Colapesce e Dimartino a Sanremo 2021 con ‘Musica Leggerissima’: “Il nostro intento è appesantire la musica leggera”

Colapesce Dimartino in gara al Festival di Sanremo 2021 con la canzone “Musica leggerissima”: intervista ai cantanti su Soundsblog.it

Colapesce e Dimartino sono in gara al Festival di Sanremo 2021 con il brano “Musica leggerissima” che, in poche ore, risultà già essere al primo posto delle canzoni sanremesi più trasmesse nelle radoio.

Nelle scorse ore è uscito anche il video ufficiale che dona ancora maggiore risalto al pezzo, già orecchiabile fin dal primo ascolto, ma con un significato interessante da non sottovalutare, nelle parole del testo.

Colapesce è il nome d’arte di Lorenzo Urciullo, classe 1983: cantautore musicista e produttore discografico, lancia il progetto Colapesce nel 2010. Quattro album in studio all’attivo, tre EP e diversi singoli.

DiMartino è Antonio Di Martino, classe 1982, è di Palermo e ha un percorso musicale e artistico vario e riconosciuto. Per lui anche una partecipazione al Concerto del Primo Maggio 2009 ancora in gruppo con i Famelica.

Tante le collaborazioni per Colapesce e Dimartino, che hanno pubblicato insieme un album nel 2020, prodotto da Federico Nardelli e Giordano Colombo.

Li abbiamo intervistati in occasione della loro partecipazione al Festival di Sanremo 2021 con Musica leggerissima. Ecco cosa ci hanno raccontato.

Ve lo devo chiedere come prima domanda, assolutamente. Mi raccontate di questo geniale video ufficiale uscito nelle scorse ore? (cliccate qui per recuperarlo, ndr)?

E’ stata una collaborazione fra noi e Ground’s Oranges che sono i ragazzi con cui lavoriamo spesso per i nostri video, sono dei nostri amici e ragazzi di Catania. Abbiamo scritto il soggetto insieme e la parte più difficile è stato recuperare tutte le location. E’ stato un lavoro di preparazione, supervisione, autorizzazione, molto lungo.  Chi ha curato la fotografia si chiama Gnomo ed è un gigante, molto attento ai particolari

La canzone è molto orecchiabile e, soprattutto, ha un messaggio molto profondo. La musica leggerissima di Colapesce e Dimartino contro la tristezza o la depressione…

Noi diciamo sempre che il nostro intento è appesantire la musica leggera. E’ quello che volevamo fare, riempire di contenuto una canzone che poteva risultare, al primo ascolto, leggera. In realtà, come hai detto tu, noi paragoniamo l’orchestra all’essere umano e con tutto quello che ne consegue. Un crescendo di violini, i disturbi personali sono i tamburi che arrivano come temporali. “Il maestro è andato via” può essere legata al concetto dell’essere umano, del cervello dell’essere umano. Prende un’altra direzione, se ne va, ci abbandona e ci ritroviamo davanti a buchi neri. Era il nostro intento. Parlare di qualcosa che, di solito, nelle canzoni pop non si parla, per farlo arrivare a più persone possibili per creare un’identificazione. Ci piaceva avere una canzone che parlasse di noi ma con la quale molte persone potessero indentificarsi.

Nel video ufficiale della canzone ci sono già migliaia di likes. Vi riporto un commento che mi ha colpito e che vorrei portarvi all’attenzione: “La canzone è ideale da ascoltare quando tutto questo sarà finito, in un aperitivo sulla spiaggia”.

Speriamo, sì, è una bella immagine. Non ho ancora letto i commenti, mi sono ripromesso di leggerli dopo Sanremo perché in questi giorni non riusciamo a seguire tutto l’affetto che ci sta arrivando dai nostri fan storici e da quelli nuovi che stanno scoprendo adesso Colapesce – Di Martino. Ne siamo felici perché speriamo anche che possa portare più attenzione ancora al disco “I mortali” al quale abbiamo lavorato moltissimo, per due anni.

Mi parlate di questo progetto, una edizione “al quadrato”.

In realtà più che un repack è proprio un altro disco che si aggiunge a I Mortali. Si aggiunge, infatti, un altro disco con 10 canzoni che abbiamo ri-registrato in chiave acustica. Tra le tracce c’è il brano di Sanremo, Musica leggerissima, un testo inedito che si chiama “I mortali”, la cover di Battiato, Povera patria, e di “Born to live” di Matianne Faithfull e che dà quasi il senso a tutto l’album. Abbiamo fatto un’operazione agli anni Settanta, una versione molto intensa che vi invito ad ascoltare.

Come è stato esibirvi sul palco dell’Ariston, senza pubblico. E come state o avete vissuto questo periodo storico non facile?

Esibirsi all’Ariston vuoto è più difficile, paradossalmente toglie parte dell’emozione. E’ bello suonare davanti al pubblico, ti carica. Noi abbiamo fatto più di 1000 live nella nostra carriera… è una condizione più alienante ma era giusto esserci e farlo in questo modo. Questo periodo, per noi, è sicuramente un momento difficile, come per tutti. Stiamo cercando di affrontarlo non pensandoci troppo e concentrandoci sul vivere il presente…

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