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Uscite discografiche Settembre 2011: recensioni

Pubblicato: 10 set 2011 da Riccardo "Zago" Zagaglia

Soundsblog_recensioni

M83 - Hurry Up, We’re Dreaming : tornano i francesi M83 a tre anni di distanza dall’album della consacrazione definitiva: “Saturdays = Youth”. Viste le premesse era lecito aspettarsi un comeback poco ordinario… ed infatti “Hurry Up, We’re Dreaming” non difetta certo di ambizione: doppio LP per un totale di 22 brani (comprese alcune “pause” strumentali). Partendo dal classico dream pop/gaze con synth al posto delle chitarre, Anthony Gonzalez sempre più sicuro di sè, maneggia (in qualche occasione con fin troppa convinzione) tentazioni da pista (”Steve McQueen”), atmosfere chillwave (”Midnight City”, “Claudia Lewis”), esplosioni epiche d’effetto (”My Tears Are Becoming A Sea”, “Echoes of Mine”), pazzia pura (”Year One, One UFO”) e atmosfere acustiche (la bellissima “Wait” e “Soon, My Friend”). C’è tantissima carne al fuoco in “Hurry Up, We’re Dreaming” e di conseguenza il rischio “confusione” è dietro l’angolo, ma per il resto non c’è nulla da rimproverare. (z.) Voto: 7

Kasabian - Velociraptor! : diciamoci la verità, “West Ryder Pauper Lunatic Asylum” ha salvato i Kasabian dal destino tipico delle “next big thing” inglesi, caratterizzato da un disco d’esordio riuscito e di successo e da un secondo disco a rischio flop. A due anni dalle 900.000 copie inglesi di “West Ryder…”, Pizzorno e compagni escono con Velociraptor!, undici tracce in cui le sorprese stanno a zero: solito brit pop (”Let’s Roll Just Like We Used To”) innamorato della vecchia madchester (”Days Are Forgotten”) ma che non si fa problemi a flirtare con l’electrorock (title track e “Switchblade Smiles”) e con la psichedelia più “classic” (”Neon Noon”). Nel complesso gradevole ed eterogeneo, ma iniziano a farsi largo una certa ripetitività e alcuni passaggi meno ispirati (”La Fee Verte”, “Man Of Simple Pleasures”). (z.) Voto: 6,5

Wilco - The Whole Love: lo ammetto, ci ho messo tanto tempo (e ancora oggi a volte faccio fatrica) a capire dove andare a cercare la magia e la superiorità dei Wilco, all’interno di una proposta musicale apparentemente così “normale”. La loro bravura sta proprio nel nascondere (con grande maestria) dietro a brani dal sapore “classic”, lampi di genio al passo con i tempi. Fattori che nelle ultimissime prove, “Sky Blue Sky” e soprattutto nell’omomino album di due anni fa, faticavano più del solito a venire fuori. Con queste premesse esce “The Whole Love”, un lavoro che li riporta idealmente ai fasti di “A Ghost Is Born” (ripetere “Yankee Hotel Foxtrot” è impossibile), in cui trovano spazio due picchi creativi (e lunghezza…) come l’iniziale kraut alienante di “Art Of Almost” e la conclusiva “One Sunday Morning”. Sì vero, non ci sono sorprese epocali, ma nel caso dei Wilco l’unica sorpresa potrebbe essere quella di pubblicare un brutto disco… (z.) Voto: 7+

Giorgia - Dietro Le Apparenze : “Giorgia è brava ed è un grande talento vocale”… lo dico subito così mi tolgo subito il peso. Purtroppo però sono poche le occasioni in cui queste capacità innate sono state sfruttate nel migliore dei modi… e per migliore non intendo più furbo o più funzionale. C’è chi ha accolto a braccia aperte il singolo “Il Mio Giorno Migliore” etichettandolo come innovativo… mi chiedo, innovativo dove? Semplice tentativo aggiornarsi alla moda upbeat. Che il lavoro di autori e coautori sia fondamentale lo si capisce anche da brani come la buona “Passerà l’Estate”, uscito dalle sottovalutate mani di Marina Rei, o la meno riuscita “Tu Mi porti Su” uscita dalle pesanti tasche piene di sassi di Jovanotti. “Dietro Le Apparenze” è un disco in cui si fa veramente fatica ad apprezzare qualcosa che non sia la voce di Giorgia: “Inevitabile” con Eros Ramazzotti è ironicamente evitabilissima, mentre “Niente ci porta via” è puro Sanremo-style, ma sono proprio generali problemi di scelte stilistiche, di arrangiamenti (obsoleti e poco incisivi) e di testi a limitare un lavoro di questo tipo. Mi riesce veramente difficile consigliare “Dietro Le Apparenze” a qualcuno che non sia fan di Giorgia. (z.) Voto: 5-

The Drums - Portamento : il successo di un hypeizzato disco d’esordio, nella maggioranza dei casi apparecchia la tavola ad una cocente delusione. Per i The Drums, ad esempio, partire con il pesante fardello di dover ripetere una hit come “Let’s Go Surfing” (finita persino in uno spot televisivo), era un handicap non da poco. La band di Brooklyn guidata da quel personaggio che risponde al nome di Jonathan Pierce, con una certa umiltà esce con “Portamento”, un album che continua il discorso del “Smiths+surfpop+postpunk+indiepop” centrando pienamente l’obiettivo in almeno quattro/cinque occasioni (”What You Were” è semplicemente adorabile e il singolo “Money” è perfetta nel suo intento). Peccato che non tutto il disco (che nel complesso preferisco al debutto per il suo saper unire spensieratezza e malinconia) sia sullo stesso livello: soprattutto nella seconda parte si nota qualche filler di troppo. Ora le strade sono due: prendersi più tempo e realizzare un terzo lavoro valido dall’inizio alla fine o continuare su questa strada, aspettando che arrivi il momento di un “greatest hits”. (z.) Voto: 6/7

David Guetta - Nothing But The Beat : l’intenzione di David Guetta era chiaramente quella di ripetere il successo del precedente “One Love”, uno degli album “dance” più venduti dell’ultimo decennio. Dopotutto basta leggere la sfilza di guest presenti su “Nothing But The Beat” per capire quale sia l’obiettivo: buona parte del peggio dell’attuale scena musicale (Chris Brown, Jessie J, Usher, Flo Rida…) presta la voce in questo concentrato di truzzo-house/pop che farà sicuramente contenti i propetari/dj/abitudinari dei club commerciali di tutto il mondo… ma non gli amanti della musica. “Little Bad Girl” è probabilmente uno dei peggiori singoli dell’ultimo anno, “Nothing Really Matters” rischia di far rivalutare in positivo gli indegni ultimi B.E.P. e “Crank It Up” è semplicemente ridicola. Solamente Sia riesce a rendere passabile la sua “Titanium”. (z.) Voto: 4

