Paolo Pietrangeli è morto: ‘Contessa’ e ‘Valle Giulia’ tra i brani simbolo della sua carriera

Paolo Pietrangeli è morto. Il cantautore, sceneggiatore e regista, aveva 76 anni. Contessa e Valle Giulia le sue canzoni più celebri

E’ morto Paolo Pietrangeli, cantautore, sceneggiatore e regista italiano. Tra i suoi brani di maggior successo, non possiamo non citare “Contessa”.

Nato a Roma il 29 aprile 1945, ha iniziato la sua carriera proprio come cantautore, incidendo brani con sfumature sociali e politiche. Proprio in quegli anni, ebbe grande riscontro il filone delle canzoni di protesta e, tra queste, le più celebri e simboliche sono state Valle Giulia e  Contessa, incise con la seconda voce di Giovanna Marini.

Valle Giulia aveva trovato ispirazione proprio dai fatti accaduto il 1 marzo 1968 quando vi fu uno scontro tra gli studenti che stavano occupando la facoltà di architettura a Roma e le forze dell’ordine. Agenti contro studenti per un passaggio del brano che fotografa le tensioni sempre più difficili da sedare, di quegli anni (“non siam scappati più, non siam scappati più”).

Contessa, invece, diventata canzone popolare di Paolo Pietrangeli simbolo della fine degli anni Sessanta, vedeva al centro del tema trattato, le similitudini tra tra lotte operaie e quelle studentesche.

A partire dagli Anni Settanta, ecco invece prendere sempre più piede una carriera parallela legata al cinema e alla televisione. Diventa sceneggiatore e aiuto regista, per poi passare alla regia per il piccolo schermo, per programmi popolari come il Maurizio Costanzo Show e il talent show Amici di Maria De Filippi.

Qui sotto, potete ascoltare Contessa di Paolo Pietrangeli, il brano simbolo della sua carriera come cantautore.

Che roba contessa, all’industria di Aldo
Han fatto uno sciopero quei quattro ignoranti
Volevano avere i salari aumentati
Gridavano, pensi, di esser sfruttati
E quando è arrivata la polizia
Quei pazzi straccioni han gridato più forte
Di sangue han sporcato il cortile e le porte
Chissa quanto tempo ci vorrà per pulire
Compagni, dai campi e dalle officine
Prendete la falce, portate il martello
Scendete giù in piazza, picchiate con quello
Scendete giù in piazza, affossate il sistema
Voi gente per bene che pace cercate
La pace per far quello che voi volete
Ma se questo è il prezzo vogliamo la guerra
Vogliamo vedervi finir sotto terra
Ma se questo è il prezzo lo abbiamo pagato
Nessuno piu al mondo dev’essere sfruttato
Sapesse, mia cara che cosa mi ha detto
Un caro parente, dell’occupazione
Che quella gentaglia rinchiusa lì dentro
Di libero amore facea professione
Del resto, mia cara, di che si stupisce?
Anche l’operaio vuole il figlio dottore
E pensi che ambiente che può venir fuori
Non c’è più morale, contessa
Se il vento fischiava ora fischia più forte
Le idee di rivolta non sono mai morte
Se c’è chi lo afferma non state a sentire
E’ uno che vuole soltanto tradire
Se c’è chi lo afferma sputategli addosso
La bandiera rossa ha gettato in un fosso
Voi gente per bene che pace cercate
La pace per far quello che voi volete
Ma se questo è il prezzo vogliamo la guerra
Vogliamo vedervi finir sotto terra
Ma se questo è il prezzo lo abbiamo pagato
Nessuno piu al mondo dev’essere sfruttato
Ma se questo è il prezzo lo abbiamo pagato
Nessuno piu al mondo dev’essere sfruttato