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Caparezza, Museica: viaggio nei quadri che hanno ispirato il disco

Soundsblog vi mostra tutte le opere d’arte da cui il cantante ha tratto spunto per Museica, e ve le presenta con le parole di Caparezza stesso.

pubblicato 18 Aprile 2014 aggiornato 15 Ottobre 2020 16:32

Come ormai sapranno tutti, ogni brano di Museica “prende spunto da un’opera pittorica che diventa pretesto per sviluppare un concetto”.
Sono parole di Caparezza, confermate dalla mostra-museo che ha messo in piedi prima della conferenza stampa di presentazione del disco (se non avete ancora letto l’intervista, potete farlo cliccando sul link).

Purtroppo all’interno del booklet del cd o del disco (in uscita il 22 Aprile) queste opere, per vari motivi, non sono state stampate. Ci sono i testi delle canzoni ma manca l’apporto visivo, suggerito all’ascoltatore tramite il titolo del dipinto e il nome dell’autore.

Soundsblog ha quindi compilato una “visita museale” ai dipinti, districandosi fra diritti d’immagine fra Wikipedia, Copyleft e Getty Images, e ha trascritto anche le preziose introduzioni di Caparezza ad ogni brano.
Ecco quindi un track-by-track multimediale, per prepararvi all’ascolto del disco e per godervelo più a fondo una volta che lo avrete fra le mani.

Come dice Caparezza, “non esiste dunque una traccia che possa rappresentare l’intero disco perché non esiste un quadro che possa rappresentare l’intera galleria.
In pratica questo album, più che ascoltato, va visitato”
– buona fruizione della galleria, quindi. Il primo e l’ultimo brano non hanno dipinti, fungono da porta di ingresso e uscita del museo. Per il resto, lustratevi gli occhi sui diversi stili di Arte.

Ricordiamo solo che la copertina di Museica è un’opera nuova e originale, creata da Domenico Dell’Osso dopo profonde consultazioni con la psiche di Caparezza. Per approfondire questa opera d’arte finale, cliccate sul link e studiate su Artsblog…

CANZONE ALL’ENTRATA
“E’ la canzone con la quale intrattengo la fila che attende l’apertura del museo.”

AVRAI RAGIONE TU (RITRATTO)
Dmitry Vrubel – My God, help me to survive this deadly love
Berlin, East Side Gallery

“Chiedo scusa a tutti i destinatari delle mie invettive (di fatto ritratto le mie posizioni) ma solo perché me lo ordina il plotone di bolscevichi che alberga nella mia testa.
Questa è follia, oppure è il bacio tra Leonid Breznev ed Erich Honecker dipinto da Dmitri Vrubel sul muro di Berlino.”

Dove trovarlo: Muro di Berlino, East Side Gallery, East Berlin, Germania

MICA VAN GOGH
Van Gogh – Natura morta con bibbia
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“Tra le prostitute e la marjuana ho scelto Van Gogh. Grazie Amsterdam.
L’essermi appassionato alle opere e agli scritti di questo genio mi ha portato a tracciare un parallelo tra la sua vita tormentata e quella di una persona qualunque, oggi. Ho scoperto così che l’assassino non era il maggiordomo.”

Dove trovarlo: Van Gogh Museum, Amsterdam

NON ME LO POSSO PERMETTERE
Francis Bacon – Three studies of Lucian Freud
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“E’ un brano ispirato ai “Tre studi di Lucian Freud”, un trittico del pittore irlandese Francis Bacon.
Si tratta di una delle opere più costose della storia (accaparrata in un’asta con un’offerta di oltre 140 milioni di dollari) che mi ha offerto lo spunto per sviscerare la frase più pronunciata di questi ultimi anni (a gratis).”

Dove trovarlo: a casa del tizio (anonimo) che ha speso 142.4 milioni di dollari per comprarselo, nel 2013.

FIGLI D’ARTE
Francisco Goya – Saturno che divora i suoi figli
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“In genere sono invidiati, raccomandati e contesi. Io li ho nobilitati raccontando la spietata parte oscura dei loro celebri genitori. Il dipinto di Francisco Goya ha un titolo eloquente: “Saturno che divora i suoi figli”.”

Dove trovarlo: Museo del Prado, Madrid

COMUNQUE DADA
Marcel Duchamp – L.H.O.O.Q.
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“Nel 1916 mentre la guerra mandava al macello migliaia di soldati, un pugno di artisti ( felicemente disertori ) si ritrovava al Cabaret Voltaire di Zurigo e mandava al macello l’arte. E la “Gioconda” rinacque con i baffi di Duchamp.”

Dove trovarlo: in una collezione privata a New York. Insomma, non lo vedrete mai dal vivo.

GIOTTO BEAT
Giotto – Coretti
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“Non siamo più nei sixties, questa nazione non offre più alcuna prospettiva. Il minimo era invocare Giotto, che della prospettiva ha fatto il suo punto di forza. I suoi “Coretti”, non potevano che ricordarmi gli “ye-ye”  anni ’60 e il boom economico.”