The Kooks - Junk Of the Heart : niente da fare… continuano a spingerli (il singolo è presente anche nella limitatissima playlist di RDS..) senza nessun particolare motivo. Il precedente “Konk” aveva fatto intuire che contrariamente a quanto si volesse far credere, dietro ai bei faccini di Luke Pritchard e compagni (nonostante un buon pezzo come “Sway”) non si nascondevano enormi dosi di talento, anche per questo “Junk Of The Heart” rappresenta un po’ la prova del nove. I Kooks la affrontano con lavoro di ordinario e svogliato indie pop-rock che finisce più per annoiare che divertire. Piattume assoluto… ma poi perchè lasciare fuori un brano come “The Saboteur” che lasciava intravvedere un notevole passo in avanti?? (z.) Voto: 5-

Neon Indian - Era Extraña: se Washed Out aveva aperto ufficialmente l’estate chillwave, Neon Indian idealmente la chiude. Dopo aver incendiato la scena con “Psychic Chasms” c’era molta attesa per questo secondo lavoro del texano Alan Palomo. “Era Extraña” si pone a metà strada tra Washed Out, M83 e synth pop anni ‘80, senza riuscire mai a convincere al 100% o a procurare la sfrenata voglia di farsi ascoltare più volte di seguito. Valido, ma ci si aspettava forse qualcosina di più (z.) Voto: 6/7

Opeth - Heritage : gli Opeth in carriera hanno sbagliato ben poco: più di quindici anni caratterizzati da dischi generalmente di ottimo livello. Ovviamente per farseli piacere bisogna essere amanti di certe sonorità (prog-death metal) ma basta avere un buon orecchio per capire quanto gli svedesi ci sappiano fare. Tecnicismi a parte, hanno sempre saputo proprorre dischi pieni zeppi di spunti notevoli pur rimanendo su coordinate tipicamente metal. In questo senso “Heritage” rappresenta un grande salto nel buio: via il growl, via i riff, via la cattiveria e dentro quintali di progressive rock anni ‘70 (in “Famine” fanno addirittura il verso ai Jethro Tull). Apprezziamo il coraggio (non tutti i metalheads saranno dello stesso parere…) e tutto sommato anche la realizzazione, ma rimane il grande dubbio… che valore piò avere un disco di questo tipo nel 2011?? Voto: 6/7 (z.)

Laura Marling - A Creature I Don’t Know : viene da ridere pensando che, riferendosi al talent-act di turno, c’è chi dice “ha solamente 23 anni, lasciamolo crescere”. Laura Marling di anni ne ha appena ventuno (21!!!) e questo “A Creature I Don’t Know” è già il terzo album di una carriera che l’ha già vista protagonista ai Mercury Prize e ai Brit Awards e collaboratrice dei Noah and the Whale. Difficile lasciare la malinconia della patria Inghilterra, ma qui si guarda anche agli USA in più di un’occasione (nel banjo-folk di “My Friends” ad esempio), attraverso una maturità veramente sorprendente, sia a livello musicale (arrangiamenti più corposi) che di testi. Piccole Joni Mitchell crescono in fretta…(z.) Voto: 7

Thrice - Major/Minor : tornano i sottovalutatissimi Thrice a due anni di distanza da “Beggars”. Una carriera la loro che inizia ad essere una di quelle di un certo peso sommando quantità e qualità: dagli esordi punk/post-hc alle ambizioni dei quattro volumi “The Alchemy Index” di strada ne hanno fatta tanta. “Major/Minor” è probabilmente il lavoro più coeso (qualcuno direbbe monocorde), più diretto e, ipoteticamente, maggiormente fruibile. Se in passato hanno dimostrato di passare anche in territori elettronici (”Digitale Sea”) e folk-blues (”Come All You Weary”), qui gli sforzi si sono soffermati, pur mantenendo l’attitudine “art” e “post”, su sonorità più classiche, vicine all’alternative rock e al post-grunge, relizzando semplicemente “belle canzoni” senza scalfire di un minimo la loro reputazione di “gruppo serio”. (z.) Voto: 7

Dream Theater - A Dramatic Turn of Events : in una sorta di grafico sulle categorie di ascoltatori che ho realizzato, c’è la categoria “chitarristi”. I fan dei Dream Theater spesso volentieri rientrano in questa categoria, gente capace di dirti “non è vero che è un brutto disco, non senti che lavori che fa John Petrucci alla chitarra o Mike Portnoy alla batteria??”. Ora Portnoy non c’è più (c’è Mike Mangini), ma il discorso non cambia. Come fai a convincerli che oltre alla tecnica fine a se stessa, un disco come “A Dramatic Turn of Events” non ha molto senso di esistere?? Le loro prime cose erano interessanti, se non altro per la semi-novità (semi perchè i Fates Warning lo facevano da prima) di unire il mondo del progressive e quello del metal, ma ormai sono anni che ci deliziano con lavori con pochissime idee. Volete solamente la tecnica? “A Dramatic Turn of Events” fa per voi, ma se volete sia tecnica che idee, meglio andare a bussare in casa Opeth (vedi sopra). (z.) Voto: 5+

Lil Wayne - Tha Carter IV : Lil Wayne ci ha messo tre anni a dare un vero seguito al clamorosamente fortunato “Tha Carter III” (in USA più di 1 milione di copie nella prima settimana). Nell’attesa ha cercato di rimanere sulla cresta dell’onda: prima ci ha provato con l’agghiacciante “Rebirth” (buono solo per farsi due risate) poi con l’EP “I Am Not a Human Being” di qualche mese fa. Chiariamo subito, in “Tha Carter IV” non troverete nulla di nuovo o di particolarmente interessante, ma tutto sommato nell’ultimo decennio abbiamo ascoltato (purtroppo) dischi di mainstream rap ben peggiori. Rispetto a “Tha Carter III” forse si è guardato meno nella direzione di facili chorus pop/r&b (l’evitabile “How To Love” esclusa), ma rimangono tutte le caratteristiche che continuano a togliere a Lil Wayne forti dosi di credibilità artistica. (z.) Voto: 5-

Alexandra Stan - Saxobeats : se noi italiani purtroppo all’estero siamo conosciuti soprattutto per un certo tipo di pop sdolcinato e obsoleto, i rumeni non se la passano meglio con la loro dance tanto ingenua quanto kitsch… dal tormentone “Dragostea Din Tei”, alle hit di Imma, passando per “Stereo Love” di Edward Maya, tutti riempista brainless. Alexandra Stan è l’ultima arrivata e da mesi spopola nelle discoteche commerciali con la sua “Mr. Saxobeat” … qui contenuta in tre versioni differenti a contorno di altri undici brani dai titoli che esplicano da soli il contenuto e il valore del disco (”Lollipop”, “Ting Ting”… “Energy”). (z.) Voto: 4

