Dopo 22 anni di attesa l’intero catalogo musicale dei Beatles è stato rilasciato in versione rimasterizzata lo scorso 9 settembre, in contemporanea con il videogioco The Beatles: Rock Band.
I puristi dei “Fab Four” sono stati a lungo in apprensione per l’esito finale del processo, temendo che un eccesso di tecnologia potesse snaturare quelle sonorità che dai primi anni ‘60 non smettono di incantare i timpani di tutto il mondo.
Dopo aver ascoltato a lungo The Beatles Stereo Box Set possiamo affermare con certezza che tali timori erano del tutto infondati: gli ingegneri del suono che lavorando spalla a spalla nei leggendari studi di Abbey Road hanno dedicato quattro anni di fatiche a questo progetto titanico, sono riusciti ad aumentare lo splendore di quei diamanti troppo a lungo intrappolati nei limiti tecnologici del secolo scorso, e quindi rimasti grezzi fino a pochi giorni fa.
The Beatles: Stereo Box Set è composto da 14 CD, da Please Please Me (1963) a Let It Be (1970) passando per la vecchia compilation Past Masters che raccoglie tutti i single non inclusi negli album, come ad esempio Hey Jude. Ogni CD è acquistabile anche singolarmente.
La sfida stava nel preservare l’autenticità e l’integrità delle registrazioni analogiche ma allo stesso tempo assicurare la più alta qualità sonora della quale il catalogo dei Beatles avesse mai goduto. E così è stato. La chiarezza e la “rotondità” del suono hanno subito un miglioramento nettissimo, sicuramente più accentuato nei primi dischi ma facilmente apprezzabile anche negli ultimi Abbey Road e Let it Be.
Le canzoni che rinascono letteralmente a nuova vita sono molte. Lucy in The Sky With Diamonds la parte strumentale - in special modo il basso di Paul Mc Cartney - è molto più nitida e meno impastata. Help! suona più cristallina che mai, e A Day in the Life fiorisce grazie a percussioni e basso più naturali che mai. E, se ascoltate Twist and Shout con particolare attenzione, potreste anche sentire le corde vocali di John Lennon implorare pietà.
Per i puristi più intransigenti che non vogliono proprio saperne di aprire le porte a un miglioramento della qualità sonora è stato invece rilasciato il The Beatles in Mono, un cofanetto che raccoglie i 12 CD della discografia registrati come i vinili originali. Ma si tratta per lo più di un oggetto da collezione, perché vi assicuriamo che perdersi i nuovi remaster sarebbe sciocco anche per il più accanito tradizionalista.
Oltre a essere un acquisto obbligato per ogni appassionato di musica, The Beatles Stereo Box Set potrebbe essere assieme a The Beatles: Rock Band la giusta occasione per introdurre i giovanissimi alla musica dei Fab Four. Una musica che da quasi di 50 anni pesca dentro di noi sensazioni fuori dal tempo.
The Beatles Remasters:
Please Please Me
With the Beatles
A Hard Day’s Night
Beatles for Sale
Help!
Rubber Soul
Revolver
Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band
Magical Mystery Tour
The Beatles (The White Album)
Abbey Road
Let It Be
Past Masters
Yellow Submarine
Video promo:
AndreaMingazzini
21 set 2009 - 11:28 - #1i migliori di sempre!
io-lo-so
21 set 2009 - 12:50 - #2“I puristi dei “Fab Four” sono stati a lungo in apprensione per l’esito finale del processo”.
Perchè poi? se sono puristi non gliene dovrebbe fregare nulla di questa uscita… non vedo il motivo di stare in apprensione per qualcosa che non dovrebbe interessare visto che gli originali già ci stanno e nessuno li tocca… bah…
clauderouges
21 set 2009 - 13:07 - #3Non sono molto d’accordo su questo tipo di operazione. Credo che se un’opera d’arte nasce in un certo modo debba anche restare in un certo modo. Capisco il restauro per scopi di manutenzione ma non per il miglioramento. I Beatles erano un gruppo degli anni ‘60 ed è naturale e giusto che i loro dischi abbiano i suoni che la tecnologia anni ‘60 permetteva. Se “Help” è nta con i suoni impastati così dovrebbe rimanere.
