Amsterdam, riaperto lo Ziggo Dome per esaminare i rischi di contagio da Covid-19: quando in Italia?

Lo Ziggo Dome di Amsterdam è stato riaperto per un giorno: tampone negativo, aree diverse dove ballare, per uno studio sul contagio da Covid

Mentre in Italia si grida ancora al lockdown e le attività chiedono sostentamenti e confidano di poter riaprire, sabato scorso, ad Amsterdam, lo Ziggo Dome è stato al centro di un esperimento vero e proprio. Si tratta di un’arena, riaperta per l’occasione, con la possibilità di accedervi data 1.300 persone, per quattro ore di tempo. Presenti, un set dei DJ olandesi Sam Feldt, Lady Bee e Sunnery James e Ryan Marciano.

Si tratta, come anticipato, di un esame dei rischi associati al riportare le persone al ballo, legato al tema della pandemia da Covid-19. Tutto è stato calcolato nei minimi dettagli: i partecipanti sono stati tracciati in tutti i loro movimenti e contatti attraverso un tag, proprio con lo scopo di esaminare come gli eventi possano essere riaperti al pubblico in sicurezza. Le persone presenti erano state suddivise in alcune “bolle” da 250 persone, più una da 50, ognuna delle quali doveva rispettare regole diverse.

Regola fondamentale per poter partecipare era presentare un tampone negativo nelle 48 ore precedenti all’evento.

Ecco la suddivisione con queste “bolle di area” ben precise.

Bolla 1: Alle persone veniva detto di indossare sempre una mascherina. Potevano decidere da soli dove stare, ma dovevano assicurarsi che non ci fossero più di tre persone in un metro quadrato di spazio.
Bolla 2: Le persone indossavano sempre una mascherina e gli veniva detto di mantenere una distanza di 1,5 metri.
Bolla 3 Le persone indossavano una mascherina per la bocca solo quando erano in movimento e dovevano stare in piedi in punti indicati.
Bolla 4: Le persone indossavano maschere tutto il tempo. C’erano posti disponibili.
Bolla 5: Le persone utilizzavano la mascherina solo quando erano in movimento. C’erano aree in piedi e con posti a sedere. I partecipanti sono stati messi nel loro posto dagli organizzatori con due sedie che distanziavano le persone.
Bolla 6: Nessuna mascherina. Le persone potevano stare in piedi o sedersi dove e quando volevano.

Tutto è stato monitorato e analizzato scupolosamente. I consiglieri governativi utilizzeranno i dati raccolti sul comportamento registrato per aiutare a prendere decisioni sull’eventuale allentamento delle restrizioni alla vita notturna nei prossimi mesi.

Tim Boersma, di Fieldlab, l’organizzazione che si occupa della ricerca per conto del governo, ha dichiarato:

“Speriamo che questo possa portare a una riapertura su misura delle sedi. Le misure sono ora generiche, consentendo ad esempio un massimo di 100 ospiti in ogni caso se le infezioni da coronavirus scendono a un certo livello. Speriamo in misure più specifiche, per consentire allo Ziggo Dome di aprirsi a metà della sua capacità “

Lo Ziggo Dome ha una capacità normale tale da ospitare 17.000 persone. Sono stati venduti 1.350 biglietti da € 15 (£ 13), esauriti in 20 minuti.

Come anticipato, le persone presenti hanno dovuto portare la prova di un test negativo per il coronavirus 48 ore prima dell’evento. E, a coloro che erano presenti è stato chiesto di fare un altro test cinque giorni dopo.

È passato più di un anno da quando nei Paesi Bassi sono stati vietati raduni con oltre 100 persone. Tutti i bar e i ristoranti del paese sono chiusi da metà ottobre e nelle ultime sei settimane è entrato in vigore un coprifuoco nazionale dalle 21:00 alle 4:30.

L’evento allo Ziggo Dome si è svolto dalle 15:00 alle 19:00 per essere conforme alle regole vigenti.

Uno studio che ha lo scopo di capire come ridare fiato e vita a settore colpiti dalla pandemia, che non riaprono da quasi un anno e che rischiano seriamente di non sopravvivere.

Chiudere è sicuramente “più semplice”, comodo, meno rischioso. Ma, con tutte le sicurezze del caso, prossimamente, avverrà mai uno studio del genere anche nel nostro Paese?