Laura Pausini: “Inedito”, la recensione

Laura Pausini: la recensione di “Inedito”, leggila su Soundsblog


(N.b. La recensione è doppia e le parti che giudicano i brani e vedete in corsivo è la recensione fatta da Alberto Graziola)

Potremmo chiamare questa giornata come il “Laura Pausini Day”. La vedremo in ogni dove (web, radio, tv, blog, giornali e così via) pronta a promuovere il suo nuovo album “Inedito”. La domanda che sorge spontanea è proprio quella che fa il verso al titolo del progetto: questa volta il nostro fiore all’occhiello (perchè va sempre ribadito che porta in alto il nome della musica italiana all’estero) si presenterà in una versione “inedita” o batterà le stesse strade nonostante siano state più volte percorse? Andiamo dopo il salto per scoprirlo.

Laura Pausini doveva cambiare dopo questa pausa di due anni? Personalmente, non trovo che un cantante debba obbligatoriamente modificare genere o personalità solo perchè è maturato nel corso del tempo. Si può sempre esprimere il tutto con una musica che, col passare degli anni, è diventato un secondo vestito. Prendiamo ad esempio Adele: se tornasse fra due anni, la vorreste diversa da come è oggi, musicalmente parlando? Non è forse quel suo essere malinconico, sofferente a renderla tanto amata? E perchè non può valere la stessa cosa con Laura Pausini? Non sono mai andato ad un suo concerto, apprezzo molte sue canzoni del passato, alcune hanno anche fatto “colonna sonora” a certi momenti della mia vita. E voglio che non tradisca il suo modo di essere solo per lo scopo di sperimentare, di essere alla moda coi tempi. Forse è proprio questa sua coerenza una garanzia di successo ed un’onestà che la fa apprezzare costantemente.

01. Benvenuto. Il primo singolo di questa nuova era. Ennesimo capitolo di una carriera artistica che ha sempre viaggiato sui soliti binari che nemmeno questa volta vengono, ahimè, dirottati. Alcuni elementi, soprattutto alla partenza (un po’ di stile alla Coldplay), sono nuovi per Laura ma purtroppo non vengono sfruttati per bene e cedono subito il passo al suo solito mood musicale. Voto: 5

Primo singolo dell’era Inedito, ha diviso i fan e il pubblico. Chi lo trova rassicurante e orecchiabile perchè “Pausini Style” e chi, invece, preferiva decisamente qualcosa di nuovo e con un messaggio meno ‘piacione’. Ti resta in mente dopo nemmeno un paio di ascolti e, alla fine, un po’ di confortante buonismo che male fa? Voto 6 e 1/2

02. Non ho mai smesso. Il flauto di Pan iniziale fa ben sperare per qualcosa d’atmosfera ed invece nel momento in cui parte la solita cosa trita e ritrita ci si rende conto che l’andazzo per l’album sarà sempre il solito. Gli arrangiamenti, così come il testo, sono ben strutturati…qui non si ha nulla da ridire. Ciò che fa storcere il naso è la monotonia ed il non coraggio. Voto: 5

Secondo singolo già in radio (con presentazione/flash mob ieri a Milano in Piazza Duomo) è una classica ballata di Laura Pausini. Si parla di amore, di due persone che sono lontane l’una dall’altra. Nonostante la distanza, chi canta non ha mai smesso di amare l’altra persona. Efficace. Chi non ha provato queste sensazioni almeno una volta nella propria vita? Voto: 8

03. Bastava. Un’altra introduzione che lascia delle belle sensazioni allo start, le stesse che poi cadono nell’istante in cui le chitarre prendono il sopravvento. Voto: 4

Anche questo sarà un singolo, confermato dalla stessa Laura alla conferenza stampa. Una relazione naufragata e una riflessione su quello che poteva essere cambiato. Perchè a volte ‘bastava’ solamente superare e andare oltre certe piccole cose. E si arriva a farsi del male, a rovinare tutto. Tema d’amore ma non una classica ballad perchè maturata dalla consapevolezza di chi ha chiaro il passato e gli errori. Voto: 7+

04. Le cose che non mi aspetto. Anche io non mi aspetto nulla di nuovo dalla cantante. Infatti anche in questo caso si rimarca sulla stessa linea artistica su cui più volte si è premuto. Non ci siamo! Voto:4

Il quarto pezzo dell’album non mi convince del tutto. Gradevole, ma forse troppo semplice e meno ad effetto dei brani precedentemente ascoltati. La voce comunque salva il tutto e rende la canzone un compito ben svolto. Non da bocciare ma nemmeno promosso al primo ascolto. Voto: 6

05. Troppo tempo. Il pianoforte da quel pizzico di soul ad una canzone che, grazie al suo contributo, parte nel migliore dei modi. A questo aggiungiamo che le parole, ed il modo diverso in cui vengono cantate, ci mostrano una Laura nuova, una Laura più grave, più graffiata che può permettersi allo stesso tempo di volare nei falsetti. Il tutto con un tappeto armonico scalda-emozione che trova il punto di massimo splendore nei cambi di accordi del ritornello il quale finisce con un bell’assolo di violini. Voto: 7

La voce grave che introduce la canzone sorprende. Non la si sente spesso dalla Pausini. E’ un brano scritto da Ivano Fossati che partecipa anche in alcune parti. Un brano di classe, con testo azzeccato, l’interpretazione, la chitarra e la voce di Fossati che conquista. Una collaborazione interessante che non delude. Voto: 7 e 1/2