Wh1ShM4St3R
21 set 2009 - 13:34 - #4mi pare un discorso altamente sconclusionato quello nel commento #3… negli anni ‘60 il suono impastato non era certo voluto, ma imposto dalla scarsa tecnologia. allora lo stesso discorso andrebbe applicato a chiunque fa cd remaster… insomma non dovremmo sfruttare la tecnologia che avanza ma rimanere fossilizzati con i marchingegni a pedali di 50 anni fa… ma non scherziamo!
il punto, come è ben spiegato in questo articolo, è proprio che non si parla di sconvolgere la sonorità originali ma valorizzarle e renderle più vive.
io ho comprato il cofanetto dei beatles in questione e non ci sono santi che tengono: vale ognuno dei (tanti) euro che costa. e la differenza con le vecchie edizioni è talmente netta che secondo me nessuno dopo un singolo ascolto vorrebbe tornare indietro.
complimenti comunque per il bell’articolo
Rikstyle
21 set 2009 - 14:24 - #5la polemica del #3 è veramente fuori luogo. vuol dire proprio non averci capito niente.
babyshambles
21 set 2009 - 14:51 - #6grande gruppo! :)
clauderouges
21 set 2009 - 16:43 - #7Il mio commento non è assolutamente né fuori luogo né tantomeno sconclusionato. Non sto dicendo che dobbiamo fermarci alla tecnologia degli anni ‘60 per le nuove composizioni ma che non si dovrebbero toccare le uscite passate. E non ho nemmeno scritto che il suono impastato fosse voluto, ma semplicemente che se quelli erano i limiti dell’epoca vanno rispettati. Vi sembra forse una brutta cosa che la musica anni ‘60 suoni molto “anni ‘60″? In ogni caso non è un discorso che applico solo ai Beatles ma a tutte le operazioni di rimasterizzazione. Potete non esser d’accordo ma non dite che è un commento fuori luogo perché il post parla proprio di quello di cui sto scrivendo io.
clauderouges
21 set 2009 - 16:45 - #8Ogni opera d’arte deve rispecchiare in tutto i tempi in cui è nata.
Altiope
21 set 2009 - 21:52 - #9#7 ok ok… rimane il fatto che stai dicendo enormi minnkiate :D
clauderouges
22 set 2009 - 11:01 - #10Qeustione di punti di vista. Che tu a quanto pare non rispetti. E poi dicono che internet è libera. Forse lo sarebbe se non fosse piena di gente come te che non rispetta le altre persone.
manu79t
22 set 2009 - 13:19 - #11concordo con clauderouges.
Rikstyle
22 set 2009 - 18:12 - #12Ma forse alcuni pensano che le canzoni dopo la rimasterizzazione diventano come quelle di lady gaga.
Vi invito ad ascoltarle, noterete che il suono non è diventato improvvisamente degli anni 2000, ma lo stesso dei ‘60 in qualità migliore!
GovindA
23 set 2009 - 19:08 - #13Ok, mai io che ho tutti i vinili e in più i cd che devo fa? Mi sa che passo.
Venere Asciutta
22 ott 2009 - 17:03 - #14io acquisterò da rubber soul in poi soprattutto perchè i beatles prima del 1965 sono un po’ schiocchini e non li digerisco. Non sono d’accordo con clauderouges, che vuol dire “suonare come si suonava negli anni ‘60″? Per me i beatles non hanno un suono a cui si può attribuire una data, hanno creato degli album talmente fenomenali che suonano freschi sempre e comunque. Io non ci sento gli anni ‘60 nei bleatles. Penso anzi che questa iniziativa sia positiva perchè - soprattutto negli ultimi album - il quartetto si è cimentato in sperimentazioni “artigianali” sia in sgt pepper (il piano di a day in the life mica è un loop…l’hanno massacrato quel piano) che in abbey road nonostante all’epoca non vi fossero tecnologie adeguate, quindi è un favore che si fa al gruppo, ripulire il suono per renderlo più brillante. Sembra la polemica sul restauro della cappella sistina, prima si pensava che michelangelo usasse toni scuri perchè il fumo delle candele aveva appannato gli affreschi, invece grazie al restauro di fine ‘800, si scoprì che l’artista usava colori vivi e fiammeggianti. Non cadiamo nello stesso errore…