Morto di fame, Emis Killa feat. Lazza: ecco il video ufficiale (con la partecipazione di Fred De Palma ed Ensi)

Emis Killa feat. Lazza, Morto di fame. Testo e significato della canzone, ascolta il brano tratto da Keta Music Vol. 3 su Soundsblog.it

Update: Ecco il video ufficiale di “Morto di fame“, il nuovo singolo di Emis Killa feat. Lazza. Il video, diretto da Giulio Rosati, è ambientato di notte, tra parcheggi sotterranei, dove Emis Killa e Lazza hanno iniziato a trovarsi con gli amici per i primi freestyle, e i palazzi della città, su cui si muovono le immagini di loro vecchi live. I due artisti sono circondati da altri ragazzi, elementi che ricreano l’atmosfera della crew degli esordi, e regalano al pubblico anche una perla inedita finale: le ultime scene della clip vedono la partecipazione anche di Fred De Palma ed Ensi, impegnati in un freestyle old school insieme ai protagonisti della canzone.

Qui potete vedere la clip.

Morto di fame è un brano di Emis Killa tratto dal mixtape Keta Music Vol. 3.

Nella canzone, Emis Killa parla dei suoi esordi, della sua scalata al successo e di come le cose siano cambiate col passare dei tempi e delle mode. Nessun locale di moda ma il centro sociale, il condividere gli spazi, riuscire ad ottenere attenzione e consensi senza un talent. Tra carezze e schiaffi della vita, c’è la certezza di sentirsi finalmente realizzato (“La street e l’alcol, tutto questo mi ha portato in alto, E chi non c’è passato mai lo capirà E ora, mentre tu fallisci, io rimango qua, capita”)

Il brano vede Emis Killa collaborare con Lazza.

Qui sotto potete ascoltare “Morto di fame” di Emis Killa feat. Lazza. A seguire il testo della canzone.

[Strofa 1: Emis Killa]
Ah, quando ho iniziato, avevo gli occhi della fame (Seh)
Prima di te, prima di quel tale che trappa e prima dei talent
Il mio nome per le strade è ormai immortale perché
Prima che in quel locale in centro l’ho fatto al centro sociale
E prima dei cachet, quando ‘sta merda era fratellanza
E dormivamo in quattro nella stessa stanza (Seh)
Ho fatto della mia arroganza un pregio, tratto il meglio dal peggio
Da quel parcheggio a firmare un milly per una major
Nessun privilegio (No), ma ben diverso dagli altri
Privi di ego finiti per rassegnarsi (Già)
Tornassi indietro, farei gli stessi passi e pure quelli falsi
Rispetto alle carezze, ho imparato più dagli schiaffi
Gli incastri, le battle, gli impianti guasti sul palco
La street e l’alcol, tutto questo mi ha portato in alto
E chi non c’è passato mai lo capirà
E ora, mentre tu fallisci, io rimango qua, capita

[Ritornello: Emis Killa & Lazza, Lazza]
Se penso a me dieci anni fa
Solo per strada come un morto di fame
Senza cachet, anche in un bar
Probabilmente avrei cantato uguale
Fanculo ai “se”, fanculo ai “ma”
Se non hai nulla, tanto vale rischiare
Oggi so che sei ancora qua
Quando anche l’ultima speranza mi scade (Ehi, okay)

[Strofa 2: Lazza]
Agosto ’94, vengo al mondo
Gli anni passano e non tengo il conto
Il freddo in strada che mi taglia il volto
Scopro il rap, salgo su mille pullman, mille treni, ah
E se finisce che è tardi, ritorno a piedi
Ci pensi oggi? Se non avessi rischiato
Sarei rimasto solo con le mani in mano nel caos
A sedici anni fuori scuola lo schiaffo del soldato
Oggi che fuori dal club fanno a schiaffi ed è sold out
Ne ho visti tanti fallire e pochi rifarsi
Tanti, come i tattoo sul mio corpo moltiplicarsi
Quindi oggi che forse qualcosa inizio a capirne
So che i primati o stanno nel Guinness o sono scimmie
Ci son rimasto male perché su di te ho puntato
Ma forse torna il rap e ti vedo un po’ preoccupato
Non farlo solo perché va di moda o te ne pentirai
Soltanto il diavolo e Dio qua sono sempre in hype

[Ritornello: Emis Killa & Lazza]
Se penso a me dieci anni fa
Solo per strada come un morto di fame
Senza cachet, anche in un bar
Probabilmente avrei cantato uguale
Fanculo ai “se”, fanculo ai “ma”
Se non hai nulla, tanto vale rischiare
Oggi so che sei ancora qua
Quando anche l’ultima speranza mi scade

[Outro: Nebbïa]
Oh!
Tutti ‘sti fanghi ‘i ora
Fannu tutti “skrrt”, “ski”, “bang”, “gang”, “sdeng”
Ma itici a cacari ‘a minchia
Mancu iddi ‘u sannu soccu ricinu
Ma itivi attintari Keta Music 3 ‘i me frati Emis Killa, teìste ‘i minchia!