Rudy Zerbi, presidente di Sony Music Italia conosciuto al grande pubblico per la sua partecipazione (in veste di giudice) al talent show Italia’s got Talent, nel corso di un’intervista concessa al sito ufficiale della Polizia di Stato si è detto assolutamente favorevole ad una strategia di contrasto alla pirateria musicale che coinvolga costruttivamente i fornitori di servizi internet a banda larga:
“Prima di tutto sono colpiti quelli che la musica la amano. Infatti, se come discografico, fino a 5/10 anni fa i margini della produzione mi consentivano di finanziare tutta una attività di sperimentazione che offriva un’opportunità di lancio per giovani artisti sconosciuti, oggi tutto ciò non è più possibile. Quindi il danno non è solo industriale ma anche artistico, perchè si riducono gli spazi per tanti giovani talenti di farsi sentire e vedere.
Ormai la svolta sta solo nella possibilità di stringere accordi, come avviene nelle trasmissioni delle tv satellitari, con i principali internet service provider e, per una cifra aggiuntiva mensile o annuale di pochi euro, permettere all’utente di avere a disposizione l’intero catalogo dei produttori musicali con un download ufficiale e garantito, anzichè cercare file rubati. In questa direzione ormai stiamo lavorando. Siamo in contatto con diversi provider nazionali e questo è l’unico modo per conciliare legalità e appassionati della musica.”
In questo modo, afferma Zerbi, si potrebbe facilmente ovviare anche al fastidiosissimo problema dei virus contratti da quegli utenti che, illecitamente, attingono da siti e programmi di file sharing per carpire quotidianamente brani protetti da copyright. E voi, cosa ne pensate al riguardo?
iardo
21 feb 2010 - 10:17 - #1ma stai zitto…se c’è un modo per farsi conoscere al giorno d’oggi è solamente internet
clauderouges
21 feb 2010 - 10:49 - #2Bravo Zerbi. Fallo capire anche alle altre major.
carmila
21 feb 2010 - 11:13 - #3mi scuso x l’uso del maiuscolo ma quando ce vo’ ce vo’: MA DI COSA SI PARLA? SE SI RUBA LO SI FA A CASA DEI LADRI! A PARTE I COSTI DEI CD, ZERBI PENSI AL MODO FEUDALE CON CUI SI GESTISCE LA MUSICA IN ITALIA, VERO FURTO DI CULTURA! LE MAJORS HANNO FATTO IN MODO, NATURALMENTE CON SCOPI SPECULATIVI, CHE LA MUSICA SIA UN QUALCOSA DA PRIVILEGIATI, DA RISERVARE AD UN’ELITE, UN BENE DI LUSSO! NON C’E’ VIA D’USCITA, DOVETE CONTRAPPORRE LA MUSICA DAL VIVO A QUELLA DIGITALE, ED E’ PROPRIO LA GESTIONE DELLA MUSICA DAL VIVO LA VERA VERGOGNA IN ITALIA, E MI RIFERISCO SOPRATTUTTO A QUELLA INTERNAZIONALE, RISERVATA SEMPRE E COMUNQUE AD UN PUBBLICO DI SERIE A, CIOE’ CHI VIVE AL NORD O HA I MEZZI E IL TEMPO DI SPOSTARSI OGNI VOLTA. ZERBI E COMPAGNI ABBIANO ALMENO LA DECENZA DI RICONOSCERE CHE ALL’ORIGINE DEI MALI DELLA DISCOGRAFIA ITALIANA C’E’ DI FATTO UNA MANCANZA DI ALFABETIZZAZIONE MUSICALE DOVUTA ANCHE A QUESTA SITUAZIONE: FARLA PASSARE COME UN OGGETTO DI LUSSO IMPLICA ANCHE IL FATTO CHE CI SIA LA NECESSITA’ DA PARTE DI GRAN PARTE DEL PUBBLICO DI RUBARLA.
clauderouges
21 feb 2010 - 11:24 - #4Però cosa c’entra tutto questo con ciò che dice Zerbi? A me sembra che lui stia proprio proponendo un modo perr uscire dal rischio di una musica elitaria (che poi è un po’ un luogo comune perché se cerchi bene ci sono un bel po’ di siti dove è possibile comprare cd fisici a pochi euro, usati e nuovi). D’altronde se uno fa il musicista ci mette del tempo a fare un disco (non sto parlando dei vari Zucchero e Antonacci o Giusy Ferreri ma dei musicisti veri) e quindi in qualche modo dovrà pure essere pagato. A me dà un po’ fastidio questo modo di pensare demagogico secondo cui la musica dovrebbe essere gratis. E i musicisti chi li paga? Mica si nutrono di sola arte…
Ciaociao Festival
21 feb 2010 - 12:41 - #5Mai vista una persona più interessata del lavoro che fa!
manuel
21 feb 2010 - 12:42 - #6Semmai Rudy Zebi è conosciuto al grande pubblico per la sua presenza fissa ormai da 3 anni ad Amici, non di certo per Italia’s got talent…
fedmor
21 feb 2010 - 12:45 - #7Per quanto mi riguarda la vendita di MP3 è “morta”: nonostante il successo di iTunes et similia, fortunatamente gli artisti che seguo hanno capito che è meglio distribuire gratuitamente le registrazioni degli eventi e le tracce complete (anche i Crookers, che non sono proprio gli ultimi s*****i, fanno un giveaway al mese) e guadagnare su cofanetti/edizioni speciali e live. Certo se si canta in playback e non si sale mai su un palco (o in console) è dura in questa prospettiva… ma se molti ci si stanno “convertendo” significa che poi tanto non si perde: nessuno lavora gratis. Di artisti così sono disposto a comprare album in 5+1, merchandising ecc.; gli altri possono anche morire di fame. Se poi l’offerta musicale è quella di Sanremo… in molti casi mi vergognerei persino di scaricarli a muzzo!
