Folcast, Scopriti: intervista al cantante in gara tra le Nuove Proposte di Sanremo 2021

Folcast in gara tra le Nuove Proposte al Festival di Sanremo 2021 con il brano “Scopriti”: come è nata la canzone, progetti e l’intervista

Folcast, (pseudonimo di Daniele Folcarelli) è un cantautore romano classe ’92 in gara tra le 8 “Nuove Proposte” del Festival di Sanremo 2021, dopo aver superato la finale di Sanremo Giovani, trasmessa su Rai1 in diretta dal Teatro del Casinò di Sanremo.

Folcast porterà sul palco del Teatro Ariston “Scopriti”, brano in radio e disponibile su tutte le piattaforme
digitali, con il quale ha vinto l’ultima puntata di AmaSanremo, classificandosi al primo posto della classifica generale.

“Scopriti” è prodotto da Tommaso Colliva e scritto dallo stesso Folcast, che ha composto il brano con Tommaso Colliva e Raffaele Scogna. L’arrangiamento degli archi è a cura di Rodrigo D’Erasmo.

“Scopriti” è anche un videoclip, girato da Giacomo Citro, presso l’ex città del rugby di Spinaceto, a Roma, ormai diventata una piccola città fantasma dedicata allo sport, che avrebbe visto la costruzione di due campi da rugby, piscine e altre attività. Il videoclip è disponibile a questo link.

Folcast racconta del brano:

“Scopriti è il racconto di una condizione comune e a volte disarmante. Il disagio di chi si è perso nell’immobilità delle stanze vuote interiori e si trova a fare i conti con una solitudine imposta e in parte voluta. Nonostante questo, la volontà è quella di rialzarsi, di uscire e di trovare dentro se stessi la motivazione, con rabbia e consapevolezza. Scopriti è un brano che sfida la stasi e che sprona a sentire tutto nel profondo per poi rinascere, sempre. Concepito al pianoforte, vuole essere prima di tutto crudo, quindi “Scoperto”. Vicino a un ambiente soul che dà spazio a tutti i movimenti dell’anima, si evolve fino a trasformarsi, proponendo un messaggio di forza e rigenerazione”

Abbiamo intervistato Folcast per parlare del suo brano, della sua partecipazione tra le Nuove Proposte e dei prossimi progetti.

Mi racconti come è nato il tuo brano in gara a Sanremo Giovani, Scopriti?

Scopriti è nata a casa, era un giorno in cui il tempo non era bellissimo. Io ero a Roma, il meteo non era dei migliori ed era un’incitazione ad uscire ma non legata a questo aspetto. Il pianoforte affaccia fuori, da dove suonavo io. Era un augurio che facevo a me stesso, non solo legato al clima, ma alla situazione in cui mi sentivo in quel momento. Volevo spronarmi a uscire fuori.

Un significato che è adatto per tutti…

Penso sia la cosa più bella della musica. La risposta credo sia quella che dà ognuno di noi, l’interpretazione che sentiamo. Nel mio caso, non c’è un messaggio unico: è sicuramente positivo, un simbolo per reagire e per chi vuole farlo. Come dici tu, ognuno trova il senso che vuole.

Hai iniziato da anni nella scena romana. Quanto è stato importante te?

Per me la parte live è stata e resta fondamentale. Sì, ne ho fatta ma ancora dovrò farne. E’ importantissima. Anche grazie a quella sono riuscito a portare a casa delle esibizioni degne e belle ad AmaSanremo e Sanremo Giovani. Ho reso bene. E’ nato anche dall’esperienza.

Stai lavorando anche ad altre canzoni o un album?

Sto lavorando a delle canzoni, non so ancora se Ep, singoli o disco vero e proprio. Lo stiamo definendo. La parte più importante sarà il messaggio delle canzoni con lo stesso produttore di “Scopriti”. Vedremo di dargli una forma ben definita.

Hai partecipato ad AmaSanremo, Sanremo Giovani. C’è stata sicuramente una grande attesa per il verdetto. Quando hai capito che eri passato, nella finale, qual è stato il tuo primo pensiero?

Quando venne annunciato, la reazione non riesco nemmeno ad inquadrarla (sorride). Andrò a Sanremo a suonare con l’orchestra, sul palco della musica italiana. L’ho realizzato a distanza. In quel momento ero solo molto, molto contento. Sono stato il primo ad esibirsi, dopo mi sono messo seduto e mi sono goduto gli altri artisti con me. Siamo diventati un gruppo affiatato. Ero contento di quello che era già stato fatto. Quando mi hanno annunciato, è stata l’apoteosi ma ero già felice.

Folcast, il tuo nome d’arte. Da dove nasce come scelta del nome d’arte?

Quando ho iniziato ero piccolo (ride), avevo iniziato sei anni fa, stavo capendo come uscire a livello di forma. Non avevo la certezza di voler mettere il mio cognome e nome. Decisi di mettere una parte del mio cognome FOLC, poi Folcast alla fine perché mi piaceva il suono. Ero piccolino, non volevo ancora espormi, il contrario poi di quello che mi sono ispirato a fare con “Scopriti” (sorride)

Ultima domanda. Cantanti italiani o stranieri con cui vorresti duettare. Senza confini, spara alla grande, in alto…

In Italia mi piacerebbe molto duettare con Giorgia, la Voce femminile. Di straniero, invece, Anderson Paak, John Meyer, Alicia Keys…

Sono artisti che hai sempre seguito?

Sì, assolutamente. Ad esempio John Mayer mi ha dato tanto per la chitarra. Paak per molti altri aspetti, per come si pone… Musicalmente ascolto di tutto, i Foo Fighters… Seguo tanti ambiti diversi che portano a seguirne molti altri.

 

 

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