Uscite discografiche Aprile 2011: recensioni (2° parte)

Soundsblog_recensioni

Foo Fighters - Wasting Light : personalmente trovo i lavori "anni zero" dei Foo Fighters abbastanza trascurabili: discreti o poco più. I due brani apripista ("White Limo" e "Rope") mi avevano fatto ben sperare (complice anche il ritorno di Pat Smear) e le buone impressioni sono state confermate anche dal resto dell'opera. Un ritorno al passato, ad un approccio più diretto (chiamatelo pure "punk") e senza fronzoli (mirando comunque alle masse). La presenza di un personaggio come Bob Mould in "Dear Rosemary" (che non è uno dei migliori brani del lotto) è il manifesto degli intenti dei Foo Fighters del 2011. Non sarà "The Colour and the Shape" (1997), ma probabilmente "Wasting Light" è il loro miglior lavoro da allora, senza contare il fatto che, pur non presentando forti contaminazioni o caratteristiche marcate, la band di Dave Grohl continua ad avere un sound riconoscibile dopo poche note. (z.) Voto: 7-

Panda Bear - Tomboy : E' giusto etichettare Noah Lennox come un genio dell'attuale scena musicale? Se dopo l'ottimo "Person Pitch" e il memorabile "Merriweather Post Pavilion" degli Animal Collective qualcuno aveva ancora dei dubbi, possiamo affermare che dopo "Tomboy" anche i più scettici dovrebbero mettere il cuore in pace. La voce è lo "strumento" più caratteristico della musica di Panda Bear (stratificazioni, eco, cori su cori da fare impallidire i Beach Boys), sotto la quale ricama intrecci sonori a metà fra psichedelia da spiaggia e elettronica. La cosa bella è che dopo un paio di ascolti diventa addirittura tutto incredibilmente orecchiabile. (z.) Voto: 7,5

Jamie Woon - Mirrorwriting : eccolo qui l'esordio di Jamie Woon. A differenza del fenomeno The Weeknd, esploso in breve tempo, come quello di James Blake, anche quello di Jamie Woon per mesi è stato circondato da dosi di hype non indifferenti. Facendo un ragionamento forse un po' superficiale, la musica contenuta in "Mirrorwriting" è una via di mezzo fra i due nomi sopracitati, r&b/soul (e pop) in forti dosi come The Weeknd ma tutto molto più british-oriented (post garage) e più vicino all'immaginario di James Blake. Un debutto di ottimo livello... personale, futuribile e potenzialmente ben vendibile. (z.) Voto: 7+

Guano Apes - Bel Air: mancavano dal 2003 (quando uscì "Walking on a Thin Line") i tedeschi Guano Apes, autori di una manciata di buoni singoli ("Open Your Eyes" su tutti) a cavallo fra alt rock anni '90 e esigenze crossover. "Bel Air" è quanto di peggio ci si potesse aspettare dal loro ritorno sulle scene... suoni plastificati, pseudo punk-pop/rock vicino a personaggi come Avril Lavigne o Paramore (per non scomodare prodotti Disney...). Cambio di rotta piuttosto marcato, anche a livello di immagine e attitudine. Non bastano un paio di melodie riuscite a salvare questo disastro completo. (z.) Voto: 4

Ulver - Wars of the Roses : "Wars of The Roses" era uno degli album che più attendevo fra quelli previsti per il 2011. Questo perchè gli Ulver sono sempre stati una garanzia di grandissima musica, sia che fosse in zona black metal (gli esordi) sia che fosse vicino all'elettronica e all'ambient (ultimo decennio). Con aspettative così alte un brano art-prog pop/rock come "February MMX" non può che deludere... per fortuna poi arrivano le ottime "Providence" e soprattutto "September IV" a salvare un po' il tutto. Non bastano i restanti quattro brani a rendere questo disco un passaggio importante all'interno della loro carriera.(z.) Voto: 6/7

Glasvegas - Euphoric /// Heartbreak \\\ : la recensione del loro debutto fu una delle prime cose che scrissi su Soundsblog. A quasi tre anni di distanza, i Glasvegas sono arrivati alla prova del nove: "Euphoric /// Heartbreak \\\". Il primo impatto è stato piuttosto negativo... eccessi su eccessi, mancanza della spontaneità dell'esordio e virata (poco riuscita) verso lo stadium-sound di gruppi come U2. Le cose sono migliorate con gli ascolti e brani come l'ottima "Whatever Hurts You Through The Night" hanno acquistato spessore emotivo. L'impressione rimane però quella di un disco meno convincente, con qualche riempitivo di troppo e meno propenso a lasciare traccia di sè rispetto all'omonimo esordio. (z.) Voto: 6+

Vessels - Helioscope : se le ultime prove dei maestri Mogwai e Explosions In The Sky suonano un po' prevedibili, a tenere alta la bandiera del post-rock ci pensano gli inglesi Vessels, giunti al secondo album. La base post-rock è forte, ma non si fossilizzano nei crescendo epici cercando di andare a pescare da tutti i sottogeneri appena oltre il confine: ci sono diversi passaggi math-rock, alcuni brani quasi ambient-pop e un uso, limitato quanto funzionale, del canto. (z.) Voto: 7-

