Davide Shorty: “Siamo privilegiati a poterci esibire a Sanremo. Il Premio Lunezia? Un sogno a occhi aperti”

Soundsblog ha intervistato Davide Shorty, in gara alla 71esima edizione del Festival di Sanremo, tra le Nuove Proposte, con la canzone Regina.

Davide Shorty è una delle Nuove Proposte che prenderà parte alla 71esima edizione del Festival di Sanremo, in onda su Rai 1, in prima serata, dal 2 al 6 marzo 2021.

Il cantante palermitano si esibirà con la canzone Regina, già presentata nei programmi televisivi AmaSanremo e Sanremo Giovani, e vincitrice del Premio Lunezia per Sanremo 2021.

Soundsblog ha intervistato Davide Shorty a poche ore dal suo debutto sul palco del Teatro Ariston.

Sanremo è iniziato bene per te perché hai vinto il Premio Lunezia. Secondo te, cosa è stato apprezzato del testo di Regina?

Spero che si sia recepito che è un testo vero, che parla di vita, che è stato ispirato da una persona vera, che celebra la donna e la forza di una donna. Spero che sia stato apprezzato l’utilizzo della parola in generale. Il fatto che mi sia stato dato un riconoscimento è una grandissima lusinga, mi sembra abbastanza assurdo, un sogno ad occhi aperti! Poi, è un premio legato alla figura di Fabrizio De André, un gigante, un idolo per quanto mi riguarda, è una cosa bellissima quindi sono molto grato.

Tra poco debutterai sul palco del Teatro Ariston, qual è il tuo stato d’animo in queste ore?

In questo momento, sono molto sereno. Penso che l’emozione si farà sentire, man mano che ci avvicineremo al momento d’inizio. Sto respirando, sto lavorando tanto sulla respirazione, ho meditato, mi sono allenato, ho fatto una buona colazione, un bagno caldo… Ho anche fatto una chiacchierata con Elio su Instagram, è stata molto divertente e simpatica. Sono molto sereno, molto carico ed emozionato, mi sembra veramente surreale di essere qui. Ieri sera, l’ho realizzato per la prima volta, ho acceso la tv e ho detto: “Ok, quello è Fiorello, quello è Amadeus, quella è l’orchestra, e io domani sarò su quel palco! Ah ok, va bene, tutto a posto…”. Non vedo l’ora di salire sul palco e di fare la cosa che amo di più al mondo che è cantare e di farlo con la consapevolezza di avere un privilegio in questo momento, perché pochi artisti hanno la possibilità di salire sul palco in questo periodo, quindi bisogna farlo con grande rispetto e grande consapevolezza, per portare un po’ di gioia e di buona musica nelle case degli italiani.

Elio, che nella sua carriera ha fatto 4 Festival di Sanremo, ti ha dato qualche consiglio?

Sì, mi ha dato tanti consigli. Innanzitutto, mi ha detto di divertirmi. Alla fine, sono canzoncine, mi ha detto di andare lì e di divertirmi perché è un gioco, quindi si va a giocare, e ha ragione. Poi mi ha detto che una volta Gianni Morandi gli ha detto che Gianni Boncompagni gli disse di fare finta di inciampare al momento dell’entrata, così si sarebbero ricordati di lui! Gianni Morandi, in effetti, inciampò, e tutti si sono ricordati di questo fatto. Poi mi ha chiesto di cosa avessi paura, mi ha fatto una domanda ironica: “C’è un big che ti intimorisce?”. A me intimorisce molto la grande scala dell’Ariston quindi se inciampo e mi faccio molto male, si chiederanno se ho fatto finta o non ho fatto finta! Se inciamperò per davvero, dirò: “Scusate, volevo cantare una cover di Ghali!”.

Cosa vorresti che accadesse dopo questa tua partecipazione a Sanremo?

Vorrei che si potesse tornare subito sul palco, a fare i tour e a portare in giro il mio nuovo disco, abbracciarci, vivere, ma sarà una ripresa un po’ più lenta. Spero che il mio messaggio possa avere una gittata più larga, che ci sia spazio per la diversità, per celebrarla piuttosto che averne paura. Spero di poter suonare per le persone quanto il più possibile, di continuare a fare musica e magari ritornare sul palco del Festival ma tra i Big.

Parlami del tuo progetto fusion. a metà…

Il mio album, in realtà, si chiama “fusion.”, scritto tutto in minuscolo. “fusion. a metà” perché è la meta dell’album. Uscirà il 5 marzo, sono i primi 7 brani del mio disco. Non è un caso che abbia deciso di scrivere il titolo tutto in minuscolo perché quando si usa il Caps Lock è come se si urlasse e a me urlare non piace. A me piace comunicare in maniera abbastanza pacata quindi ho deciso di utilizzare il carattere minuscolo perché mi da proprio un senso di pacatezza, di calma. “fusion. a metà”, poi, ovviamente, è anche una piccola citazione a Pino Daniele. In questo disco, ci sono un miliardo di influenze, c’è proprio di tutto, per questo che si chiama “fusion”, non dal punto di vista del genere perché io non faccio Fusion, ma faccio una fusione di generi e di emozioni, di persone che ho conosciuto, di collaborazioni, di lingue, provenienze e culture diverse. I generi ai quali mi ispiro sono soprattutto Hip hop, Soul, Jazz, Funk e cantautorato italiano.

Nella tua canzone, citi anche Daniele Silvestri con cui hai anche collaborato. Oltre a Elio, hai avuto l’occasione di sentire anche lui?

Lui è sempre incasinato, spunta quando meno te lo aspetti! Ieri, ho beccato all’Ariston, un caro amico di Daniele, il suo fido sound engineer, e ho pensato che due paroline di Daniele fanno sempre bene. A proposito di calma e pacatezza, Daniele è uno degli artisti italiani che incarna questa calma più di tutti, non l’ho mai visto perdere il controllo anzi, l’ho sempre visto mega-pacato ma, nonostante tutto, sempre una spada.

Che rapporto si è instaurato tra voi Nuove Proposte nel corso di questi mesi?

Siamo diventati amici. Durante AmaSanremo, avevamo questo gruppo Whatsapp chiamato “Tutti Tamponati”, dove abbiamo riso tantissimo, ci siamo scambiati tante cose. Io ho scritto tante cazzate, mi hanno soprannominato il cazzaro del gruppo e, in effetti, è vero, ho scritto un po’ di cazzate su quel gruppo! Si è creato proprio un bel rapporto, sono tutti artisti meravigliosi, delle persone umilissime e proprio piacevoli con cui avere a che fare.

I Campioni, quest’anno, presenteranno anche una cover. Se avessi potuto scegliere una cover, quale avresti scelto?

L’ho pubblicata su Instagram, Se stasera sono qui di Luigi Tenco. Tenco è il mio spirito guida, c’è bisogno di sentirsi dire “ti voglio bene”. È una canzone scritta col fiocco, una di quelle canzoni perfette, mi piace tantissimo cantarla e mi sarebbe piaciuto molto cantarla su quel palco e, invece, l’ha fatta Fiorello ieri sera e quando l’ha fatta, ho detto: “Ma come! Volevo farla io!”.

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