Mumford & Sons, parla Ben Lovett: “Il passaggio all’elettrico è stato naturale”

Il tastierista dei Mumford & Sons commenta i rumors sul nuovo album, dove mancherà il suono caratteristico del banjo.

La notizia del nuovo album dei Mumford & Sons, Wilder Mind, a tre anni di distanza dal plurivenduto Babel, è stata accolta dai numerosi fan con un sospiro di sollievo: le sorti della band sembravano compromesse dopo la scelta di prendersi una pausa lunga, a seguito dell’operazione al cervello di Ted Dwane e dei trionfali tour americani.

Ma la band inglese capitanata da Marcus Mumford -e responsabile del florilegio folk degli ultimi anni- è tornata e ha annunciato che il nuovo album dei Mumford & Sons abbandonerà quelle sonorità che li hanno resi celebri per entrare nella strada per entrare nel grande mondo dei suoni elettrici/elettronici. A spiegare il perché ci ha provato Ben Lovett, il tastierista della band, in un’intervista ad NME.

Abbiamo tenuto una formazione standard per sei anni ed eravamo convinti che fosse la nostra “tavolozza”, ma poi abbiamo iniziato a scegliere altre cose. È un naturale distacco dalle nostre origini. Quando abbiamo iniziato a registrare il disco non c’era una struttura o un suono che volessimo cercare di portare avanti. Quando lavoravamo su Babel, Sigh No More era il nostro punto di inizio, ma non siamo partiti da Babel per costruire il nostro terzo album.

La scelta di cambiare quasi radicalmente il suono di una band così caratterizzata come i Mumford & Sons viene anche dal nuovo produttore James Ford, che ha preso il posto di Markus Dravs, supervisore dei primi due dischi. Ben Lovett ha parlato anche di questo, sottolineando come la necessità di un cambio li abbia spinti a cercare qualcuno che assecondasse la nuova direzione:

Sentivamo il bisogno di un cambiamento. Non da Markus (Dravs, ndr), ma lui era così attaccato a quei primi due dischi che quando ci siamo presi una pausa volevamo provare a fare qualcosa di nuovo. Ci sentivamo come… se facciamo il nostro terzo disco con Markus, significa che dobbiamo fare anche il nono o il decimo con Markus? Ad un certo punto devi cercare di fare cose diverse e lo sentivamo proprio collettivamente. Markus sa che potremmo fare il prossimo disco con lui. Non abbiamo rotto, ci stiamo solo divertendo a giocare.

Glastonbury Festival 2013 - Day 4

Via | NME

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