Elisa: “Il nuovo album? Meno introspettivo di “Diari aperti”, con tanti esperimenti e fotografie diverse”

Elisa, Ritorno al Futuro / Back to the future: le dichiarazioni della cantante durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo disco

Dopo il grande successo ottenuto a Sanremo 2022 con “O forse sei tu” (meritatissimo), Elisa ha pubblicato il nuovo (doppio) disco, “Ritorno al futuro / Back to the future”, con una prima parte composta da brani in italiano e una seconda con pezzi in inglese. E lo ha raccontato in conferenza stampa, con l’assoluta gioia ed energia che la contraddistingue, fiera, intensa e desiderosa di condividerlo con il pubblico e i suoi fan.

Il suo primo bilancio è sul Festival di Sanremo, terminato da oltre dieci giorni (“Strana l’energia sul palco, stranissima, quasi poco gestibile. Quando son tornata a casa, ho mangiato pizza, gelato, panini, tutto quello che non ho fatto negli 8 giorni prima. Li era solo riso in bianco, pollo..”) e poi le riflessioni sulla genesi del suo nuovo disco, una parte in italiano e una in inglese:

E’ tanto semplice quanto complesso il bisogno di vivere normalmente. Era sempre forte in me, in tutti gli anni precedente. Adesso è ancora più forte, ho pensato di dargli tanto più spazio, al tema della sostenibilità. Da sempre sono stata in paranoia per l’ambiente, fin dalla guerra del Golfo. La “stupida voglia di vivere” va messa al centro ma oggi, più che mai, anche è importante il “come viviamo”. Volevo fare una musica con colori più contemporanei e da chi li mastica in tutti i tempi e tutti i giorni. Mi sono occupata della direzione in cui volevo andare, i testi, le melodie. E’ il disco meno introspettivo, non è un “Diari aperti” volume 2, perché raccontavo una storia e un mondo personale. Questa è una fotografia più ampia.

Elisa parla di un pezzo all’interno del disco, “Non me ne pento”:

“Non me ne pento” è un buon manifesto di quello che penso. A questa età non ti interessa molto dei giudizi, hai fatto pace con molte cose tue. Anche quando non ti senti al massimo, ti accetti, conosci i tuoi pregi e difetti, non vorresti qualcosa che ha qualcun altro. Tendi ad essere più risolta. Rimango comunque una tormentata, con emozioni che sento in maniera molto violenta. Mi conosco, so che sono fatta così, forse è anche un motore per me, che mi fa scriverle e cantarle in un certo modo. Questo disco non è tanto un manifesto su di me ma un insieme di fotografie anche degli altri. Il brano d’apertura è stata una scelta di impatto. E’ un disco “up” dove prevale una certa energia, pulsazione. Non lo sento super introspettivo. Ho tante più ballad, quindi ci sono tanti esperimenti diversi. E “A tempo perso” ha una serie di caratteristiche che portano anche a questo. E’ potente con una introduzione abbastanza maestosa.

Prima della sua partecipazione a Sanremo 2022, Elisa aveva rilasciato il primo singolo per anticipare l’album:

“Seta” è uscita in due ore, mi piaceva un sacco, c’era l’idea di darla a un’altra artista ma mi piaceva cantarla. Mi son detto “Se includo Seta col disco, significa che apro le danze su un mondo che non è mio”. Una scelta che ha determinato un approccio diverso. Non puoi mettere “Seta” in un album di Elisa “normale”. E’ brutto appiccicare una cosa del genere in un progetto con “Diari aperti 2”. Ma è stato un bello stimolo. Anche attraverso alla situazione generale che abbiamo vissuto, mi portavo a fare delle scelte più radicali ed estreme. Abbiamo aperto tante altre stanza, come con “Quello che manca”, “Domino”, “A tempo perso”, “Quando arriva la notte”. Si sono aperte tante strade e ho messo in secondo piano dove volevo arrivare: era più importante l’approccio, come punto di vista centrale.

Coraggioso pubblicare un doppio album in un periodo dove molti artisti pubblicano singoli…

Un doppio disco? Non penso molto alle conseguenze, non so la reazione che posso suscitare negli altri. Il mio primo istinto è quello di fare quello che mi sento di fare. Anche chi mi ha aiutata in tutto questo, non l’ha considerato un problema. E’ vero, è un tempo in cui si riesce a dare più spazio con singolo dopo singolo. Dall’altra parte però viviamo una realtà multipla, un multiverso. Ci rendiamo conto di quante realtà coesistono, dai gusti delle persone alle proposte artistiche diverse. E’ normale che esiste chi fa uscire solo singoli e chi fa un doppio album.

In merito al titolo del doppio progetto, Elisa rivela di come sia nato ancora prima di tutto…

Il titolo l’ho scelto io ma viene molto dall’idea del tour, ancora prima di scrivere l’album. Volevo riportare al centro alcuni tempi, dall’individuo come persona alla rieducazione ambientale. Da anni avverto la crisi del capitalismo, mi fa piacere vedere la rinascita di altri valori che non sono materiali. Mi nasceva l’idea e la visione di concerti che fosse quasi delle scuse per parlare di questo e mettere in luce quei temi. Da lì l’idea di chiamare un album “Ritorno al futuro”. E’ un titolo grosso. nella mia visione personale vedo la cosa dell’ambiente come punto centrale ma non è sbagliato vedere un viaggio musicale dentro”

Sulle collaborazioni, da Rkomi a Jovanotti:

La collaborazione con Rkomi in una parola? Ti direi “poesia”, mi piace tanto il suo contrasto. Anche sul palco è così fisico, si è aperto tantissimo. Ma quello che mi piace è il linguaggio, la poetica, molto interessante. “Luglio”, il conforto dell’amicizia al femminile, di complicità, empatia, telepatia. E’ proprio calore, con Elodie, Roshelle e Giorgia. E’ come se avessimo fatto una specie di cerimonia, come un rituale dell’amicizia. Con Jovanotti, il sogno devastante, incredibile. Ascoltavo Lorenzo fin da piccola, lui era come Bono o Bob Marley. Sentivo in loop le sue cassette, adoravo il personaggio, i libri. “Palle al centro” l’ho scritta alla finestra, immaginandomi al Jova Beach, era l’estate surrealissima del 2020, con meno gente, il silenzio… erano tornate le lucciole, c’era meno anidride carbonica, l’aria era più pulita. Palle al centro è stata, estasi, stellare, toccato il cielo con un dito.

Infine, abbiamo chiesto ad Elisa il pezzo più difficile da completare:

“E’ “Come te nessuno mai”. Eravamo nel lockdown più buio, a novembre 2020. Cercavamo di scriverla su Facetime, avevo un mal di testa fisso per giorni, abbiamo fatto 7/9 versioni, cambiando testo, melodia della strofa, ritornello. Le versioni erano 7/9, la chat doveva scambiamo pezzi di testo era titanica, lunghissima. C’erano appunti di testo lunghissimo. Eravamo in una sorta di nevrosi, alla fine ne siamo usciti e credo sia una delle canzoni più belle mai scritte”

 

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