Renato Zero a Domenica In: le dichiarazioni del cantante (in attesa dei concerti evento al Circo Massimo a Roma)

Renato Zero ospite a Domenica In nella puntata del 29 maggio 2022. Le dichiarazioni del cantante, tra presente, passato e futuro

Renato Zero è stato ospite di Mara Venier a Domenica In. Per prima cosa ha parlato del suo ultimo progetto, Atto di fede:

“E’ una delle mie risposte al Covid. Per sconfiggere questo intruso, mi sono messo lavorare a ho realizzato questo oratorio dove ci sono brani che si rifanno alle tradizioni di chi vuole accostarsi a questo tipo di dialogo. Si chiama “Atto di fede” perché, in questi due anni dove c0era tanto tempo per meditare, ho fatto un lavaggio della coscienza con alcuni colleghi, apostoli della comunicazione: da Marco Travaglio ad Alessandro Baricco e Sergio Castellitto. E ci sono anche due cd, registrato con le orchestre a Budapest. La miccia l’ha accesa la pandemia ma quando si fanno queste scelte, c’è sempre un trasporto che chiede di approcciare ad argomenti spesso dimenticati”

In una seconda busta regalata a Mara Venier, ha era presente una lettera con i biglietti dei concerti previsti al Circo Massimo:

“Due poltrone per l’amica che mi ha coinvolto da quando eravamo più ragazzi in una realtà che era molto personale, privata. Attraverso le nostre serate esercitavamo questa volontà di conoscerci e crescere attraverso il gioco e il disimpegno. Sono biglietti per il 30 settembre. Ne abbiamo aggiunta un’ultima, il 1 ottobre. Vedere le telecamere mi fa un effetto assurdo, finalmente vedere il pubblico, dopo due anni. Il Covid, tra i tanti danni creati, ci ha fatto ridesiderare di abbracciarci, volerci bene. Viva la vita!”

Dopo la clip di un omaggio celebrativa della lunga carriera di Renato Zero, il cantante ha raccontato:

“Riesco a capire gli umori delle persone, certe cose nascoste per un pudore o paure. La cosa bella è che quando mi incontrano, va via tutta la nebbia e riesco a dialogare benissimo con loro. Ho avuto una fortuna assodata, vengo da una famiglia straordinaria molto unita. Siamo 5 fratelli, ci permette di sentirci sempre sostenuti, anche con i miei nipoti. C’è un trasferimento di interessi e attenzioni. Io vengo dal pianeta “Solitudine”, la mia diversità mi ha dato un isolamento che andava approfondita e bisognava indossarla fino in fondo. A volte diventa necessità e supporto meraviglioso. A volte conviene anche non uscire dalla gabbia ma rimanere dentro e osservare. Ci stai bene e puoi capire anche la solitudine degli altri. Dobbiamo fidarci degli altri di più, siamo troppo diffidenti”

Durante l’intervista, sono stati mostrati gli esordi al Piper, i successi degli anni Settanta e Ottanta (con esibizione live de “Il triangolo”) e alcune immagini insieme a Raffaella Carrà:

“Ero più preso dai dettagli e della realizzazione di queste cose rispetto al successo avuto. Non bisogna mai affezionarsi troppo agli applausi. Le vittorie sono la somma di eventi andati a buon fine. La commozione è tanta perché ci siamo scelti (…) Ho avuto un legame totale con Raffaella Carrà. Quando riesco faccio un salto all’Argentario, abito vicino a Raffaella, accanto a lei. L’idea di andare prima di settembre una decina di giorni e l’idea che non sentirò quella risata dalla finestra sarà molto dura”.

“L’artista è la somma delle sue evoluzioni, del suo trascorso. Andare per essere il primo, il secondo… non fa per me. La prima volta sono andato nel 1991 per promuovere Fonopoli, non la voglio mollare. Siamo spesso portati a spalleggiare gente che fa danni mostruosi e non diamo aiuto a chi vuole portare avanti dei discorsi sociali. ha commentato Renato Zero, ricordando “Spalle al muro” portata sul palco del Teatro Ariston.

E’ tornato a Sanremo poi nel 1994 (“Non ho capito perché ci sono andato, per vendetta?”).

Il rapporto col pubblico è fondamentale per Renato Zero, “la ragione primaria”. Poi, tornando al progetto “Atto di fede” ha raccontato:

“Ho invitato alcuni vescovi ad ascoltare queste opere e mi hanno proposto un tour in diverse Chiese d’Italia”

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