Marco Mengoni, Materia (Pelle): ascolta l’album e leggi il significato delle canzoni

Marco Mengoni, Materia (Terra): ascolta il nuovo album, leggi la tracklist e scopri il significato delle canzoni presenti nel disco

L’atteso nuovo disco di Marco Mengoni è uscito il 7 ottobre 2022. Materia (Pelle) segue il primo capitolo di questa trilogia, iniziato nel novembre dello scorso anno con Materia (Terra). All’interno dell’album ci sono 13 tracce (che diventano 15 nella versione cd). Presenti, ovviamente, i due singoli che hanno anticipato il progetto, “No stress” e “Tutti i miei ricordi”. Ecco la tracklist e il significato della canzoni presenti, come raccontato dallo stesso Marco Mengoni.

Il disco apre con il brano No Stress, un inno energico e vitale che ci invita a trovare il nostro spazio e il nostro rituale che ci allontana dalla frenesia in cui siamo immersi. L’album prosegue con In città, traccia dai ritmi e dalle sonorità clubbing con Mace alla produzione, che dopo la collaborazione su Cambia un uomo, torna a lasciare la sua impronta in questo viaggio all’insegna della contaminazione tra mondi e atmosfere diverse. In città è una tempesta di ritmo che ci fa immergere in una storia di incontri e di persone che mutano la percezione e la visione dell’atmosfera frenetica e caotica di una metropoli come Milano.

La tracklist prosegue con Attraverso te (feat. La rappresentante di Lista), il primo feat che incontriamo nell’album realizzato con La Rappresentante di Lista che ha portato questo brano a Marco: “sono magia, abbiamo prolungato le sessioni in studio perché si è creata una bellissima sintonia creativa”. Il brano racconta del viaggio attraverso l’altro che comporta un reale arricchimento per l’essere umano. Nella canzone è tangibile l’urgenza di immergersi in mondi diversi, la curiosità e i segni dell’attraversamento che restano sulla nostra pelle come testimonianza di un incontro.

La quarta canzone di MATERIA (Pelle) è Tutti i miei ricordi, il singolo attualmente in rotazione, qui Il mondo del clubbing si fonde con i tanti strumenti presenti in questo brano, dagli archi ad elementi più inaspettati come la body percussion, mentre Marco racconta di una presa di coscienza dell’importanza del passato e di quei ricordi che saranno la “schiena contro il vento” per affrontare il futuro. L’album prosegue con un’altra contaminazione musicale tra mondi solo apparentemente distanti: in Chiedimi come sto (feat. Bresh) la voce di Mengoni si unisce a quella del rapper genovese Bresh, “una delle penne più interessanti all’interno del panorama urban, che ha scritto la sua strofa dando un twist nuovo al brano” secondo Marco. Nel brano l’unione diventa un punto di forza, così come la diversità, che viene abbracciata sino a rappresentare una peculiarità e non un ostacolo.

Migliore di me è la sesta traccia del nuovo disco di Marco Mengoni ed è chiarezza e trasparenza, una presa di coscienza complessa all’insegna dell’onestà intellettuale nella sua dimensione più pura: il cantautore si mette a nudo, mostrando il ritratto di chi si ritrova ad ammettere i propri errori. Si passa poi a Unatoka wapi, considerato da Marco il manifesto del disco, il titolo è una frase in lingua swahili che significa “da dove vieni”: che – come spiega Mengoni, “oggi non è tanto una domanda che muove dalla curiosità e dalla voglia di scoprire veramente l’altro, ma contiene già un giudizio”. Questa domanda rappresenta il filo conduttore del brano realizzato con la produzione di Cristiano Crisci, attento ed esperto conoscitore delle sonorità africane e con l’utilizzo di strumenti unici come balafon, ngoni, mbira e karimba. L’album prosegue con Neruda, pezzo con cui Mengoni sceglie di celebrare un’altra figura che lo ha ispirato negli anni, tracciando un percorso di continuità rispetto ai brani già dedicati a Frida Kahlo e Muhammad Ali. Ricca di cori, la canzone nasce l’dea di riprodurre lo spirito complice e goliardico del dopo cena in un locale spagnolo quasi clandestino. Marco lo racconta così: “Ricordi alcolici di un’anima riempita di sensazioni di un’estate iniziata a maggio e poi denudata dall’arrivo dell’autunno. Il ricordo è forte e fa sì che non si soffra molto per questo abbandono”

La tracklist continua con Parlami sopra, un inno alla leggerezza e alla spensieratezza, in cui la ricerca dell’altro assume le sembianze di un viaggio nell’anima tutto da scoprire. Questo brano è un collage di atmosfere musicali di diverse provenienze, una sorta di viaggio dall’Africa all’Oriente, passando per l’Europa. Arriva poi il momento di Respira, un’ode alla figura della madre, con un testo dalla profonda intensità emotiva che viene bilanciato dall’allegria e dalla leggerezza dell’universo melodico e ritmico, ricco di contaminazioni africane che si mischiano all’elettronica. Il brano che chiude l’album in digitale è Ancora una volta (con Samuele Bersani), un testo intenso e poetico accompagnato da una melodia dolce, che richiama l’armonia delle voci di due grandi amici e complici, “non la considero una collaborazione, per me è il regalo più grande da un artista per me immenso che sono felice di chiamare amico”.

Qui sotto potete ascoltare “Materia (Pelle)” di Marco Mengoni in streaming:

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