Dove trovarlo: Cappella degli Scrovegni, Padova

COVER
Andy Warhol – Banana
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“Tanti sono gli artisti che hanno permesso alle loro opere di diventare copertine di dischi. La banana di Warhol sull’album dei Velvet Underground è stata il big bang di questo mio viaggio lisergico attraverso le cover più celebri di tutti i tempi.”

Dove trovarlo: sulla copertina del disco dei Velvet Underground.

CHINA TOWN
Kazimir Malevich – Quadrato nero
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“Potrei definirla come la mia prima ballad. E’ una canzone d’amore per l’inchiostro e per la scrittura. Se ne sta lì, nero su bianco, come il quadrato di Malevich.”

Dove trovarlo: Museo di Stato Russo di San Pietroburgo

CANZONE A META’
Robert William Buss – Il sogno di Dickens
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“Le persone che avranno il privilegio della riflessione sul punto di morte, ripenseranno alla vita terrena come ad un’opera incompiuta, imperfetta, colma di errori, di scelte opinabili e di cose che si potevano fare meglio.
Il mio è un elogio dell’incompiutezza e trae ispirazione da tutte le opere lasciate a metà, come il “Sogno di Dickens” di William Buss.”

Dove trovarlo: Charles Dickens Museum, Londra

TESTE DI MODI’
Elmyr de Hory – Ritratto di Jeanne Hébuterne
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“La storia di 3 ragazzi che scolpiscono un falso Modigliani, scambiato per autentico dalla critica mondiale dovrebbe essere materia di studio al liceo.
E’ accaduto a Livorno nel 1984 e nel mio disco trent’anni dopo.
Il quadro di ispirazione è di un celebre falsario: Elmyr de Hory.”

Dove trovarlo: potete casomai provare a farlo anche voi, un falso Modigliani…

ARGENTI VIVE
Gustave Doré – Virgil pushes Filippo Argenti back into the River Styx
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“Tutti prima o poi ci siamo imbattuti in una illustrazione di Gustave Dorè.
Quelle nella Divina Commedia, per esempio, sono le sue ma molti lo ignorano
così come ignorano che il vigoroso culturista da lui dipinto nel fiume Stige ( Inferno, canto VIII ) sia Filippo Argenti, vicino di casa di Dante.
Il sommo poeta distrugge il dirimpettaio con un dissing violentissimo. Ora il microfono passa ad Argenti..”

COMPRO HORROR
Lucio Fontana – Concetto spaziale, attesa
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“Le tele squartate di Fontana diventano il pretesto per raccontare l’attenzione morbosa di chiunque verso i fatti di cronaca nera.
Il Compro Horror valuta la tua salma e la paga più di tutti.”

KITARO
Shigeru Mizuki – Hiratsuka
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“Questo brano è prima di tutto una cover. E’ la sigla rivisitata di “Ge ge ge no Kitaro”, un cartone animato molto popolare in Giappone e pressoché ignoto in Italia.
Essendo del ’73 non potevo snobbare il disegno animato nipponico ed ho scelto di omaggiarlo attraverso l’opera di Shigeru Mizuki.”

TROPPO POLITICO
Giuseppe Pellizza da Volpedo – Il quarto stato
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“E’ quello che pensano io sia. I miei detrattori, intendo.
Non so se prenderla come offesa o complimento, nel frattempo ci scherzo su.
Quadro di riferimento: “Il quarto stato” di Giuseppe Pellizza da Volpedo.”

Dove trovarlo: Museo del Novecento, Milano

SFOGATI
Antonio Ligabue – Testa di tigre
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“”Questo lo so fare pure io” – oppure – “Io lo so fare meglio”.
La critica improvvisata ed ostentata è il vero bersaglio di questo pezzo.
Introdotto da Vasco ed ispirato ad un Ligabue ( Antonio) questo brano è una ricerca della pace (dei sensi).”

FAI DA TELA
Frida Kahlo – The little deer
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“Il mio brano preferito, quello in cui sono più a nudo, come una una tela bianca.
Nonostante tutti gli sforzi per essere noi stessi, siamo e saremo sempre quello che gli altri vogliono: un facile bersaglio. Hai presente il cervo con il volto di Frida Kahlo?”

Dove trovarlo: Collection of Carolyn Farb Houston, Texas

E’ TARDI
Salvador Dalì – La persistenza della memoria
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“Il museo chiude e con lui speranze, possibilità e progetti futuri. Per fortuna Dalì mi insegna che il tempo è relativo, soprattutto se scandito da orologi dilatati, metafisici. Forse è tardi ma non mi fermerò.”

Dove trovarlo: The Museum of Modern Art di New York, New York

CANZONE ALL’USCITA
“Ecco il pezzo col quale intrattengo i visitatori sulla via del ritorno.
Una sorta di riassunto di ciò che hanno visto per inoculare loro la voglia di ritornare in galleria e ricominciare il viaggio.”

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