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Yoko Ono compie 80 anni e pubblica il nuovo brano Hold Me

Yoko Ono compie 80 anni e pubblica il nuovo brano inedito “Hold Me” con il featuring di Dave Audé. Ecco lo streaming con una breve bio della moglie di John Lennon.

pubblicato 19 Febbraio 2013 aggiornato 30 Agosto 2020 10:49


Figura complessa e difficile da raccontare in poche righe, Yoko Ono ha compiuto ieri 80 anni festeggiando con Hold Me, una nuova canzone inedita con il featuring di Dave Audé, dopo due anni dall’ultimo lavoro “Between My Head and the Sky”.

Musicista, performer, pittrice, artista concettuale, regista di film sperimentali, Yoko Ono è stata spesso criticata ferocemente e le sue opere sono state rivalutate solo recentemente. C’è chi dice che i commenti negativi fossero principalmente frutto del pregiudizio dovuto alla sua storia con John Lennon: si conobbero nel 1966, iniziarono a frequentarsi nel 1968, si sposarono nel 1969 e rimasero insieme fino alla morte dell’ormai ex-Beatle nel 1980 (con una parentesi durata due anni – dal ’73 al ’75).

Ancora oggi c’è chi la ritiene responsabile unica dello scioglimento dei Fab Four (Paul McCartney l’ha smentito per l’ennesima volta in un’intervista lo scorso anno) e, anche se sicuramente non fu la causa principale dei contrasti interni della band, accelerò il percorso di Lennon verso sonorità che non erano più molto in linea con quelle dei Beatles.

Un altro contributo importante alla carriera e al percorso artistico di Lennon fu quello riguardante l’impegno politico: dai due celebri bed-in (il sit-in a letto) a cui seguì il singolo “Give Peace a Chance”, fino all’ispirazione per scrivere canzoni come “Imagine” o “Instant Karma!”.

Prima di lasciarvi all’ascolto in streaming del nuovo singolo “Hold me”, vi raccontiamo un episodio che spiega forse più di ogni altro il fascino che esercitò l’artista Yoko Ono su una personalità come quella di Lennon e il loro rapporto. L’allora membro dei Beatles si recò all’anteprima di un’esibizione di Yoko a Londra. Tra le opere esposte, una imponeva di salire una scala per guardare un telo nero. Tramite un gioco di specchi, a quel punto si riusciva a leggere la parola “Yes”. Lennon raccontò poi l’episodio dicendo che, saliti i pioli, si sarebbe aspettato qualsiasi frase, anche un ‘no’. Fu quel ‘sì’ a convincerlo che avrebbe dovuto rivederla. Ci impiegò due anni.

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