Home Notizie Sentieri indipendenti: a Bologna passando per il Covo Club

Sentieri indipendenti: a Bologna passando per il Covo Club

La scena musicale indipendente a Bologna.

pubblicato 24 Luglio 2016 aggiornato 28 Agosto 2020 15:20

Per la terza tappa di Sentieri Indipendenti si gioca in casa: è la volta di Bologna. In città il ritrovo d’eccellenza per gli amanti della musica indie e alternativa è nel quartiere di San Donato e si chiama Covo Club.

Come sempre abbiamo cercato di andare oltre alla facciata del locale, parlando con chi ci lavora da anni. Dalle parole di Marco si capisce quanta passione ci sia tra i muri blu e neri di viale Zagabria, leggetelo da voi e passateli a trovare nel cortile del Casalone il 28 luglio per il closing party della stagione estiva (con i live dei Laser Geyser, The Classmates e Youth Boot).

Il Covo Club ha alle spalle decenni di storia, quando è iniziato tutto e come sono cambiate le cose in questi anni?
Tutto nasce nel 1980: un gruppo di amici appassionati fa nascere in viale Zagabria quello che definiamo un rifugio per i diseredati del rock, ovvero il Casalone, che è poi anche il nome dell’edificio che ancora ospita il Covo Club e il pozzo che è il simbolo del nostro quartiere, San Donato. Uno spazio culturale completo (non ospitava solo concerti ma anche dj set, mostre, letture…) che ha contribuito negli anni a rendere Bologna la meta creativa e di studio più ambita d’Italia e che è diventato un vero e proprio richiamo settimanale affollato capace di colorare il grigiore del degrado urbano. Un mix di generazioni differenti e solo a prima vista distanti fra loro che hanno condiviso e condividono tuttora esperienze sonore importanti e di qualità, tanto da far diventare il Covo Club un luogo semplicemente e obbligatoriamente da visitare per artisti italiani e di tutto il mondo, sia con una performance che come semplici ospiti.
Anno dopo anno, i weekend del Covo Club sono diventati un appuntamento fisso per chi ama la musica alternativa e il clubbing: il portare avanti questa cultura nel presente per noi è motivo d’orgoglio, un impegno e ovviamente anche un divertimento. Cerchiamo di essere il posto più accogliente possibile per chi ama scoprire band e artisti in un ambiente intimo che riesce a dare un valore davvero unico ai live che ospita.

Il vostro è un locale molto conosciuto anche al di fuori di Bologna, un porto sicuro per gli amanti dell’indie rock, brit pop, new wave. Pensate sia soprattutto per i concerti che proponete o anche merito dei dj set che seguono? Insomma, in questi anni vi pare che i giovani siano più a caccia di party e serate o il valore dei live è rimasto intatto?
I concerti sono il vero punto di forza della nostra programmazione: l’evoluzione della musica indipendente degli ultimi anni ci permette di proporre artisti sempre differenti e spesso fuori dai generi già correttamente citati. Il Covo Club è sempre stato un punto di riferimento anche per chi ama il punk e tutto ciò che viene definito, in modo molto semplice, “grunge”; poi, in occasioni speciali, live di qualità di generi forse da alcuni considerati atipici per il luogo (electro-pop e hip-hop sono solo due esempi), proprio per il contesto così rock, diventano concerti indimenticabili.
Per quel che riguarda i dj set vediamo un calo generale nel Paese, in questo momento sembra che ci sia meno voglia di ballare. Nonostante questo, le serate e i dj del Covo Club riescono sempre – grazie alla cultura e alla ricerca musicale – a proporre selezioni rare, divertenti e pop, dove per pop intendiamo semplicemente i brani che ti fanno muovere i piedi, cantare. Va citata come esempio la serata Cool Britannia, dedicata a chi ama il brit e punto di forza nella storia del Covo Club, è tornata da 5 anni ed è uno dei dj set più popolari in città. Siamo sempre al lavoro per cercare proposte differenti e di qualità, senza distaccarci dallo spirito alt delle pareti che ci ospitano.

covo-concertoash.jpg

Al Covo sono passati da super nomi internazionali ad artisti della scena indipendente italiana, qual è il punto chiave che accomuna la vostra selezione artistica? Cosa non deve proprio mancare a una band?
Di gruppi al Covo Club ne sono passati davvero troppi, è difficile trovare quel qualcosa che rende una band perfetta per il nostro palco. Capita spesso che sia il nostro stesso palco a rivelare aspetti degli artisti che fino a prima potevano risultare nascosti. Sicuramente la bellezza della sala concerti del Covo è la vicinanza al pubblico, la mancanza di divisioni tra chi guarda e chi suona: questo, per un locale storico, è di certo un valore aggiunto e può esserlo anche per una band. Dimostrare un certo feeling con il pubblico che ti osserva può rendere un live al Covo davvero memorabile. Si scrive così: attitudine.

I concerti del Covo di cui avete i ricordi più belli?
Il 13 marzo del 2004, prima ancora di godere di una certa celebrità, hanno calcato il palco del Covo Club i Franz Ferdinand. Non ci piace troppo vivere di ricordi, ma se i ricordi sono questi… è impossibile dimenticare. Poi i Gossip, i Libertines (quando i componenti della band sono in Italia, spesso passano ancora a fare un saluto), Stereolab, Notwist, Super Furry Animals, Mars Volta, Shout Out Louds, Modest Mouse, Black Lips, The XX, Kings of Convenience… tutti i live al Covo, proprio per la limitata capienza e il valore delle band ospitate, riescono a essere davvero unici. Anche nell’ultimo anno abbiamo visto concerti indimenticabili: parliamo di Ash e We Are Scientists la stessa sera, dei favolosi !!! che hanno fatto ballare per un’ora e mezza tutti gli spettatori, e di un live appunto “atipico” come quello dei The Internet, che pur essendo un concerto r’n’b hip-hop ha scatenato quella che è la missione del Covo, ovvero l’unire culture e generazioni differenti proponendo live di qualità apprezzati da tutti i componenti del pubblico.

La scena musicale di Bologna è tra le più vive d’Italia, qualche nome di artisti della città che apprezzate particolarmente?
Ne parlavamo tra noi di recente: pensiamo che – per quanto differente e paradossalmente anche più variegata di un tempo a livello di generi – le band bolognesi portino ancora tanto talento, attitudine e sperimentazione al panorama musicale italiano. E sono davvero tantissime! Citare delle band è quindi fare un torto a tanti altri: ce la caviamo parlando degli Osc2x, che hanno avuto tantissimo successo sia durante la nostra stagione invernale sia durante l’estivo; poi citiamo i Laser Geyser, che chiuderanno giovedì 28 luglio il nostro Covo Summer Club, e gli Altre di B e i Forty Winks che sicuramente avremo di nuovo modo di apprezzare durante la nostra 36° stagione di concerti.

Notizie