King Creosote and Jon Hopkins - Diamond Mine : cosa succede se un cantautore (King Creosote) e un nome importante dell'elettronica (Jon Hopkins) decidono di realizzare un album insieme? Ci si poteva aspettare l'ennesimo disco di fredda "indietronica", invece il risultato è qualcosa di veramente emozionante. Base folk, chitarre acustiche, piano, melodie senza tempo, arpeggi... malinconia e delicatezza solo leggermente contaminate (nel migliore dei modi) dal tocco "ambientale" di Jon Hopkins fanno di questi sette brani un'esperienza che difficilmente non lascerà il sengo. (z.) Voto: 7

Katy B - On a Mission : dal lento passaggio della musica dubstep verso la pop music ne abbiamo parlato più volte (e probabilmente lo rifaremo). Questa è la "missione" di Katy B, anche se nel suo caso, parlare di dubstep non è del tutto giusto: qui le coordinate sono quelle di un dance-pop da classifica in parte contaminato con funky/r&b anni '90, uk garage e post-d&b... zona Magnetic Man, Chase & Status e, perchè no, le prime Sugababes. La linea di confine fra prodotto interessante e ennesima porcheria (ben mascherata) è molto sottile... per ora rimaniamo fiduciosi. (z.) Voto: 6

Cold Cave - Cherish The Light Years : il debutto degli americani Cold Cave ("Love Comes Close", 2009) non fu altro che l'ennesima piacevole sorpresa del revival anni '80 (suoni, immagine, copertina... tutto) che ancora oggi sembra non voler terminare. Le coordinate rimangono quelle del dark/post-punk, synth pop e new wave ma i suoni gelidi e minimali dell'esordio si irrobustiscono con chitarre e beat più corposi, riuscendo così a non deludere i fan della prima ora e allo stesso tempo ad aprire nuove porte che in futuro potrebbero regalare ulteriori soddisfazioni. (z.) Voto: 6,5

The Raveonettes - Raven in the Grave : ridendo e scherzando i Raveonettes arrivano al quinto disco in studio. Carriera piuttosto regolare la loro, senza particolari vette creative ma soprattutto senza mai un passo oggettivamente falso. "Raven in the Grave" in un certo senso si distacca da quanto proposto in precedenza, seguendo un evoluzione che mantiene la base noise-pop (fra Phil Spector sound e i soliti Jesus and Mary Chain), aumentando però le dosi di etereo dream pop e diminuendo la componente maggiormente "garage". (z.) Voto: 6,5

Snoop Dogg - Doggumentary : il nuovo lavoro di Snoop Dogg, "Doggumentary", probabilmente il suo miglior disco da tanti (ma tanti eh...) anni a questa parte... il che non è certo una impresa titanica visto i precedenti. Purtroppo il grande "Snoop Doggy Dog", quello degli esordi, ormai fa parte della storia. (z.) Voto: 6

Pigeon Detectives - Up, Guards and at 'Em! : che il loro momento di gloria sarebbe durato poco lo si poteva già intuire ai tempi del loro esordio (e del bel singolo "I'm Not Sorry"): zero personalità e proposta musicale senza la capacità di distinguersi in modo netto dalla moda del periodo (Kooks, Kaiser Chiefs, We Are Scientists, The Fratellis ecc... ecc..). "Up, Guards and at 'Em!" non è un disco orribile, ma non è proprio niente di che... il classico disco piccolo piccolo senza pretese. Probabilmente non è loro intenzione rimanere nella storia o semplicemente evolvere un minimo, però di album come "Up, Guards and at 'Em!" non ne sentiamo la mancanza... (z.) Voto: 5-

The Mountain Goats - All Eternals Deck Voto: 6/7 (z.)
Craft Spells - Idle Labor Voto: 6/7 (z.)
Sun Glitters - Everything Could Be Fine Voto: 6/7 (z.)
2562 - Fever Voto: 7 (z.)
The Human League - Credo Voto: 5 (z.)
This Will Destroy You - Tunnel Blanket Voto: 6/7 (z.)
Young Knives - Ornaments From The Silver Arcade Voto: 6 (z.)
Forty Winks – Bow Wow Voto: 6+ (z.)
Bibio - Mind Bokeh Voto: 6,5 (z.)
Amon Amarth - Surtur Rising Voto: 6,5 (z.)
Architecture in Helsinki - Moment Bends Voto: 5+ (z.)
FaltyDL - You Stand Uncertain Voto: 6,5 (z.)

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LEGENDA
10: la perfezione... non esiste
9: capolavoro, fra i migliori di sempre
8: grandissimo disco, probabilmente destinato a rimanere nella storia
7: album di ottimo livello, manca solo quel qualcosa che lo renda veramente memorabile
6: discreto, passa abbastanza inosservato... innocuo
5: disco trascurabile, banale e poco degno di nota
4: album completamente inutile
3: disco dannoso, difficile trovare di peggio.
2: neanche Justin Bieber
1: ...

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