06. Mi tengo. Una melodia gradevole che non viene sostenuta dalle giuste atmosfere musicali. La sessione d’archi fa sempre la sua bella figura ma non si può far reggere un intero disco dai soliti elementi. Voto:6 meno

Meglio lasciarsi soffocare dalla rabbia o tenersi i bei ricordi di qualcosa che è finito male? Laura opta per la seconda scelta. Non c’è spazio per l’autocommiserazione, la malinconia o il dolore. C’è la maturità di chi ha fatto pace con se stesso e con il destino. Voto: 6+

07. Ognuno ha la sua matita. Forse il primo brano che a mio parere meriterebbe di diventare singolo. Anche in questo caso melodia e cambi armonici sono i fattori che si fanno preferire. Per il resto la struttura è la stessa. Ritornello e bridge risultano essere molto d’impatto e potrebbero fare bene in radio. Voto:7

Probabilmente uno di quei brani col passare delle volte che lo ascolti. Musica incalzante, giochi di voce (“Non ci sono istruzioni per l’uso della vita, ognuno ha la sua matita) per uno dei brani più “rock” dell’intero album (come la stessa Laura ha commentato). L’altro è quello successivo. Voto: 6/7

08. Inedito. Finalmente si cambia rotta. C’è una vena rock che non dispiace affatto. E nel momento in cui sopraggiunge la Nannini si capisce il perchè di questo cambiamento gradevole. Brano destinato a diventare un estratto? Ce lo auguriamo per la nostra (italiana)immagine musicale. Voto: 7 e mezzo

Ecco l’anima “zarra” di Laura Pausini, in duetto con Gianna Nannini. Il brano omonimo al title album è un piacevole e ritmato duetto tra le cantanti. Si sente l’alchimia tra le due al primo ascolto e il piacere di lavorare insieme, con grinta ed energia. Voto: 7/8

09. Come vivi senza me. E dopo il buon gusto della title track, si cade di nuovo a terra scendendo in maniera drastica dalle nuvole. La Pausini propone di nuovo il suo solito vestito inducendo il sottoscritto a non aver niente da dire per evitare di ripetersi, così come fa lei. Voto:4

E’ tempo di ballad e di confrontarsi con un rapporto di coppia in crisi. Ogni amore ha i difetti, si cerca qualcosa di nuovo, si elencano i difetti. Ora che non c’è più motivo di attendere, ci si chiede come l’altro viva senza più la sua metà. Voto: 7

10. Nel primo sguardo. La fisarmonica usata in questo modo e l’incursione vocale della sorella danno quella sensazione di nostalgia dei vecchi tempi, quelli dell’infanzia in cui ci si fidava di tutti ed i problemi della maturità non avevano ancora fatto il loro esordio. Voto: 5 meno

Le due sorelle Pausini. Laura ha cantato con Silvia questa canzone che parla di fiducia tra due persone. E quale scelta migliore se non quella di farsi accompagnare proprio dalla sorella? Una canzone non urlata, intima, ma che conquista. Voto: 7 e 1/2

11. Nessuno sa. Ancora una volta vengono implementate le stesse atmosfere, emozioni, arrangiamenti, dimensioni e strutture. Basta! Voto: 3

Le risposte che … nessuno sa. L’amore e l’amicizia di cui nessuno conosce la verità. Un mondo che alza le spalle e si arriva ad implorare le stelle. “Sbaglia una legge o chi se la scrive?”. Una delle tante domande delle quali non si conosce una risposta. Finora la meno convincente Voto: 5 e 1/2

12. Celeste. Una ballata dedicata ad una figlia che non c’è ancora e che emoziona solo grazie ai cambi di tonalità presenti. Voto:6

Canzone dedicata ad una immaginaria figlia. Laura la immagina, con gli occhi del padre, arriverà… Un brano dolce, interpretato teneramente. Una dedica d’amore alla piccola bimba che potrebbe, un giorno, arrivare nella sua vita. Un futuro che non si conosce, ma un ‘benvenuto’ in anticipo alla piccola che poi, tra secchielli e sabbia, volerà poi verso il suo destino, diventando grande. Uno sguardo al futuro, ricco di maliconia e semplicità. Voto: 7+

13. Tutto non fa te. La sorella, la figlia immaginaria ed adesso la madre. Un album a conduzione familiare che rimane nel familiare (scusate la ripetizione) senza esplorazione alcuna. Laura non vuole trasgredire e preferisce rimanere cullata nella sua vecchia casetta. Voto:3

Pezzo dedicato alla madre, un dialogo e una dichiarazione al proprio genitore. Ricordi, frasi e amarcord di chi conosce quello che stai provando in pochi secondi e che nella vita ti ha dato tutto di se stessa. Voto: 6 e 1/2

14. Ti dico ciao. E sempre da casa sua Laura preferisce salutare il suo migliore amico scomparso. Lo fa nel migliore dei modi, attraverso un crescendo di emozioni che permettono un incastro perfetto di note e parole. Voto: 7 e mezzo

Canzone scritta e dedicata al suo migliore amico, scomparso. Lo dico senza alcuna vergogna: questa canzone mi commuove. Il pianoforte, la voce di Laura e il testo mi ha emozionato fin dal primo ascolto. L’intepretezione di Laura e la musica sono tristi ma piene di amore e amara tenerezza e dolore. Non so quante volte l’ho già ascoltata… Posso esagerare col giudizio? Io amo queste canzoni così essenziali. Voto: 8/9

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