora e lirica, bastonate, assalti, cori… e va bene così. (z.) Voto: 6/7

Malika Ayane – Ricreazione : Malika Ayane ha lo stesso problema di Nina Zilli (che però per contro è ancora più obsoleta): avrebbe un buon potenziale ma su disco si finisce per ragionarla sempre in ottica “andiamo sul sicuro”, con pezzi privi di rischi e di sossulti che vadano oltre il classico limite del nostro pop. Concetto ben riassunto qui con la frase “L’eclettismo – soprattutto appiattito da arrangiamenti e suoni così mortificanti nella loro voglia di radiofonia italiana – giova se portato fino in fondo”. (z.) Voto: 5/6

Dusted – Total Dust : dal canada debutto per il progetto Dusted di Brian Borcherdt (Holy Fuck) votato al lo-fi e alle suggestioni ovattate e polverose (Atlas Sound, Youth Lagoon ma anche Pure X) (z.) Voto: 6/7

Stealing Sheep – Into the Diamond Sun : un paio di anni tra EP e singoli ed ora arriva l’album di debutto “Into the Diamond Sun” per le Stealing Sheep. Folk, freakerie e idee originali e ci piazzo anche le The Shaggs just for the lulz. (z.) Voto: 6/7

No Doubt – Push and Shove : classico comeback disastroso. Banale, pasticciato, wannabe-giovane nonostante l’età, furbo ma poco incisivo… le ha tutte. (z.) Voto: 4+

Ben Folds Five – The Sound of the Life of the Mind : nell’anno dei ritorni late’90s non poteva mancare anche quello dei Ben Folds Five. Il trio guidato da Ben Folds riallaccia la cintura del piano pop e del pop-rock ma tutto è piuttosto stucchevole e datato. (z.) Voto: 5/6

Azure Ray – As Above So Below : le Azure Ray (Maria Taylor e Orenda Fink) sono state tra le prime a lanciare il revival del dream pop nel nuovo millennio, “As Above So Below” lascia però molto poco. (z.) Voto: 6

Propagandhi – Failed States : solido album per la storica punk rock band canadese. (z.) Voto: 6/7

Ice Choir – Afar : progetto di puro synth-pop anni ’80 per il batterista dei The Pains of Being Pure at Heart. (z.) Voto: 6,5

The Presets – Pacifica : tra i precursori della nuova scena electropop australiana i Presets tornano con il terzo disco. Non ai livelli di “Apocalypso” ma si ascolta con piacere. (z.) Voto: 6+

Kreayshawn – Somethin ‘Bout Kreay : file under “album che non dovrebbero esistere”, il problema non è tanto dei pezzi o delle sonorità (che comunque si riallacciano a sottogeneri come l’hyphy-rap, non diffusissimi) ma dei testi agghiaccianti e dell’odiosa cantilena di Kreayshawn. (z.) Voto: 4

Carly Rae Jepsen – Kiss : non sarebbe perdonabile neanche se avesse dieci anni in meno… (z.) Voto: 4

NOFX – Self Entitled : oltre venticinque anni di carriera e potrebbero andare avanti per altrettanti anni a fare dischi come questo. Potrebbero esplodere il punk-step, il wonky-core o qualsiasi ipotetica evoluzione/involuzione, che loro rimarrebbero fedeli al loro sound. (z.) Voto: 6

Blaqk Audio – Bright Black Heaven : il progetto parallelo di Davey Havok e Jade Puget degli AFI poteva (forse) avere senso al momento del del debutto CexCells del 2007. Cinque anni più tardi ci riprovano ma sembra più un diversivo realizzato con poca convinzione. (z.) Voto: 5

Two Gallants – The Bloom and the Blight : visto il buon livello dei tre dischi precedenti era lecito aspettarsi maggior clamore attorno a questo ritorno dei Two Gallants (mancavano da cinque anni) e invece… “The Bloom and the Blight” è un disco in cui ribadiscono il loro amore sia per il folk-country-blues rivitalizzato da attitudine rock (per non dire punk) senza lo spessore di un tempo. (z.) Voto: 6+

Umberto Maria Giardini – La dieta dell’Imperatrice: dimenticate Moltheni, ora si parla di Umberto Maria Giardini. Un nuovo corso che inizia con questo “La dieta dell’Imperatrice”, nuova linfa adulta, ponderata e meno cantautore/folk-oriented. (z.) Voto: 6/7

The Chevin – Borderland : questi quattro inglesi al debutto scopiazzano i The Killers su tutti i fronti… (z.) Voto: 5

James Iha – Look To The Sky: disco fondamentalmente innocuo. (z.) Voto: 6

Nelly Furtado – The Spirit Indestructible: bye bye Nelly…(z.) Voto: 4,5

Il Cile – Il Mio Incantesimo : Voce interessante ma testi che diventano piuttosto retorici se accompagnati da arrangiamenti incastonati nel banale pop all’italiana. (z.) Voto: 5

LEGENDA 2012
10: la perfezione… non esiste
9: capolavoro, fra i migliori di sempre
8: grandissimo disco, probabilmente destinato a rimanere nella storia 5 stars1
7: album di buon livello, manca solo quel qualcosa che lo renda veramente memorabile 4 stars
6: discreto, passa abbastanza inosservato… innocuo 3 stelle
5: disco trascurabile, banale e poco degno di nota 2 stelle
4: album completamente inutile 1 stella
3: neanche Justin Bieber, difficile trovare di peggio.
2: non c’è limite al peggio
1: …

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Settembre 2012 – 2° Parte

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Luglio 2012 – 1° Parte
Giungo 2012 – 2° Parte
Giugno 2012 – 1° Parte
Maggio 2012 – 2° Parte
Maggio 2012 – 1° Parte
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Aprile 2012 – 1° Parte
Marzo 2012 – 2° Parte
Marzo 2012 – 1° Parte
Febbraio 2012 – 2° Parte
Febbraio 2012 – 1° Parte
Gennaio 2012 – 2° Parte
Gennaio 2012 – 1° Parte
Migliori Album Internazionali 2011
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