gio25
21 feb 2010 - 12:49 - #8zerbi datti fuoco W LA PIRATERIA in galera le case discografiche
rikstyle
21 feb 2010 - 13:15 - #9Ragazzi ascoltate, la pirateria è un male solo per la musica commerciale tipo quella dei concorrenti dei talent show, in realtà per produrre musica seria, con un etichetta indipendente, costa pochissimo.
daniele2928
21 feb 2010 - 13:30 - #10ma quando fondiamo anche in italia il partito dei pirati?
zerbi acciret
yawn
21 feb 2010 - 14:52 - #11finalmente una proposta sensata, se quella è la direzione in cui hanno intenzione di andare, a me sta benissimo.
sarei più che contento di pagare un (giusto) prezzo in più al mese o all’anno e scaricare quello che voglio.
questa e lo streaming (come fa da anni last.fm) sono per me le strade da seguire sia per il mondo del cinema che per quello della musica.
Gauntlet
21 feb 2010 - 17:14 - #12E finalmente ci sono arrivati. Sono ANNI che lo dico…
Meglio tardi che mai….
Wombats!! Everywhere
21 feb 2010 - 19:24 - #13@gio25 : sei un idiota , non ci sono altre parole per descriverti
clauderouges
21 feb 2010 - 19:45 - #14Anche io sono anni che lo dico e per dirlo lo dicono anche gli addetti ai lavori ma poi vedo che continuano a farti pagare le singole tracce. Mah…
gio25
21 feb 2010 - 22:15 - #15Wombats!! Everywhere muori me r d a
SugarMagicGuitar
21 feb 2010 - 22:54 - #16Sono d’accordo con Rudy Zerby! Mi sembra una soluzione tranquilla, poco costosa e che presenta dei buoni vantaggi!
Mi rendo conto che, ormai, è quasi un dato “culturale” scaricare musica illegalmente….
Nel senso che si spendono tanti soldi in sciocchezze…. o comunque oggetti a cui, ognuno di noi, evidentemente, da un valore maggiore che alla musica….
cosmetici, riviste, pizze, cene su cene, cinema….
Ma poi senza Musica non ci sappiamo stare!
Scaricare tutta la musica che vogliamo, in modo legale, con un abbonamento fisso (come per sky) mi sembra un giusto compromesso ;-)
govinda
22 feb 2010 - 12:29 - #17la questione è che sarà illegale scaricare musica ma non lo è registrarsela dalla radio dalla tv o dal web stesso. Non lo è farsi prestare un cd dal fratello a da un amico. Non lo era farsi la cassettina preferita 15 anni fa. Come per ogni cosa, dovrebbero adeguarsi alla legge del mercato: più disponibilità più bassi i prezzi. Ma ti pare che se un CD costa ancora 20 e passa euro è ho qualcosa di fisico e materiale un cacchio di brano mp3 costa circa 1 euro su iTunes, dove i costi delle Major sono praticamente abbattuti? La questione di fondo è che hanno fatto per troppo a lungo il bello e il cattivo tempo e ora gli è venuto a mancare il terreno sotto i piedi.
Personalmente pago ancora per la musica che ritengo valida, amo la mia collezione di CD e sono ben felice di andare ai concerti. Ma mi da davvero fastidio un artista che si lamenta della pirateria e non fa nulla. Molti artisti sarebbero da prendere ad esempio (vedi radiohead).
Bisogna forse rendersi conto che, la rete, sta avendo il merito di dare voce ai comuni mortali che prima erano solo considerati consumatori da comandare a bacchetta.
axz
22 feb 2010 - 17:14 - #18sarebbe un buon sistema. Un giusto compromesso, perche’ non é giusto far pagare 15 euro o + un album su cd (che andrebbe poi convertito comunque in mp3 per usarlo coi lettori), ma in fondo non e’ giusto neppure scaricare indiscriminatamente. In questo modo, se desideri scaricare musica paghi un surplus, altrimenti no. a me starebbe bene
clauderouges
22 feb 2010 - 21:14 - #19E’ da tre anni che non pago un CD 20 euro. Se cercate bene li trovat a molto meno, e parlo di CD fisici. Andate su Amazon o Play.com.
Alessandroaaaaa
22 feb 2010 - 23:10 - #20Una flatrate culturale?
Ci sto.
govinda
23 feb 2010 - 13:22 - #21i CD che costano 20 euro sono quelli commerciali. Pienamente daccordo che se si cerca si può spendere di meno con l’usato e le offerte, personalmente avendo preferenze indie e gruppi trapassati casco bene. Ma non mi vergono a dire che prima di acquistare scarico o ascolto da dove possibile prima. Se penso che valga la pena l’acquisto lo faccio, altrimente cestino.
govinda
23 feb 2010 - 13:28 - #22…ultimo appunto. Ma vi siete mai fatti prestare un cd o un libro da un amico e poi lo avete restituito? E ora che ci sono gli Mp3? Probabilmente lo ascoltate e se vi piace ve lo tenete; se vi piace molto forse comprerete l’intero cd o andrete ad un concerto; se non vi interessa molto resta a far la muffa nel vostro lettore o nel cestiono del vostro desktop. In tutti e tre i casi le major non ci rimetto sicuramente.
ingegnie82
13 apr 2010 - 11:44 - #23ho scritto al biografia di Rudy Zerbi
http://ingegnie.altervista.org/Zerbi.html