Generale, Francesco De Gregori: ascolta la canzone (testo e significato)

Francesco De Gregori, Generale: testo e significato della canzone. Ecco di cosa parla il brano, ascolta il pezzo su Soundsblog

Generale è una canzone di Francesco De Gregori pubblicata nel 1978. Fa parte del sesto album in studio del cantautore ed è arrivato al secondo posto (insieme al brano Natale) nella hit parade di quell’anno. E’ uno dei brani più famosi e classici della sua discografia, e pubblicata anche da Vasco Rossi nella sua raccolta “Tracks” del 2022.

Francesco De Gregori, Generale, Significato canzone

Il brano è diventato un simbolo contro la guerra, con immagini efficaci che riportano vicende drammatiche di uomini partiti per combattere e con un destino incerto. Il sogno è quello di poter tornare alla normalità, alla famiglia, alla vita e ai momenti che davvero contano (“Dietro la collina non c’è più nessuno
Solo aghi di pino e silenzio e funghi, Buoni da mangiare, buoni da seccare, Da farci il sugo quando viene Natale, Quando i bambini piangono, E a dormire non ci vogliono andare”)

Generale, Ascolta la canzone

Qui sotto potete ascoltare, in streaming, “Generale” di Francesco De Gregori.

Francesco De Gregori, Generale, Testo canzone

Generale, dietro la collina
Ci sta la notte crucca e assassina
E in mezzo al prato c’è una contadina
Curva sul tramonto, sembra una bambina
Di cinquant’anni e di cinque figli
Venuti al mondo come conigli
Partiti al mondo come soldati
E non ancora tornati
Generale, dietro la stazione
Lo vedi il treno che portava al sole?
Non fa più fermate, neanche per pisciare
Si va dritti a casa senza più pensare
Che la guerra è bella, anche se fa male
Che torneremo ancora a cantare
E a farci fare l’amore
L’amore dalle infermiere
Generale, la guerra è finita
Il nemico è scappato, è vinto, battuto
Dietro la collina non c’è più nessuno
Solo aghi di pino e silenzio e funghi
Buoni da mangiare, buoni da seccare
Da farci il sugo quando viene Natale
Quando i bambini piangono
E a dormire non ci vogliono andare
Generale, queste cinque stelle
‘Ste cinque lacrime sulla mia pelle
Che senso hanno dentro al rumore di questo treno?
Che è mezzo vuoto e mezzo pieno
E va veloce verso il ritorno
Tra due minuti è quasi giorno
È quasi casa, è quasi amore