Dum Dum Girls - Only in Dreams : come i The Drums (vedi sopra), anche le Dum Dum Girls non hanno perso tempo e ad appena un anno di distanza dal debutto “I Will Be”, se ne escono con il secondo disco, intitolato “Only in Dreams”. “Coming Down” è una versione pop dei Mazzy Star, ma il resto del disco non si distacca troppo dal garage-fuzz-pop piacevole ma mai sopra le righe tipico della band. Nel complesso non è peggio del fortunato (più come “buzz” che vendite) esordio, ma difficilmente aumenterà le loro quotazioni. (z.) Voto: 6+

Tinariwen - Tassili : l’uscita di “Tassili” è una sorta di evento che gode una visibilità purtroppo limitata. I Tinariwen sono un gruppo di tuareg del deserto del Mali (Africa) che ormai da anni porta avanti un discorso musicale unico al mondo, quello del “tichumaren”, genere che fonde le influenze africane con i suoni elettrici delle chitarre. L’evento va ricercato nel fatto che a questo giro ci sono le carte in regola per il grande salto mediatico verso “l’occidente”: ad aiutare il combo ci sono esponenti “midstream” come Tunde Adebimpe dei TV On The Radio e Nels Cline dei Wilco… e la cosa bella è che tutto si amalgama (quasi) alla perfezione. (z.) Voto: 7-

Ladytron - Gravity The Seducer : difficile dire quanto il lavoro dei Ladytron sia stato influente per tutte le divette electro-pop degli ultimi tempi, sicuramente però sono stati tra i primi a riportare in auge certi suoni anni ‘80 nel nuovo millennio. Non solo tra i primi, ma probabilmente anche fra quelli che hanno saputo farlo con maggiore personalità. A undici anni dal classico “Playgirl” (il che mi fa sentire veramente vecchio…) e a tre anni dall’interlocutorio “Velocifero” (troppi alti e bassi), tornano con “Gravity The Seducer”. Proprio come un amico che non senti da tempo, ma dal quale sai benissimo cosa aspettarti, anche i Ladytron sono ormai un libro aperto, con le loro riuscitissime fredde melodie un po’ dark e un po’ mitteleuropee a coprire cascate di synth (c’è spazio anche per la strumentale “Transaparent Days”, fra Vangelis e “Atmosphere” dei Joy Division). La mancanza di significative novità è ben controbilanciata dalla consapevolezza di essersi ritagliati un posticino importante nella musica pop degli ultimi dieci anni. (z.) Voto: 6,5

Gotye - Making Mirrors : Gotye è lo pseudonimo scelto dal belga Wally De Backer per la sua avventura discografica. Avventura iniziata, dopo essersi trasferito in Australia, con “Boardface” (2004), primo assaggio della personalità di Wally, esplosa poi con il successivo “Like Drawing Blood” del 2006 (c’era dentro di tutto: soul, pop, trip hop, elettronica, drum & bass…). A cinque anni di distanza torna più in forma che mai, arrivando fin da subito ad un successo clamoroso nella terra dei canguri: album e singolo (”Somebody That I Used to Know”, ovvero il pezzo che da anni Sting non riesce più a scrivere) al numero 1. Quasi tutti i brani contenuti in “Making Mirrors” (piuttosto diverso rispetto al precedente) sono di ottima fattura, fra sofisticherie da Radio Capital, elettronica e pop “artistico” di scuola Peter Gabriel. (z.) Voto: 7

Staind - Staind : quando una band esce con un disco omonimo dopo quindici anni di carriera non è mai buon segno: a volte può indicare un nuovo punto di partenza, ma spesso nasconde una certa mancanza di idee. Mancanza di idee che traspare anche nei dieci brani contenuti nell’ultima fatica di Aaron Lewis (che ha avuto tempo di pubblicare un trascurabile EP di musica country made in USA) e compagni. Il ritorno a certe sonorità maggiormente “nu metal” (”Wannabe” con Snoop Dogg, “The Bottom” e la korniana “Paper Wings”) rispetto agli ultimi e meno riusciuti lavori orientati sul modern rock/post-grunge e l’assenza di ballad acustiche (quelle che in qualche modo fecero la fortuna del milionario e onesto “Break the Cycle”) scala classifiche, potrebbero far piacere ai nostalgici… ma probabilmente solo a loro… (z.) Voto: 5/6

Ganglians - Still Living : dopo i The Drums ecco un’altra band indie pop chiamata a ripetere quanto di buono fatto intravedere con il debutto. Due anni separano il nuovo “Still Living” dai “oh, potrebbero essere i nuovi Beach Boys” che accompagnavano l’esordio “Monster Head Room”. “Still Living” si sviluppa lungo brani di psichedelia pop plurisfaccettata, incastonati in strutture atipiche che all’improvviso mostrano barlumi di genio melodico e che il secondo dopo affogano il tutto nell’inconcludenza. Difficile dire a cosa potrebbero puntare in futuro e fin dove potrebbero arrivare, ma per il momento hanno sicuramente ancora tanto da dimostrare. (z.) Voto: 6

Example - Playing in the Shadows : un personaggio come Example (all’anagrafe Elliot John Gleave) poteva nascere solo in Inghilterra… e forse solo a Londra, con quella faccia da schiaffi e quel furbo mix di “tutto ciò che va di moda in UK nel 2011″. Trascinato dai singoli da club “Stay Awake” e “Changed The Way You Kissed Me”, Example si muove tra Uk Hip Hop (grime è esagerato), ritmi popstep, rave-fidget e electropop con grande astuzia. Non tutto funziona, soprattutto quando si butta sul pop meno contaminato (”Microphone”) o in retrogusti d&b (”Never Had a Day”) ma, come detto per Nero, è odioso quanto irresistibile (anche se può benissimo bastare una capatina su iTunes per i singoli). (z.) Voto: 5,5

Balam Acab - Wander / Wonder : Nato come uno dei nomi di punta dell’ondata witch-house dello scorso anno, Balam Acab pubblica finalmente l’album di esordio intitolato “Wander / Wonder”. Di witch-house alla fine qui non ce n’è quasi traccia (a parte qualche beat post-hip hop), piuttosto Alec Koone ha preferito creare qualcosa di più intimo e ambientale. Ascoltando l’LP sembra di stare immersi sott’acqua fra suoni ovattati e canti di sirene, glitch, musica astratta, a tratti impalbabile e sfuggente. Un disco che non si presta ad ascolti ripetuti (e bisogna essere comunque nel mood giusto) ma che mette alla luce le indubbie capacità del giovanissimo (20 anni…) Alec. (z.) Voto: 6/7

