Steel Panther, Soundsblog ha visto il nuovo videoclip in anteprima

Gloryh*le sarà diffuso quasi sicuramente in versione censurata – noi lo abbiamo visto in versione integrale, e cerchiamo di descriverlo.

Signori e soprattutto Signore, siamo qui per parlarvi, oggi, del nuovo videoclip degli Steel Panther, l’ironica band glam-rock che arriva ‘sessualmente carica’ da Los Angeles.
Sì, ve ne parleremo e ve lo racconteremo, anzichè mostrarvelo, per due motivi principali: innanzi tutto il video è ancora “inedito”, hanno potuto vederlo solo i sostenitori della campagna di fundrising legata a All You Can Eat, il disco in uscita l’1 Aprile.
Fra questi sostenitori c’è anche un Italiano, lo chiameremo L.B. per mantenere la privacy, e ci ha permesso di dare un’occhiata al video.
E poi c’è il secondo motivo per cui non possiamo parlare del video di Gloryhole: fondamentalmente, con tutta l’ironia e il divertimento immaginabili, è un video un attimino pornografico. Non che la cosa ci scandalizzi, anzi apprezziamo l’ironia e il divertimento – solo che difficilmente il video (eufemisticamente definito dalla band “NSFW”, ovvero “not suitable for work”, per indicare di non guardarlo in ufficio con gente che potrebbe vederlo per sbaglio) potrà essere messo su YouTube senza censure.

Perchè, sì, stiamo parlando di un video divertente che parla in maniera ironica del Gloryhole.
Per citare wikipedia:

Con l’espressione glory hole (il foro della gloria) ci si riferisce a un buco praticato in una parete o in un qualsiasi divisorio, a es. in bagni pubblici maschili o in altri luoghi particolari, attraverso il quale è possibile svolgere determinate attività sessuali od osservare altri impegnati in esse, mantenendo tuttavia l’anonimato.

Se questa espressione generica e da manuale vi scandalizza, non andate oltre con questo articolo: non infilate lingua, il mouse o altre parti del corpo dopo questa foto di Michael Starr che ci spia dal buco della gloria…

Accontentatevi di ascoltare la canzone suonata dal vivo a Milano, nel video qui sopra. E chiedetevi come abbiano fatto a scampare alla censura già con il video precedente, Party Like Tomorrow Is The End Of The World

Noi vi abbiamo avvisato… non andate oltre se siete deboli di cuore. Non entrate in questo gabinetto, soprattutto se siete minorenni!

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“C’è un posto in Francia dove le ragazze ballano nude. C’è un buco nella parete e puoi infilarci…”
Non andiamo oltre con la traduzione della prima frase del brano, cantata con grinta e passione da Michael. Il succo (succo, eheh) è che un gloryhole è sempre bello perchè non sai chi c’è dall’altra parte, e soprattutto perchè no one judges you in a gloryhole. E’ questa la commovente morale della canzone, e allora tutti via a infilare qualsiasi cosa in qualsiasi buco nella parete del gabinetto.

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Come mostra il video, potreste trovarci Stix Zadinia che con una mano suona la batteria e con l’altra vi soddisfa, potreste trovarci un bellissimo trans thailandese, un nano, un pagliaccio, una ragazza bella di dietro e orribile davanti.
Avanti, nessuno vi giudica in un gloryhole. Nemmeno nell’attacco quadri-partisan alla chiesa, visto che nel gabinetto ci passano esponenti religiosi di qualsiasi tipo.

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Fin qui tutto bene.

Poi, dopo una pausa nel brano, si sbrocca veramente. Petti nudi femminili a go-go, baci saffici, e soprattutto litri, ettolitri di fluidi bianchi di dubbia provenienza, utilizzati per brindare, per farcire le torte, per farci la doccia, finchè il liquido è troppo e minaccia la band. Di tutto questo non possiamo fare screenshot, dovrete usare la vostra immaginazione per quel che è appena stato descritto.

A pagarne il prezzo maggiore, mentre Satchel se la spassa, è proprio il cantante, che cerca un po’ di carta igienica pulita, un fazzolettino, qualcosa… e si trova sempre più ricoperto da roba che non sembra proprio igienica.

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E Lexxi? Lexxi guarda, guarda, guarda…

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Una delle scene finali sembra aprire la strada ad un’altra canzone del disco, la ballad “Bukkake Tears” (come facciamo a sapere che è una ballad? Abbiamo ascoltato anche quella, in anteprima… ballad struggente, non c’è nemmeno il bisogno di dirlo).

L’ultimissima scena, comunque, vede una lingua che scrive ‘steel panther’ leccando via un sospetto liquido bianco, per poi apporre sullo schermo un “doppio timbro”, potremmo dire.

Ora: come farà il mondo a vedere questo capolavoro, inteso come l’ha ideato l’artista e senza censure?
Personalmente, sceglierei la via che intrapresero i Rammstein nel 2009, quando pubblicarono il video integrale di Pussy su un sito porno. Mossa anti-commerciale e al contempo geniale, visto che tutti parlarono di loro in ogni caso.
Ecco, di Gloryhole stiamo già parlando, prima ancora che il mondo lo possa vedere ufficialmente.

Missione compiuta, Steel Panther, stasera il giro al gloryhole lo pago io…

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