Sheryl Crow: “Sono stata molestata dal manager di Michael Jackson”

Sheryl Crow racconta di essere stata molestata dal manager di Michael Jackson. Ecco le parole della cantante…

Sheryl Crow ha pubblicato il suo nuovo libro di memoria, Words + Music. E, in un passaggio della sua autobiografia, la cantante ha raccontato che aveva 25 anni quando ha fatto il provino per aprire il primo tour mondiale da solista di Michael Jackson, Bad, nel 1987. Ai tempi si è esibita davanti a decine di migliaia di fan ogni sera, condividendo il palco con la più grande star del mondo. Ma nel libro, Sheryl Crow ha anche rese pubbliche le molestie che avrebbe subito dal manager di Michael, Jackson, Frank DiLeo, morto nel 2011 all’età di 63 anni.

In un’intervista con l’Independent, la Crow ha specificato di aver subito molestie sessuali quasi costanti da parte di DiLeo, che avrebbe tentato di costringerla a comportamenti sessuali attraverso minacce di sabotaggio della carriera. Con la stampa, dice Crow, DiLeo avrebbe inventato storie su di lei, mettendo in atto una sorta di vendetta per aver rifiutato le avances. Nella sua carriera, in passato, ha inciso due canzoni del 1993 con evidenti e possibili allusioni a DiLeo. “What I Can Do For You” è scritto dal punto di vista di un abusatore, e in “The Na-Na Song” lo cita per nome: “Frank DiLeo’s dong / Forse se lo avessi lasciato fare, avrei avuto un canzone da hit.”

“È davvero interessante tornare indietro e rivisitare alcune di queste vecchie cose e le esperienze che le hanno accompagnate, e poi confrontarle con dove siamo ora. Essere in grado di suonare roba, per un lungo periodo, di molestie sessuali che ho sopportato durante il tour di Michael Jackson e parlarne attraverso il movimento MeToo… sembra che abbiamo fatto molta strada, ma non mi sembra che ci siamo ancora arrivati alla fine”.

Quando il il tour è terminato, le cose non sono finite né cambiate. Un caso, ricorda, ha coinvolto un potente avvocato che le avrebbe detto e consigliato di cedere alle richieste di DiLeo. Si sentì depressa e disillusa.

L’intervista tiene traccia di numerosi casi del palese sessismo che la Crow avrebbe sperimentato durante la sua carriera, inclusa la lotta per i crediti di autrice di “All I Wanna Do”, che Crow ha definito qualcosa ben “oltre l’insulto”.