Apparat - The Devil’s Walk : ormai sono anni che Sascha Ring (aka Apparat), sia da solo che con Modeselektor, delizia il popolo dell’elettronica a suon di IDM e techno. L’ultimo “Walls” (2008) è stato l’album che gli ha dato definitivamente visibilità ed è anche per questo motivo che c’era molta attesa per il ritorno discografico del berlinese. Purtroppo “The Devil’s Walk” è destinato a dividere i puristi (e non solo): è chiara l’intenzione di distaccarsi dal passato e di tentare la via della “forma canzone”. L’elettronica rimane ma è al servizio di brani che probabilmente, se fossero uscite dieci anni fa, l’avrebbero avvicinato a Radiohead (in “Ash Black Veil” sembra di sentire Yorke&co, o forse giustifica solamente la somiglianza fisica con Jonny Greenwood) o Sigur Ros (”Escape”), ma che oggi suonano spesso come un esercizio di stile, spesso gradevole (a volte semplicemente noioso) ma tutto sommato superfluo. (z.) Voto: 6

Kendrick Lamar - Section.80 : Kendrick Lamar viene dalla California, ma l’attitudine è praticamente l’opposto di quella dei conterranei OFWGKTA. Kendrick non cerca la provocazione facile, l’esuberanza giovanile e la violenza gratuita… Kendrick ha tanto da raccontare e punta tutto su quello che dice (con una maturità impressionante per l’età), non su come lo dice (voce nasale e poco spazio per giochetti superflui) . Quella contenuta in “Section.80″ è la west coast delle idee, è rap sociale e mentale (negli anni ‘90 si sarebbe chiamato conscious hip hop)… è musica che può fare solo del bene… (z.) Voto: 7-

Warm Brains - Old Volcanoes : 2005, l’intero panorama musicale sembra dover fare i conti con il nuovo movimento dance-punk, il quale trova nei tre giovanissimi Test Icicles uno dei nomi di punta (”Circle Square Triangle” riempe le piste). 2006, i Test Icicles non esistono più ma lasciano una buona eredità al movimento “nu rave”. 2008, Devonte Hynes inizia la carriera sotto il nome Lightspeed Champion. 2011, esce l’album di debutto il progeto di Rory Attwell: Warm Brain. Un disco pop poco pop… ci sono sprazzi dei primissimi Blur (stonature, anche un po’ Pavement, comprese) ma è tutto nascosto da uno particolare strato psichedelico fra l’acerbo e il lo-fi. Rory non è dotatissimo, ma anche quando non si fa aiutare da qualche donzella (compresa Roxanne dei Veronica Falls), dimostra comunque di saper sostituire la tecnica con intuizioni interessanti. (z.) Voto: 6,5

Kittie - I’ve Failed You : qualcuno dice che il metal è una cosa da uomini… beh, le Kittie (fin dai giovanili esordi tendenti al “nu”) hanno quasi sempre portato acqua al mulino di questa teoria. “I’ve Failed You” non fa eccezione, ultimo capitolo di una poco fortunata evoluzione che ha cercato negli ultimi anni di seguire la fumosa (e ormai terminata) moda del metalcore. (z.) Voto: 5-

Vanilla Ice - WTF : WTF!!!!! (z.) Voto: 3,5

St.Vincent - Strange Mercy Voto: 7 (z.)
Butcher Boy - Helping Hands Voto: 6,5 (z.)
Today Is the Day - Pain Is a Warning Voto: 6+ (z.)
Will Young - Echoes Voto: 5+ (z.)
Edguy - Age of the Joker Voto: 5,5 (z.)
Ghost Brigade - Until Fear No Longer Defines Us Voto: 6/7 (z.)
Danny Brown - XXX Voto: 6/7 (z.)
Chimaira - The Age of Hell Voto: 5,5 (z.)
The Red Jumpsuit Apparatus - Am I The Enemy Voto: 4,5 (z.)
Cobra Starship - Night Shades Voto: 4,5 (z.)
The Nightwatchman - World Wide Rebel Songs Voto: 5- (z.)
Dead Elephant - Thanatology Voto: 6,5 (z.)
Nosound - The Northern Religion of Things Voto: 6,5 (z.)

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LEGENDA
10: la perfezione… non esiste
9: capolavoro, fra i migliori di sempre
8: grandissimo disco, probabilmente destinato a rimanere nella storia
7: album di ottimo livello, manca solo quel qualcosa che lo renda veramente memorabile
6: discreto, passa abbastanza inosservato… innocuo
5: disco trascurabile, banale e poco degno di nota
4: album completamente inutile
3: disco dannoso, difficile trovare di peggio.
2: neanche Justin Bieber
1: …

—— Precedenti ——
Agosto 2011
Luglio 2011 - 2° Parte
Luglio 2011 - 1° Parte
I Migliori Album del 2011 (Primo Semestre)
Giugno 2011 - 2° Parte
Giugno 2011 - 1° Parte
Maggio 2011 - 2° Parte
Maggio 2011 - 1° Parte
Aprile 2011 - 3° Parte
Aprile 2011 - 2° Parte
Aprile 2011 - 1° Parte
PRIMO TRIMESTRE 2011
Dicembre 2010
Novembre 2010 - 2° Parte
Novembre 2010 - 1° Parte
Ottobre 2010 - 2° Parte
Ottobre 2010 - 1° Parte
Settembre 2010 - 2° Parte
Settembre 2010 - 1° Parte
Agosto 2010

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76 commenti

Commenti dei lettori

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  • Teozzo

    10 set 2011 - 10:19 - #1
    2 punti
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    a parte che la rumena si chiama INNA e non IMMA…io l’album di giorgia lo apprezzo e mi piace molto…

  • Profilo di shinichi2

    shinichi2

    10 set 2011 - 10:27 - #2
    -2 punti
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    beh, uno sguardo al secondo cd dell’album di guetta lo potevi dare zago… anche a me il primo ha fatto storcere il naso (nn hai detto che night of your life è UGUALE a only girl XD) xo il secondo è molto piu coraggioso del primo, senza truzzate varie

  • Profilo di Lukas88

    Lukas88

    10 set 2011 - 10:40 - #3
    0 punti
    Up Down

    Ma scusate eh…ma la canzone Usher + Guetta è una cover rivista di With or without you degli U2? No perchè altrimenti è un plagio assurdo O.o

  • Profilo di William4u

    William4u

    10 set 2011 - 10:58 - #4
    0 punti
    Up Down

    Non trovo la recensione sul disco di Giorgia molto obiettiva, trovo che Dietro le apparenze sia uno dei suoi album più belli e proprio x gli arrangiamenti di Michele Canova che gli hanno dato quel tocco che altri produttori artistici non avevano dato nei precedenti….
    Non capisco a volte queste stroncature, se queste canzoni le avesse cantate e scritte Tiziano ferro si sarebbe gridato al capolavoro!!!

  • Profilo di modem

    modem

    10 set 2011 - 10:58 - #5
    2 punti
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    Ma secondo me ci vuole coraggio a mettere 5- a Giorgia, nn sarà un capolavoro di album ma nn è da 5-.

