Sfera Ebbasta, Famoso: tra zona di comfort e sperimentazioni, l’unico punto di forza dell’album è Baby (Recensione)

La recensione di Soundsblog di Famoso, il terzo album di inediti di Sfera Ebbasta, pubblicato venerdì 20 novembre 2020.

Sfera Ebbasta si è preso tutto il tempo possibile per generare Famoso, il suo terzo album, vero banco di prova dopo il successo di Rockstar, pubblicato quasi tre anni fa, e certificato Disco di Platino ben cinque volte.

Tre anni, come abbiamo scritto, un tempo quasi impensabile in un’epoca dove rap e trap dominano le classifiche e, di conseguenza, l’importante è produrre, durante i quali il rapper di Cinisello Balsamo ha lavorato ad un album che potesse sia confermare il successo in Italia (impresa semplice considerando che Famoso era indubbiamente uno dei titoli più attesi dell’anno) che consacrarlo anche a livello internazionale, il vero obiettivo di Famoso, palesemente chiaro.

Se Bottiglie Privè, il singolo che ha anticipato l’uscita di Famoso, dove Sfera Ebbasta, su una base in crescendo, sottolinea i lati negativi del successo (in antitesi con tutto ciò cantato dal rapper in Rockstar), argomento ricorrente tra gli artisti rap (e sottolineato anche dalla cover dell’album), è stato un ritorno solo apparentemente shock, i veri punti di forza dell’album si trovano nelle restanti tracce.

Non si può non citare Baby, ad esempio, già praticamente hit, certificata da un clamoroso 36esimo posto nella classifica mondiale di Spotify, singolo dalle potenzialità eclatanti e featuring perfetto che potrebbe permettere a Sfera Ebbasta di accrescere il proprio consenso all’estero e raggiungere, quindi, l’obiettivo iniziale.

Concentrandoci soprattutto sulle collaborazioni di prestigio, Abracadabra è uno dei pezzi presenti nell’album che rappresenta l’ideale prosecuzione di Rockstar, un duetto che Future non è riuscito ad impreziosire del tutto.

Discorso diverso per Macarena, duetto con Offset: la canzone non si distingue molto da Abracadabra per testi e sound ma il ritornello è azzeccatissimo (con tanto di citazione a Zucchero).

Hollywood, traccia prodotta da Diplo, invece, riesce a distaccarsi musicalmente ma Sfera Ebbasta, in questo caso, esagera con i luoghi comuni nel testo e la canzone in sé rompe l’atmosfera fino a qui creatasi: apprezzabile, quindi, solo il tentativo di Sfera Ebbasta di non restarsene nella propria zona di comfort delle sonorità trap, come nel caso di Salam Alaikum, traccia prodotta magistralmente da Steve Aoki, dove il rapper, praticamente, canta e il drop rimane fermo in testa dopo l’ascolto.

L’aura puramente trap ritorna puntuale nella collaborazione con Marracash e Gué Pequeno e nel duetto con Lil Mosey, pezzi senza infamia, né lode.

Per quanto riguarda le restanti canzoni, l’atmosfera molto eighties di Giovani re è un episodio degno di nota e, oggettivamente, una delle tracce migliori dell’album, con la quale Sfera Ebbasta potrebbe anche intercettare un pubblico più trasversale.

Gelosi è l’immancabile ode ai soldi (che spopolerà tra i giovanissimi), Male vira verso il pop prendendo una direzione corretta, 6 AM è un tormentone venuto male che ricorda vagamente Beautiful Girls di Sean Kingston, $€ Freestyle non regala la chiusura giusta al disco, con la reiterazione dei soliti temi.

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