Cena di classe, Pinguini Tattici Nucleari: ascolta la canzone, leggi significato e testo

Pinguini Tattici Nucleari, Cena di classe: testo e significato della canzone, ascolta il brano tratto dall’album “Fake news”

Cena di classe è una canzone dei Pinguini Tattici Nucleari tratta dall’album “Fake news“, uscito il 2 dicembre 2022. Qui sotto potete leggere testo e significato e ascoltare il brano, ultima traccia del disco.

Cena di classe, Ascolta la canzone, leggi significato

La deliziosa “Cena di classe” raccontata dai Pinguini Tattici Nucleari racconta della maturità di una classe, anno 2000, che promette di rivedersi dopo essersi salutati con un “Non perdiamoci mica di vista”. Ma ogni anno, le persone che si presentano sono sempre meno e ognuno di loro viene descritto negli anni che passano, tra ansie, immaturità, lotte con l’età e con le proprie insicurezze. Un quadro nostalgico e delicato del tempo che passa e dei legami che si perdono o modificano.

Potete ascoltare il brano a seguire (o cliccando qui).

Pinguini Tattici Nucleari, Cena di classe, Testo canzone

Le promesse che fai a diciott’anni durano un giorno o una vita intera
E per quanto sia strano un “Per sempre”
Si può consumare in un sabato sera
La 5 D del 2000 brindò alla maturità su una spiaggia ad Ibiza
Promettendosi l’uno con l’altro: “Non perdiamoci mica di vista”

È da allora che Bonelli chiama una volta all’anno la Perla di Mare
Prenota per venti, si presentano in dieci
E lui finge sempre di non restarci male
Arriva per primo ed ancora profuma di ansia e di immaturità
Quella che la prof di religione scambiava per ribellione
Quella di scienzе per fragilità

Alex ha smesso con la poеsia ed ha abbandonato la scapigliatura
E si è convinto che usando il Minoxidil potrà arginare la sua stempiatura
E fuma in faccia a Michael, il matto che studiava poco secondo papà
Che avrebbe voluto un figlio notaio ed ha ottenuto un figlio NoTAV

E Laura guarda Marco atteggiarsi a sommelier solo per farsi notare
Perché la cena di classe scompare, diventa una cena di classe sociale
Eppure un tempo eran predestinati, si parlava di avere bambini
Pure i nomi sembravan perfetti come in quel pezzo della Pausini

Qualcuno poi nomina la prof. Bianco, le ore di fisica a parlar di universo
Per dimostrarci che il tempo è sia fluido che relativo, un po’ come il sesso
Per far capire le stelle agli scemi servono like da poter bruciare
Ma Bianco ora è cenere che sporca i divani di chi ancora usa la parola “normale”

Nanè ha inghiottito cinque lividi
E si specchia dentro una margherita
Con il trucco si è coperta l’occhio nero
E si strofina la fede tra le dita
Mentre Romeo ubriaco fradicio tenta
Di recitare a memoria il “5 maggio”
Lei lo sorregge ed alza gli occhi al cielo
E prega Dio di farle avere coraggio
Di farle avere coraggio

Fra croste di pizza e calici vuoti
Sulla scia di una promessa vigliacca
Dieci anime perse s’ingarbugliano tra loro
Come cuffie nella tasca di una giacca
Nell’istante in cui entrano alla Perla di Mare
Sanno già che lo rimpiangeranno (Marco)
Mentre paga, Bonelli sorseggia l’amaro
E dice al barista: “Ci si vede tra un anno”