  • Profilo di moonsafari

    moonsafari

    10 set 2011 - 11:14 - #6
    4 punti
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    Assegnare 4 a David Guetta significa peccare di generosita’.Ormai la regola d’oro degli album dance e rap e’ che piu’ collaborazioni ci sono minore e’ la qualita’.

    Per il resto: da non metallaro ho deciso di approfondire gli Opeth,i Ladytron ho smesso di seguirli da Witching Hour,interessatissimo ai nuovi di Gotye,M83 e Wilco,i Kooks si confermano mediocri,i Kasabian da rivalutare e dispiace veramente vedere i Dream Theater abbandonarsi al piu’ bieco manierismo.

    Infine gli Staind,gruppo che ho sempre apprezzato proprio perche’ si distinguevano dalla marmaglia nu-metal che affollava (anzi,intasava) la scena del rock americano,dispiace leggere che abbiano deciso di fare marcia indietro.

  • Profilo di alexius00

    alexius00

    10 set 2011 - 11:49 - #7
    -1 punto
    Up Down

    Complimenti per il 5- a Giorgia… Non so davvero su quali basi si danno questi voti!! Un po’ di rispetto per una delle poche che in Italia fa musica seriamente!!!

  • Profilo di max_86

    max_86

    10 set 2011 - 12:26 - #8
    1 punto
    Up Down

    io dico ke est recensioni and riguardano cantanti noti sono sempre sotto il 6 mentre and riguardano artisti di nicchia o cmq meno conosciuti sono sempre oltre la sufficienza…le trovo ridicole!

  • sara8111

    10 set 2011 - 12:27 - #9
    1 punto
    Up Down

    Mi piace Giorgia, ma il disco è noioso e piatto, Si salvano al massimo un paio di brani. Mi spiace ma è ora che Giorgia faccia la cantante e non la cantautrice perchè non le riesce.
    Lil Wayne e in generale la musica rap credo sia fondamentale capire l’inglese per poterlo recensire. Mi spiego meglio, musicalmente non sarà al livello di Kanye West ma a detta di tutti i rapper attuali e critici americani i suoi dischi sono i migliori nelle rime e nella costruzione delle metriche dell’ultimo decennio. Quindi non penso si possa definire senza personalità artistica.
    Guetta inascoltabile.

  • sara8111

    10 set 2011 - 12:29 - #10
    0 punti
    Up Down

    Con questo non dico che il “recensore” non capisco l’inglese, ma sicuramente non si sarà messo lì a leggere tutti i chilometrici testi di Wayne.

  • Profilo di simonecharmed

    simonecharmed

    10 set 2011 - 13:02 - #11
    1 punto
    Up Down

    Ragazzi ma perchè ve la prendete così tanto sulla recensione di Giorgia? Non sono critici musicali quindi è come leggere l’opinione su fb dell’amico del cugino di Pinco Pallino :D! Non valgono niente le loro recensioni, leggetele per passare il tempo e per sapere il punto di vista di qualcuno in più.
    Ps. bombardatemi anche di meno, proprio non m’interessa!

  • Profilo di fermin90

    fermin90

    10 set 2011 - 13:15 - #12
    1 punto
    Up Down

    Io sono stufo di leggere recensioni che in realtà sono opinioni personali molto discutibili. Dare 5- all’album di Giorgia è assolutamente ridicolo , soprattutto quando leggo elogi (assolutamente gratuiti) su altri lavori di cantanti che non hanno niente in più di ogni singola traccia di “Dietro le apparenze”.
    Ah giusto per cronaca è uscita un’anteprima di “benvenuto” , e non mi pare che sia un grande esempio di innovazione.

  • Profilo di Meurix

    Meurix

    10 set 2011 - 13:44 - #13
    0 punti
    Up Down

    Be io penso che anche l’amico del cugino di Pinco Pallino abbia il diritto di poter dire pubblicamente quello che pensa sull’album di un cantante. E di certo la sua opinione vale quanto tutte le altre opinioni che verranno date in seguito, siano esse positive o negative, provengano da Mina o da una qualsiasi cassiera dell’IKEA. A non valere niente non sono di certo i loro pareri :D
    Quando si capirà che la musica è soggettiva e che non tutti la possono pensare allo stesso modo, sarà sempre troppo tardi :/
    Per la cronaca, a mio parere Zago è stato anche troppo generoso con alcuni lavori ;)
    Per la cronaca 2, ma nessuno infatti si aspettava qualcosa di innovativo dalla Laurona, lei è quasi 20 che canta sempre la stessa cosa e infatti continua a farlo, lei non è Giorgia dalla quale, essendole superiore, mi aspettavo molto di più.

  • Profilo di luca111

    luca111

    10 set 2011 - 14:10 - #14
    1 punto
    Up Down

    il disco di Giorgia è un gran bell’album POP, capisco che a taluni con la puzza sotto il naso dia fastidio il termine POP, ma la musica POP ha segnato la storia della nostra cultura da “Volare” a “Maledetta primavera”, passando che so per “Kobra”, piuttosto che “Non sono una signora” piuttosto che “I giardini di marzo” (no, non proviamo ad ascrivere questi due esempi a musica d’autore, Battisti all’epoca fu massacrato e ritenuto un compositore di “canzonette” da parte di critici “Soloni”), ma anche semplicemente “Sarà perché ti amo”. Qui poi sta l’annosa questione: chi stabilisce che ”Steve McQueen” - M83 sia meglio di “Il mio giorno migliore”? Quali sono le norme, le regole, gli accordi musicali che ne qualificano la superiorità? Quali i criteri che sanciscano il voto dell’uno e dell’altro? Non è dato sapere, non sono esplicitati. A questo punto ogni parere vale come qualsiasi altro.
    Detto questo, stabilisco i criteri per cui ritengo l’album di Giorgia un ottimo esempio di musica POP:
    1) alta orecchiabilità;
    2) straordinaria vocalità, meno dedita che in passato al virtuosismo e più spoglia;
    3) testi diretti e semplici (come la musica POP richiede, De Andrè lasciamolo fare a De Andrè).
    In base a questi criteri che sono quelli fondamentali della musica POP, Giorgia ha fatto un gran bell’album, con canzoni Sanremo-style (”Inevitabile”, “Niente ci porta via”,ricordo che il Sanremo-style è quello di “Maledetta primavera” e “Sarà perché ti amo” e anche di “Nel blu dipinto di blu” e “Papaveri e papere”. Le buttiamo via perché sono obsolete? Per me è obsoleto pure il suono degli M83 o dei Tinariwen, che altro non fanno che quella vecchissima cosa chiamata “fusion” o se preferisci “etno-music”, per informazioni chiedere a Peter Gabriel), divertente (”Tu mi porti su” lo è tanto quanto “The sound of sunshine” o “il più grande spettacolo dopo il bigbang”), upbeat (certo, che c’è di male, “Il giorno migliore” l’ho sentito canticchiare dalla barista del bar dove prendo il caffé alla mattina. E dubito che canticchierà mai “Steve MCQueen”… facciamocene una ragione), melodie accattivanti (”Passerà l’estate”), canzoni alla Tiziano Ferro (uh che orrore, vero? Come “Vado via”). Gli arrangiamenti sono tra l’altro ottimi, perché l’album per esempio ha canzoni diverse tra loro, ma il fil rouge è proprio fornito dal “suono” che dà coerenza all’album.
    Mi spiace, ma questo è un Signor Album di musica POP. Coglie appieno ciò che un album di musica PO P richiede: sentirlo in macchina mentre si viaggia e trovarsi a cantarlo in breve tempo. Aaaaaaaah finalmente!!! Niente suoni astrusi e testi da p.i.p.p.e. mentali. Se voglio musica POP voglio questo, se cerco dell’altro mi rivolgerò ad altro, ma non perché è POP è inferiore.
    Voto: 9

