
Uscito solo per il download (il cd uscirà il 27 di ottobre) e passato abbastanza sotto silenzio, “Intimacy” dei Bloc Party è uno di quei dischi che lascia perplessi. Non perchè sia brutto, anzi, è un gran bel disco. Ma la brusca virata dance lascia perlomeno disorientati. Il confronto con i due lavori precedenti poi è arduo, come voler paragonare il periodo blu di Picasso con quello rosa.
Quale era meglio? Impossibile rispondere. Eppure sono sempre loro, i Bloc Party, e si sente, nessun tradimento. C’è solo la voglia di sperimentare, di non chiudersi in un genere che dopo soli 6 anni rischia di essere finito. I puristi dell’indie rock magari storceranno il naso, ma bisogna rendere omaggio a un gruppo che, ancora giovane, sfida ogni logica di mercato, si reinventa e ci obbliga a fare i conti con la loro intera discografia.
A Londra il nu-rave va alla grande e si sente perchè la band di Kele Okereke confeziona un album che probabilmente spaccherà i dancefloor di mezza Europa. Lo si capisce dalle prime note di “Ares”, con quella batteria devastante rubata ai fratelli chimici e che forse aiuterà la rinascita del big beat. “Mercury” la conosciamo bene ormai, mentre in “Halo” ritroviamo i Bloc Party più rock con una sfuriata punk su cui, per amore degli ossimori, Okereke canta delicate parole d’amore.
“Biko” ruba le atmosfere al glitch noreuropeo (Royksopp, Telefon Tel Aviv), mentre “Trojan Horse” sembra schizofrenica col suo riff di chitarra nervoso e spezzato. “Signs” ritrova le atmosfere di “Blue Light”, ma c’è sempre una cassa in quarti a fare la differenza. “One month off” e “Zephyrus” scorrono via abbastanza anonime, mentre “Talons” - il nuovo singolo - è forse l’unica canzone in puro vecchio stile Bloc Party.
Ma il meglio arriva proprio alla fine: “Better than heaven” è uno splendido midtempo dove i sinth la fanno da padrona, mentre la conclusiva “Ion square” sembra un sognante omaggio ai – da troppo tempo silenziosi – Postal Service. Un disco bello? Si, molto. Più o meno dei primi due lavori? Impossibile dirlo, semplicemente è diverso. Intimo? Molto, tutti i testi sono profondi e personali, nati a quanto pare dalla fine del fidanzamento di Okereke, a fine 2007.
Mi astengo quindi da dare il classico voto, limitandomi a ripetere che il disco a me è piaciuto parecchio, ma so che il pubblico, come spesso accade in queste occasioni, sarà spaccato. Non ci resta quindi che dare la parola a voi: che ne pensate di “Intimacy”? Vi è piaciuto o no?
legghiu
30 set 2008 - 17:45 - #1per me sono il miglior gruppo al mondo, al momento, e questo è il loro miglior disco…in pezzi come zephyrus c’è della magia che mi coinvolge come mai una canzone aveva fatto prima!
rickyyyyy
30 set 2008 - 17:50 - #2L’ho apprezzato decisamente di più di A weekend in the city. L’ho trovato coerente nei brani, il filone che hanno scelto è quello e lo seguono e lo eseguono alla grande. Bei pezzi, purtroppo sento che manca una nuova ‘I still remember’, perla del disco precedente. Però disco apprezzabile.
legghiu
30 set 2008 - 17:52 - #3se mi è lecito chiedere, lollodj, cos’è che manca a zephyrus secondo te? è come un’evoluzione epica di the prayer…c’è ritmo, c’è armonia, c’è melodia, c’è grandezza (tanta), ci sono cori a metà tra il gregoriano e il gospel e le parole del ritornello lasciano il segno…l’assenza delle chitarre la vedo come una scelta coraggiosa (anche in altre canzoni e già in passato) che porta il brano in una dimensione più grande del semplice rock
legghiu
30 set 2008 - 17:54 - #4P.S. per ora mancano ancora alcuni pezzi, anche se è già uscita talons, che verranno poi aggiunti sul cd
TiroFisso
30 set 2008 - 19:56 - #56 anni l’indie-rock? E i Pavement che erano? Grunge? Mah… 6 anni al massimo per lo pseudo indie-rock che passa per le radio per bimbimin_chia, come Virgin.
zagoz
30 set 2008 - 20:31 - #6beh è un indie rock “nuovo”, figlio soprattutto del post-punk e di suoni più moderni sia pop che di elettronica.
cmq continuo a ritenere Silent Alarm l’unico album realmente da ricordare dei Bloc Party, i successivi due (questo compreso) sono mezzi passi falsi anche se si lasciano ascoltare senza problemi.
6+ per me.
Lollodj
01 ott 2008 - 11:59 - #7Legghiù, non ho detto che Zephyrus è una brutta canzone, sempicemente è una di quelle che mi ha colpito di meno.
Tirofisso, ovvio che intendevo “l’idie rock” lanciato a inizio secolo dall’esplosione degli Strokes, come fa notare anche Zagoz. Se facciamo il gioco di risalire all’indietro potremmo arrivare fino ai Joy Division o al punk inglese, meglio fermarci prima :)
legghiu
01 ott 2008 - 12:18 - #8no problem, non ho detto che sostieni che sia una brutta canzone, solo volevo capire perchè a me prende e ad altri meno
skate4fun
06 ott 2008 - 17:25 - #9hmmm, allora…inizialmente nn mi era proprio piaciuto, anche perchè un pò troppo scosso da mercury:O…però, adesso comincio ad apprezzarlo…nn penso sia un disco istantaneamente amabile come silent alarm, e non penso ce ne saranno di più belli, forse si riuscirà solo ad eguagliarlo.
talons è bellissima.
Dani10
16 ott 2008 - 15:01 - #10chi ama i bloc party sente la magia e una speciale atmosfera nei pezzi e solo chi davvero li ama puo’ capire…
Lisistrata
20 nov 2008 - 17:22 - #11album meraviglioso… Adoro “Talons”, sono bellissime anche “Better than Heaven”, “One month off” e “Ion Square”… “signs” poi è dolcissima….
Vivio
25 mar 2009 - 15:25 - #12il migliore rimane sempre Silent Alarm…
c’è poco da fare…dal vivo sono divertenti…a Ferrara li vedrò per la 3rza volta
Donkiwy
03 giu 2010 - 00:43 - #13ad un primo ascolto non mi aveva convinto molto…sarà che come molti mi sono sentito un pò spiazzato dalle diverse sonorità che caratterizzano questo album rispetto ai lavori precedenti dei bloc…ma a furia di riascoltarlo ho finito con apprezzare ogni singolo pezzo di intimacy… mercury, ares, talons, your vists are getting shorter, trojan horse, one month off, better then heaven e la fantastica ion square… davvero un bellissimo album che proprio grazie alla sua originalità resta difficilmente paragonabile a “silent alarm” e “a weekend in the city”…per cui non lo considererei affatto inferiore rispetto ai due precedenti ma semplicemente diverso e, quel che conta, davvero ben riuscito!