Marco Mengoni, Sai Che: un’intensa e potente ballad sull’amore che resta [recensione]

Sai che di Marco Mengoni: recensione del nuovo singolo.

E’ uscito il nuovo singolo di Marco Mengoni, Sai Che, primo estratto dal suo nuovo album, Marco Mengoni Live, disponibile dal 25 novembre 2016. Nei giorni scorsi vi avevamo annunciato l’arrivo del brano che vede la collaborazione con Fortunato Zampaglione, già autore con Mengoni di Guerriero e Ti ho voluto bene veramente, insieme a Michele Canova Iorfida. La canzone era stata descritta come:

una ballad potente e intensa. Come è nel suo stile, anche in questo caso, Mengoni ha permesso che l’arrangiamento e i suoni del brano andassero a sostenere il peso ed il significato di ogni frase e quindi del senso del testo, che racconta i giorni che passano in attesa di un ritorno. È forte l’ascesa della ritmica, che sottolinea l’incalzare del tempo in un loop che ricorda il suono delle lancette dell’orologio, arrivano prepotenti le tracce di chitarra e dei bassi che si sovrappongono per creare una rete che porta all’esplosione dell’ultimo inciso, come una liberazione.

E, dopo i primi ascolti, le potenzialità e gli ingredienti per un altro successo, ci sono tutti. Il brano è intriso di malinconia, la voce di Marco prende quota sempre più con il passare dei secondi, nel descrivere tutte quelle sensazioni che, tutti noi, abbiamo provato (o vorremmo riprovare).

Fin dalle prime parole, il cantante si abbandona ai ricordi quello che era e di quello che appare, invece, oggi. Un amore finito che si basava solamente sulle piccole cose, sulle emozioni, sul presente. Ed è proprio quello stesso presente ora sembra così lontano ed è pervaso dalla nostalgia e dal rimpianto. E’ il potere delle piccole cose (“Senza fare i giganti, E giurarsi per sempre”), del momento appagante, dei contrasti che non stonavano (“Dove pioveva col sole”) ma, invece, caratterizzavano quel sentimento.

Il dimenticare, come in tutte le storie che ancora fanno male e feriscono, sarebbe la scelta più facile, più scontata e necessaria. Ma… c’è un ma… “Ma di colpo c’è il mio volerti bene, che è ancora più grande di me”). Il sentimento irrazionale che sovrasta la razionalità, che si nutre dei ricordi e che provoca dolore. C’è il sentirsi soli, il ritrovarsi quasi abbandonati, in balia di un tempo che, terminato l’amore, scorre inesorabilmente lento (“E trovarsi da soli col poco che resta, Rifugiarsi in un luogo lontano dal mondo, Dove sembra infinito anche un solo secondo”). Perché, il “problema”, è proprio quell’amore che resta (dentro).

Sai che sarà sicuramente uno dei brani che ci accompagneranno in questi mesi autunnali e invernali. In molti si riconosceranno nelle parole interpretate da Marco Mengoni, ancora una volta sicuro re (matto) dei piani alti delle classifiche.

Marco, Sai che… hai fatto centro con questo nuovo singolo?

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