  • Profilo di shinichi2

    shinichi2

    10 set 2011 - 14:14 - #15
    -2 punti
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    luca111 ma ke dici? è un delirio il tuo? BOH

  • Profilo di luca111

    luca111

    10 set 2011 - 14:17 - #16
    -1 punto
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    ho dato delle spiegazioni per cui si ritiene bello brutto qualcosa…è un problema?

  • Profilo di fermin90

    fermin90

    10 set 2011 - 14:18 - #17
    -2 punti
    Up Down

    Certo ognuno può dare il suo parere , ma allora cambiassero il titolo del post da recensioni a opinioni. Non ci si può far prendere troppo dai gusti personali se si vuole avere un minimo di credibilità nel recensire un disco, un libro , un film…
    Bastava dare un sei per non cadere nel ridicolo, perchè obiettivamente non è un capolavoro, ma allo stesso tempo non è assolutamente insufficiente.

  • ale ririandgaga fan

    10 set 2011 - 14:20 - #18
    -2 punti
    Up Down

    Zagaglia dati a qualcos’ altro… non so NON ALLE RECENSIONI però!

  • Profilo di shinichi2

    shinichi2

    10 set 2011 - 14:26 - #19
    -2 punti
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    ooh ma l’album è BRUTTO che ci volete fare.. poi zago ha sempre messo voti bassi a cantanti famosi e voti alti a gent eke nessuno conosce!

  • Profilo di moonsafari

    moonsafari

    10 set 2011 - 14:54 - #20
    1 punto
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    @shinichi2: “voti alti a gent eke nessuno conosce!”

    Se ci si limita a quello che propinano i media mainstream molti di quei gruppi sono poco noti ma andando a scavare giusto un po non si possono nono conoscere (Kasabian,Wilco e Opeth su tutti,se si ha un minimo di infarinatura sull’indie rock anni 2000 e sul metal non si possono non conoscere).

    Ma poi non vedo quale sia il problema nel parlare di artisti meno famosi: cosi’ si permette di espandere i propri orizzonti (specie quando sono quelli decisamente angusti imposti dai media oggi) e di scoprire nuove realta’ musicali.Usate queste recensioni non come bibbia,ma come guida.

    Infine,come al solito va ricordato che le vendite prescindono dalla qualita’: ci sono grandi album che hanno venduto tantissimo (come Dark Side of the Moon,ma erano altri tempi) ma anche pietre miliari che sono rimaste di nicchia (gli album dei Joy Division).

  • Profilo di luca111

    luca111

    10 set 2011 - 15:13 - #21
    -2 punti
    Up Down

    io non ho parlato di vendite, né di numeri. Ho parlato di POPolarità… L’innovazione estrema che non sente nessuno a cosa serve? A niente, se non al compositore per sentirsi incompreso e fare la vittima dando la colpa al mainstream, alle radio, ai critici, agli acquirenti… uh povera vittima…

  • Profilo di hitboy

    hitboy

    10 set 2011 - 15:26 - #22
    1 punto
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    Secondo me questo Riccardo Zago che recensisce è un gran burlone. è evidente che la maggior parte dei dischi non li ascolta neanche, al massimo ne legge i titoli. Se poi qualcosa ha anche la minima possibilità di essere un disco bello e di successo si becca subito una insufficienza, se è un disco dance, dove il ritmo e l’ orecchiabilità devono prevalere su tutto, allora si becca un quattro, anche se piace alla metà del mondo (vedi David Guetta e Alexandra Stan per esempio, bravissimi nel loro settore ma certo non adatti ad essere ascoltati seduti in una poltrona di un salotto). Avete notato poi che definisce le discoteche “commerciali”? Esistono anche le discoteche culturali? Per l’ ansia di buttare giù la musica popolare cerca di screditarla, oltre che coi voti, anche con gli aggettivi. Giorgia è ovviamente una grande cantante (non c’è bisogno del signor nessuno Zago per dirlo) ed ha fatto un gran bel disco gradevole, ma Zago non è in grado di capirlo.
    Le dozzine di sconosciuti che prendono per lui un sette, sono dischi a dir poco inascoltabili tanto da non essere nè scaricati da itunes ne tantomeno da essere passati in radio. Sono generi di nicchia, che incontrano il gusto (se così si può dire) di pochi eletti (in senso ironico) tra cui il nostro Zago. Che immagino si diverta un sacco a provocare la gente che secondo lui ha gusti “ordinari”.

  • Profilo di luca111

    luca111

    10 set 2011 - 15:41 - #23
    -4 punti
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    aggiungerei una cosa hitboy: il fatto che siano di nicchia NON significa che siano di qualità automaticamente. Anzi. Spesso sono solo cerebrali e frigidi.

  • Profilo di musicismylife87

    musicismylife87

    10 set 2011 - 16:49 - #24
    -1 punto
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    è inutile stare a ribattere ogni volta alle recensioni di zago: lui ha il suo metro di giudizio ed è giusto che lo difenda. io non sono molto d’accordo sul cronico voto basso ad album pop. sono d’accordo che la musica pop, per quanto bene fatta, sia a livello musicale meno qualitativa rispetto a lavori più ricercati (prendiamo come esempio l’ultimo di giorgia e l’ultimo della consoli: qualitativamente carmen sta più su) però serve anche capire che fare del pop ben fatto non è comunque cosa da nulla: richiede impegno. un album pop ben fatto per me è da 7 anche 7 e mezzo, altri possono arrivare più su. secondo zago, invece, per quanto ben fatto, un album pop non va oltre il 5. il fatto che la finalità di un album pop non sia quella di rivoluzionare il mondo ma solo di fare buon pop, per lui non vale più del 5, perchè la finalità non conta. un pò come se un filosofo dicesse a un poeta che è inferiore perchè non ha la finalità di ricercare il senso della vita ma solo di dilettare e dedicare poemi d’amore. cosa che fra l’altro avveniva realmente

  • Profilo di luca111

    luca111

    10 set 2011 - 17:03 - #25
    -2 punti
    Up Down

    non sono d’accordo: chi l’ha detto che un album POP non possa prendere 10 solo perché è pop? Il range valido per tutti deve andare dallo 0 al 10 non ricercando la Qualità Assoluta (io non credo che esista, ma se esiste allora bisogna che mi si dica chiaro e tondo su quali Parametri si basa!!), ma commisurando il prodotto al suo ambito e al suo obiettivo. L’album di Giorgia è un prodotto dichiaratamente POP, qualitativamente e quantitativamente è un album POP ben riuscito, ergo perché non 9? Quanto alla Consoli, non è qualitativamente superiore a Giorgia, ma è qualitativamente DIVERSA da Giorgia visto che ha aspirazioni autoriali che cercano di allontananrsi dal POP. Quindi il suo album andrà misurato in base a tali aspirazioni.

