Elisa, On: "Non importa il passato, quando fai una cosa nuova devi ricominciare da zero"

L'artista ha presentato il suo ultimo lavoro di inediti, "On", alla stampa italiana

E' sempre piacevole incontrare un'artista (sinceramente) soddisfatta del proprio lavoro: in questo caso si tratta di Elisa, che ha presentato da poco alla stampa il suo nuovo album "ON".

Ovvero, il disco del suo attesissimo - per lo meno, da me che scrivo sicuramente sì - ritorno all'inglese:

"Non c'è stato un momento in cui l'ho deciso. Il mio sogno è sempre stato quello, non è mai cambiato. Non è cambiato niente negli anni, il mio approccio è sempre uguale: non importa quello che hai fatto in passato, quando devi fare una cosa nuova devi ricominciare da zero. Devi dimostrare delle cose a te stessa, e anche agli altri, non in maniera agguerrita ma in modo sano. Rappresenta anche una fonte di stimolo"

Elisa ci spiega che non le è mai bastato quello che ha fatto, e tutto deve avere senso:

"Ogni volta devi dimostrare che ha senso quello che stai facendo. Ha senso il nuovo disco che stai facendo, la nuova canzone che stai cantando. E la prima persona per cui deve avere senso sei tu. Per me era importante che ci fossero degli aspetti vitali nel disco: ogni volta hai degli obiettivi diversi, anche delle fisse diverse, cose che in quel momento vuoi fare, obiettivi che ti poni. Stavolta per me l'obiettivo era fare qualcosa che avesse una tensione positiva, una grande tensione, una grande energia. Avevo bisogno io per prima di questo tipo di musica, con grande dinamica. E' un disco molto fisico, l'ho fatto non pensando più di tanto, anche ballandoci sopra"

Bisogna sempre avere il coraggio di sperimentare, senza rimanere ancorati a stilemi di sicuro successo:

"Tutto cambia, tutto si evolve, tutti ci stanchiamo delle cose...è giusto, è normale, fa parte dell'evoluzione altrimenti non si potrebbe andare avanti. Mi piace di più aspirare a contribuire ad un passo in avanti"

Sulla copertina di "On" , disco anticipato in radio dal singolo "No Hero", campeggia un tenerissimo e pucciosissimo gattino. Ecco perchè:

"Il gattino e il titolo 'On' fanno parte di questa scelta molto pop, fanno parte della ricerca dell'innovazione. Non essendo un album intimista, introspettivo e autobiografico, volevo cambiare un po' anche il codice visivo del disco e ho chiesto aiuto al mio art director, la persona che mi ha proposto il gattino, per uscire dall'immaginario 'Elisa'. Perchè io avrei fatto completamente un'altra cosa, però mi rendevo conto che avrei fatto - tra virgolette - sempre quello: se non mettevo un fiore, una foglia, il mare...i miei elementi erano quello, perchè mi basavo sul mio gusto personale, sulla mia esperienza di vita. Era un'atteggiamento molto indie, intimista e introspettivo, e questo album non ha niente di indie, niente di intimista e niente di introspettivo. E' pop, estroverso, e aveva bisogno di un'immagine che rappresentasse l'immediatezza"

Inevitabile parlare della sua esperienza ad Amici, non tanto analizzando il programma in sè quanto il rapporto con i ragazzi che hanno partecipato e l'approccio artistico:

"Sicuramente mi ha fatto confrontare: per aiutare i ragazzi dovevo essere aggiornata sul panorama musicale ad esempio, le tendenze, i sound. Mi sono informata costantemente e questa cosa mi ha fatto ascoltare con orecchie diverse. Ha creato un altro tipo di analisi, un punto di vista diverso per raggiungere un'obiettività. Cercavo un punto di vista un po' più obiettivo, più oggettivo. Questo modo di fare poi me lo sono portata dietro anche nel mio progetto, è stata una cosa che mi ha dato tanto. Grazie a Stash ho conosciuto anche altri generi musicali, come il trap. La strada di Luca invece era il new folk. L'italiano ha cambiato veste, c'è una scrittura più contaminata. C'è un ricambio molto evidente che fino a pochi anni fa non era così netto. Credo sia cambiata anche la definizione di nazionalpopolare"
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