Marco Mengoni si racconta: il ritorno a Sanremo, il nuovo album e quando mise in dubbio il futuro nella musica nel 2012

Marco Mengoni torna in gara al Festival di Sanremo nel 2023 con il brano “Due vite”: le dichiarazioni del cantante alla stampa

 

Marco Mengoni torna al Festival di Sanremo 2023 con il brano “Due vite”, a dieci anni dalla vittoria con “L’essenziale”.

“Torno a Sanremo con una canzone che racconta molto di me in questo momento, è un viaggio intimo ma anche un invito a tutti noi ad accettare tutto quello che la vita ci offre, senza pensare a cosa dovrebbe o potrebbe essere. Tutto quello viviamo ci serve per crescere, anche i momenti di noia ci insegnano molto e ci fanno evolvere”

La canzone, scritta dallo stesso Mengoni con Davide Petrella e Davide Simonetta, è una ballad dalla struttura non classica, sia dal punto di vista strumentale, sia di sviluppo e arrangiamento vocale, questo ancora una volta curato da Marco stesso; la produzione del brano è di E.D.D. e Simonetta.

Marco Mengoni si è raccontato alla stampa, a una settimana di distanza dalla partecipazione in gara sul palco del Teatro Ariston.

Il ritorno di Marco Mengoni in gara al Festival di Sanremo

La verità è che me l’ha fatto fare… Marco Mengoni, è lui che si prende la briga di mettersi in competizione con se stesso… Tornare dopo 10 anni, dopo aver vissuto delle cose, è una sfida. Poi me l’hanno fatto fare il mio team, Amadeus, la canzone stessa… che farà parte del terzo capitolo di Materia. Sono contento di fare parte di questo cast, in questo Sanremo 2023. Credo sia il riflesso di quello che succede oggi nella musica. Sono sempre stato assolutamente aperto verso un ritorno al Festival, in questi ultimi anni Sanremo cresce sempre di più, anche lontano dalla competizione. Formalmente c’è, ovviamente. Quest’anno ci sarà un podio a cinque. Anche tutto questo “primo della classe” faccio finta che non ci sia… Non vado in gara, credo nemmeno gli altri, non sento questa competizione. Ci si tiene tutti a fare una bella figura, ognuno vuole portare un pezzo di sé. Non ho velleità di vittoria, pretendo -da me- di divertirmi. Son contento di quello che è successo. Mi interessa di portare questo pezzo, questo messaggio. Sono fortunato, ora ci posso andare. Tanto il disco uscirà comunque, gli Stadi ci saranno comunque, sono in un anno propizio per me, indipendentemente dai risultati”

‘Let it be’ nella serata delle Cover

Abbiamo modificato il riff di Let it be in Cambia un uomo. Un pezzo che chiunque avrebbe voluto scrivere, è un’entità, porta un messaggio universale, dell’andare avanti, lasciare andare e scrollarsi tutto quello che è ieri, riportandolo al domani. Mi dava l’idea di qualcosa di corale. Non a caso duetterò con un coro gospel internazionale molto importante, The Kingdom Choir . Sostenere un pezzo come quello, da soli, è forse impossibile. Abbiamo provato a metterlo in maniera coerente per Materia e i dischi.

Quando uscirà il nuovo album di Marco Mengoni?

Siamo in studio a pre produrre il disco, c’è ancora una fase di scrittura per alcune cose che devono essere messe a punto. Sono molto felice di questo disco, è carino, molto. E’ un frutto di un sacco di riflessioni, deve riassumere tante cose, è la fine di una trilogia. “Due vite” inizia a chiamare un po’ il terzo capitolo. Uscirà dopo Sanremo e prima degli Stadi.

Due vite, il significato della canzone

Marco Mengoni Due vite

Due vite è la mia storia infinita, ognuno vede quello che vuole e sente. La storia infinita di un rapporto tra la razio e l’inconscio. Ultimamente sto dedicando un sacco di ore a settimane, ai miei pensieri, con una professionista dall’altra parte, su una poltrona, nella stessa stanza. Il mio inconscio mi sta dando molti più impulsi e ho raccontato questo rapporto qui, questa doppia vita: quella della notte, dei sogni, più onirica. E diventa più reale nei sogni stessi, alternata a fotografie prese da quello che indosso e vivo nella vita di tutti i giorni e riflettendo su tante cose. Sì, sono anche un peccatore, sì, sono anche uno che sbaglia, esistono gli schiaffi nella vita e si deve andare avanti. Si possono avere dei momento inutili che comunque servono, l’uomo e la vita ne hanno bisogno. Per me Due vita è questo.

I dubbi se continuare a fare musica e la vittoria con “L’essenziale”

Non mi aspettavo tutto quello che è successo. Per forza di cose mi collego a Sanremo 2013 e ancora di più mi viene in mente il 2012, per me un anno strano: stavano succedendo tantissime cose nella mia vita. Nel 2009 avevo fatto X Factor, nel 2010 il primo Sanremo… Stavo pensando se continuare il pensiero della musica o no. Io avevo messo in dubbio il mio futuro nella musica, nel 2012. Sarei tornato sui passi dell’Università, a una delle strade che avrei potuto prendere. Poi arrivò quel Sanremo lì, arrivammo io e Marta Donà, soli, con molta voglia di dimostrare, però anche con la solitudine intorno. Poche persone sostenevano Marco, ci facevamo forza a vicenda. Quel Sanremo arrìvò come uno schiaffo in faccia a dirmi, Tu puoi dire qualcosa… Dalla seconda serata, tutti quelli che non credevano più a Marco Mengoni cominciavano a darmi le pacche sulle spalle. Ma erano tutti segnati. Perché io perdono ma non dimentico.

Il percorso con la terapia e l’importanza della noia

Mi son sempre dato delle regole, quando facevamo tardi, andavamo a bere una cosa, continuavi a parlare, parlare… io ho sempre pensato “Sono ore tolte al sonno”, sprecando delle ore a parlare sempre delle stesse cose. Poi, a un certo punto, ho capito che quelle serate lì mettevano sempre di più un qualcosa, arricchivano il nostro rapporto. Tutto quello che consideravo noia, inutile, superfluo, è diventato un valore per il momento che sarebbe arrivato dopo. Nel mio lavoro, la noia è importantissimo, quel limbo dove qualcosa si sta muovendo sotto. La terapia con uno psicologo o un terapeuta non dà delle soluzioni o risposte ma muove delle cose perché tu trovi delle risposte. Mi ha influenzato su diverse cose. Dovrebbe andare chi ha l’attitudine di voler scoprire.

 

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