  • Profilo di simonecharmed

    simonecharmed

    10 set 2011 - 17:09 - #26
    0 punti
    Up Down

    Ma è ovvio che anche l’amico del cugino di Pinco Pallino possa dire la sua e per questo penso che la recensione scritta Zago sia superficiale e piena di pregiudizi nei confronti della musica leggera (in questo caso musica leggere fatta da Giorgia).

  • Profilo di fermin90

    fermin90

    10 set 2011 - 17:29 - #27
    0 punti
    Up Down

    Certi discorsi non hanno senso. Se qualcuno ha pregiudizi nei confronti di un certo tipo di musica non può recensirla perchè è evidente che risulta troppo influenzato per poter operare un’analisi obiettiva. Io per esempio non commenterei mai un disco rock perchè non mi piace e non sarei in grado di dare il giusto giudizio.
    E poi basta con sta storia della superiorità di un genere rispetto ad un altro , è obsoleto e senza fondamento … ogni genere ha il suo fine e soprattutto il suo perchè. Fatevene una ragione.

  • King of Cactus

    10 set 2011 - 17:57 - #28
    0 punti
    Up Down

    beh rispetto ai voti dati non mi lamento del 5/6 degli Staind. Ovviamente vale molto di più ma vabbè

  • Profilo di holmes

    holmes

    10 set 2011 - 18:20 - #29
    2 punti
    Up Down

    I Wilco finora non hanno fatto un passo falso, a mio avviso. Questo The Whole Love mi ha impressionato positivamente, avendolo trovato un po’ più vario del precedente album e Art Of Almost è un pezzo che i Radiohead di King Of Limbs schiatterebbero di invidia a primo ascolto. Suggerisco i video su youtube con le cover di Jeff Tweedy di I Gotta Feeling e My Humps dei Black Eyed Peas: le fa sembrare belle canzoni :D
    Resto curioso per i Drums, che non mi hanno fatto impazzire col primo disco e per i Kasabian, che invece mi hanno sempre divertito.

  • Profilo di shinichi2

    shinichi2

    10 set 2011 - 18:48 - #30
    1 punto
    Up Down

    se posso, ho ascoltato qualke brano das youtube di questi cosiddetti wilco, x farmi una cultura musicale e x prendere l’articolo come una “guida”.. come ha detto un utente sopra… ebbene, non ci ho trovato niente di così innovativo nella sua semlicità.. cosa ha questo album di così bello da meritare il voto di zago? secondo me il suo unico pregio (a pensarla come zago) è il fatto di non essere commerciale ma di nicchia.. canzoni dal sound banale (alcune hanno il sapore oasis di 7 8 anni fa)….. non si può dare un voto buono solo a gruppi underground e solo XKE SONO UNDERGROUND (quando poi on c’è NIENTE di così innovativo o grandioso nella musica di questi artisti) mentre invece un album pop o dance mainstream si deve subito bollare come cacca senza pensarci due volte

  • Profilo di moonsafari

    moonsafari

    10 set 2011 - 19:11 - #31
    -2 punti
    Up Down

    I Wilco stanno agli Oasis piu’ o meno quanto i Cartoons ai Darkthrone.

  • Profilo di shinichi2

    shinichi2

    10 set 2011 - 20:28 - #32
    -2 punti
    Up Down

    http://www.youtube.com/watch?v=DO4GAm3GJ0k&feature=related
    ditemi se sta canzone sa di oasis si o no!

  • Profilo di shinichi2

    shinichi2

    10 set 2011 - 20:30 - #33
    -3 punti
    Up Down
  • Profilo di moonsafari

    moonsafari

    10 set 2011 - 20:46 - #34
    2 punti
    Up Down

    I Wilco si rifanno ad un certo tipo di alt-rock e folk rock americano;se vuoi delle influenze ci trovi i R.E.M.,i Wallflowers…col brit-pop non c’entrano nulla.
    No,sul serio,sei la prima persona che abbia conosciuto che stia cercando di fare paragoni tra Wilco e Oasis,che sono realta’ musicali completamente differenti.

    Comunque se li stai ascoltando soltanto per continuare l’inutile crociata anti-zago che “odia il mainstream” (cosa falsa peraltro) allora non ascoltarli,se invece sei genuinamente incuriosito fai pure.

  • Profilo di luca111

    luca111

    10 set 2011 - 22:34 - #35
    -2 punti
    Up Down

    My darling in effetti riecheggia molto stilemi degli Oasis…

  • Profilo di musicismylife87

    musicismylife87

    11 set 2011 - 00:24 - #36
    -1 punto
    Up Down

    a me il pop piace ed è anche il mio genere più ascoltato, il discorso non voleva essere snob, anzi, volevo creare un punto intermedio fra l’estremismo di zago e chi nega l’inferiorità qualitativa del pop. l’inferiorità per me c’è, ma solo per un discorso meramente qualitativo: la canzone pop è fatta nella maggior parte dei casi con i soliti accordi, su cui poi un buon cantante pop costruisce una melodia con tematiche di solito non lontane dall’amore o da temi accessibili a tutti. non è per niente semplice farlo (per questo il mio range arriverebbe fino al 7-7 e mezzo), ma mi sembra cmq più semplice rispetto ad altri genere dove ad esempio con la chitarra si arpeggia, cosa che difficilmente trovi ad esempio nel pop. questo, ovviamente non deve poi portare ad equazioni ti piace il pop = vergognati, prima di tutto xke magari uno sceglie di non acculturarsi nella musica ma lo fa in altri campi, e secondo perchè il pop ha una capacità unica che non riesce a nessun altro genere: unisce la gente.

  • valerio 5555

    11 set 2011 - 00:35 - #37
    -1 punto
    Up Down

    ma tu stai male giorgia 5, caspita io ti darei la galera a vita…………. che coraggio…. ti a

  • Profilo di rokz

    rokz

    11 set 2011 - 03:44 - #38
    1 punto
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    Io credo che solo per il fatto di essersi sparato più di 40 album in una quindicina di giorni e di farlo da un bel po’ di tempo “mr” zago ha sicuramente più voce in capitolo per dare a un album 5 piuttosto che 9. Che poi i gusti son gusti non ci piove ma da qui a rivolgergli cattiverie gratuite ce ne passa.

