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So 00’s albums: Coldplay – Parachutes

La scorsa settimana eravamo stati travolti da una botta di energia targata At The Drive-In, questa settimana torniamo su territori più tranquilli e malinconici con il gruppo che senza troppi giri di parole può essere considerato il gruppo simbolo di questa decade: i Coldplay.Lo facciamo con Parachutes, l’album che oltre ad essere probabilmente il loro

pubblicato 12 Maggio 2009 aggiornato 31 Agosto 2020 09:23

La scorsa settimana eravamo stati travolti da una botta di energia targata At The Drive-In, questa settimana torniamo su territori più tranquilli e malinconici con il gruppo che senza troppi giri di parole può essere considerato il gruppo simbolo di questa decade: i Coldplay.

Lo facciamo con Parachutes, l’album che oltre ad essere probabilmente il loro album complessivamente migliore, è anche l’album che li ha fatti conoscere in tutto il mondo dopo quattro EP tanto validi quanto rari.

All’epoca i paragoni più frequenti erano ancora con i Radiohead pre-Kid A o Jeff Buckley (vedi “Shiver”) e il brit pop non era ancora un ricordo lontano come oggi. A “Parachutes” va anche il merito di aver portato al successo, per un breve periodo, un intero movimento (in parte già esistente…vedi Travis), etichettabile “pop rock malinconico”, che aveva tra le fila nomi come Doves, Grandaddy, Starsailor, Embrace, Keane, Snow Patrol e Athlete.

Dopo “Parachutes”, i Coldplay hanno prima raggiunto la definitiva consacrazione con l’ottimo “A Rush of Blood to the Head”, il loro best-seller, poi hanno dato alla luce “X&Y”, l’album più discusso e probabilmente meno riuscito della loro carriera e successivamente sono tornati ad ottimi livelli con “Viva la Vida or Death and All His Friends”, chiudendo il decennio da protagonisti assoluti.

Yellow

Trouble

Shiver

Don’t Panic

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