  • Profilo di muzic

    muzic

    11 set 2011 - 09:35 - #39
    4 punti
    Up Down

    Credo nella buona fede di Zago, e da fan di Giorgia dico che il disco mi piace, però non so se potrebbe appassionare anche un non fan…

  • giovanni.fas

    11 set 2011 - 11:50 - #40
    0 punti
    Up Down

    luca111 non perdere tempo a scrivere, è inutile. x loro giorgia farà sempre schifo xchè se si allontana dal pop dicono che è fredda, che le canzoni fanno schifo, ecc. se invece fa un disco pop dicono che è banale e deve scrivere testi più profondi. nn sanno neanche loro cosa vogliono xchè in realtà sono incapaci di ascoltare, nn hanno educazione all’ascolto. se canzoni del genere le avesse scritte laura pausini (ma quando mai!) le avrebbero defnite internazionali, capolavoro, ecc. invece ci propina la solita canzone da 20 anni. almeno giorgia ha il coraggio di cambiare.

  • Profilo di ciruz_92

    ciruz_92

    11 set 2011 - 14:58 - #41
    2 punti
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    Dai povero Zago… lui fa una sua recensione rispetto ai suoi canoni di gusto, e nonostante non siate d’accordo con lui (anche io il più delle volte non lo sono) di musica se ne intende probabilmente di più di chi ascolta solo RDS…. per me non ci sarà mai una recensione oggettiva ne da Zago ne da qualcun altro, ognuno precepisce la musica in maniera diversa… alla fine è da ammettere che è il pop che rivoluziona maggiormente i modi di vedere la musica, gli album di un’artista come Madonna (parlando di pop) varranno sempre 10 a confronto di album di nicchia perchè hanno influenzato e portato innovazione…. ma un album di Giorgia è un buon disco pop, punto….magari non 5- ma il 6 stentato, alla fine il suo album tra qualche mese, al massimo un anno sarà difficilmente ascoltato, così come l’album di Guetta e tutti gli album delle popparole americane….al momento il pop come lo conoscevamo noi è in crisi….almeno per quello che credo io…

  • Profilo di zago_soundsblog

    zago_soundsblog

    11 set 2011 - 18:39 - #42
    -2 punti
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    “poi zago ha sempre messo voti bassi a cantanti famosi e voti alti a gent eke nessuno conosce!” - ad Adele diedi 6/7.. e si è rivelato essere largamente l’album più venduto dell’anno

    “Le dozzine di sconosciuti che prendono per lui un sette, sono dischi a dir poco inascoltabili tanto da non essere nè scaricati da itunes ne tantomeno da essere passati in radio” - i Wilco probabilmente debutteranno alla 1 in USA… Gotye è stato primo sia nei singoli che negli album in Australia. I M83 probabilmente debuttarenno altissimi in Francia. Se poi dobbiamo per forza rimanere confinati nel nostro arretrato paese è un altro discorso…

    “il disco di Giorgia è un gran bell’album POP, capisco che a taluni con la puzza sotto il naso dia fastidio il termine POP, ma la musica POP ha segnato la storia della nostra cultura da “Volare” a “Maledetta primavera””

    “secondo zago, invece, per quanto ben fatto, un album pop non va oltre il 5″ - quello di Lykke Li è un buon disco pop, quello di Austra è un buon disco pop, quello di Adele è un buon disco pop… non vado a controllare ma sono sicuro di aver dato buoni voti almeno a dieci dischi pop quest’anno

  • Jerry P.

    11 set 2011 - 20:58 - #43
    2 punti
    Up Down

    cioè, questo tipo ha recensito 40 (QUARANTA) dischi dal 23 agosto al 10 settembre. come è minimamente credibile che una persona possa ascoltare QUARANTA DISCHI in soli 18 giorni (media di 2,2222 dischi al giorno) in maniera sufficientemente approfondita da poterne dare un giudizio?
    ……….
    queste “recensioni” sono semplicemente una baracconata, e “zago” dovrebbe andare a zappare la terra invece di provare a prendere in giro i lettori.

  • Profilo di zago_soundsblog

    zago_soundsblog

    11 set 2011 - 21:24 - #44
    -2 punti
    Up Down

    ascolto mediamente musica 8 ore al giorno… fai un po’ due calcoli…

  • erca1980

    11 set 2011 - 22:34 - #45
    1 punto
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    concordo sul fatto che non possano verosimilmente essere recensioni approfondite e fatte come si deve, nemmeno se di ore al giorno ne dedicasse 16 all’ascolto della musica. un’opera artistica va un minimo sviscerata, “digerita” e ben assimilata, non si può ascoltare dischi a ritmo di catena di montaggio e poi sparare voti come macchinette.

    è a questa tristezza infinita alla quale ci siamo ridotti? a me pare un’offesa sia verso gli artisti che verso i lettori. credibilità delle vostre recensioni: poco più di zero. superficialità delle vostre recensioni: 1000.

  • erca1980

    11 set 2011 - 22:43 - #46
    0 punti
    Up Down

    #12 le recensioni per definizione stessa *sono* pareri personali di chi le scrive, non vogliono essere la verità assoluta. ma in questo caso io (e come vedo altri, fortunatamente non sono l’unico a non dormire) stiamo obiettando per una metodologia di lavoro abbastanza discutibile che svilisce il concetto di recensione stessa. èh!

  • Profilo di zago_soundsblog

    zago_soundsblog

    11 set 2011 - 22:51 - #47
    1 punto
    Up Down

    ci sono dischi che hanno bisogno di 20 ascolti per essere capiti appieno, per altri bastano anche 3 ascolti…

  • doirke

    11 set 2011 - 22:53 - #48
    3 punti
    Up Down

    per capire che david guetta fa sboccare le feci bastano anche 10 secondi

  • Profilo di fermin90

    fermin90

    11 set 2011 - 23:31 - #49
    -2 punti
    Up Down

    Eh no troppo facile dire che le recensioni sono solo opinioni personali. Quando si recensisce bisogna operare un commento critico , che evidentemente , NON e’ una semplice opinione personale. Altrimenti potrei arrivare al paradosso di assegnare un 5- ad Adele solo perché non rientra nei miei gusti.. Ripeto questo modo di fare e’ assolutamente ridicolo e fuorviante.

  • Profilo di shinichi2

    shinichi2

    12 set 2011 - 00:09 - #50
    -1 punto
    Up Down

    io nn capisco xke su alcuni artisti zago ha dei pregiudizi chiari e marcati…. l’album di giorgia è mediocre e ci sta bene…. ma david guetta, sapendo che quello è il suo stile non mi puoi mettere 4 senza un minimo di criterio (e a quanto pare avendo asocltato SOLO METà del lavoro fatto da guetta xke il cd è doppio e così va ascoltato)

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