Schiena, Emma Marrone: “Una vacanza? Arriverà il momento in cui mi dovrò fermare” – intervista Soundsblog

“Questo è il disco delle possibilità per tutti, anche per giovani autori emergenti”

E’ uscito da pochissimo il nuovo album di inediti di Emma Marrone, “Schiena”: un disco un po’ diverso rispetto al precedente pubblicato ormai due anni fa. Siamo riusciti a fare quattro chiacchiere con lei, tra i suoi mille impegni – promozione del disco e serale di Amici, che non è esattamente una passeggiata -.

Qualche tempo fa avevi detto che ti saresti presa una vacanza, gettando nello sconforto moltissimi tuoi fan. Invece stai facendo moltissime cose, tra disco e Amici.
Il disco non è che è nato per accontentare delle richieste: è nato per un’esigenza reale mia, e per una serie di coincidenze che mi hanno portato a fare un nuovo disco. Ci tengo a dire che però arriverà il momento in cui io mi dovrò fermare. Chi mi sta seguendo tutti i giorni, si sta rendendo conto che non è per niente semplice. Bisogna fermarsi per rigenerarsi, per raccogliere le idee, per fare delle cose nuove. Che poi la vacanza non significa fermarsi e non fare nulla: stai tranquilla dagli impegni e ho più tempo per scrivere.

E’ la prima volta che collabori con Brando come produttore?
Sì, non avevo mai avuto un produttore. Secondo me la svolta si sente tanto: questo è un disco che raccoglie numerose firme, come quella di Fabrizio Moro, che è un cantautore romano ‘rock’ che mi è sempre piaciuto, Niccolò Agliardi, altro grande cantautore milanese, Federica Camba, Daniele Coro, Nesli…

C’è anche la tua di firma…
C’è anche la mia ma ci sono anche le firme di artisti giovani. Questo è il disco delle possibilità per tutti. Per me per dimostrare veramente quanto si può crescere, maturare e uscire dai pregiudizi della gente facendo un ottimo lavoro. Ed è una possibilità per i giovani che ho coinvolto come Antonino, che oltre ad essere una delle voci maschile italiane soul più belle è anche un bravissimo scrittore, così come Daniele Magro, che ha partecipato a X Factor qualche anno fa. O come Naskà (Alessandra Merola) che mi ha scritto la title track, un brano molto intenso e poetico. E’ un disco che si apre a tanti mondi, ma che rimane fermo su quello che sono sempre stata: un disco diretto, che mostra la parte dolce e la parte ruvida. Non ho più paura di esibire niente, nemmeno le piccole impercezioni della voce.

Parlando di “Schiena”: questa parte del corpo tra l’altro ha diversi significati.
“Schiena” è la parte su cui scarico un po’ tutte le ansie, i dolori e i momenti no. E’ la parte che mi fa scudo nei confronti del mondo. Anche se sono una persona che non dà mai la schiena alla gente ma sempre la faccia. Mi piace la simbologia di questa parola: finalmente io e tante persone come me abbiamo trovato nella vita una schiena sulla quale appogiarsi e non cadere più.

Sul fianco invece hai tatuato una rondine, che significato ha per te?
La rondine è vista come una ventata di cose positive. E’ un animale che porta sempre delle belle notizie. Speriamo…

Nella simbologia old school dei tatuaggi la rondine significa anche ‘famiglia’
Sì, esatto. In un momento in cui avevo bisogno di credere in cose positive la mia famiglia è stato l’unico aggancio per restare a galla.

Parlando di Amici: la proposta di fare il direttore artistico è arrivata da Maria De Filippi?
Io stavo lavorando ai miei progetti e Maria mi ha chiamata. Mi sono buttata a capofitto perchè non ci vedo nulla di sbagliato perchè è lavoro, è vita, sono esperienze. Non mi pento perchè sto vivendo un bel momento anche lì, nonostante tutti gli impegni. E’ molto bello stare a contatto con questi ragazzi, che stanno affrontando il programma che io ho già affrontato. Rivivo in loro tutte le mie ansie, l’euforia, è molto interessante. Mi sono messa sul loro stesso piano, in modo onesto e pulito: più che un direttore artistico sono un po’ la sorella maggiore e con me, forse anche per una questione d’età, riescono anche ad essere se stessi, a sfogarsi. Questo è importante per affrontare al meglio un lavoro che fuori può sembrare semplice. Ad Amici c’è tanto lavoro, tante ore di studio con gli insegnanti, un po’ di pressione. E’ una bella esperienza per tutti.

Il giorno che Maria ti ha annunciato, e sei entrata in studio, ti ho vista visibilmente emozionata.
Io mi emoziono spesso ma quello è stato il mio primo lancio. Per me tornarndo in quello studio c’è sempre un’emozione forte. Da quello studio sono uscita con il mio primo ep in mano, in quello studio ho cantato per la prima volta “Calore”, in quello studio le persone hanno iniziato ad apprezzarmi. E’ normale tornare lì e sentire l’emozione. Sono partita da qui e ho fatto davvero tante cose in questi tre anni.

Cosa ti chiedono i ragazzi del serale?
Ultimamente mi hanno vista parecchio in sbattimento, perchè sapevano che avevo questo disco da tirar fuori. Mi hanno visto arrivare lì la mattina presto e andare a dormire alle tre di notte. Ultimamente mi chiedono “Ma non sei stanca? Ma come fai?”.Io dico “No, mi auguro che anche voi uscite di qui e farete questo tipo di vita”. Poi mi chiedono dei consigli, se è normale avere delle crisi o sentirsi fuori dal mondo, e io gli dico che sì è tutto normale. E’ normale iniziare a pensare a stare sul pezzo, perchè là fuori c’è la giungla vera. Non ci si confronta più tra bianchi e blu, ma se ti va bene una volta fuori da Amici quando tiri fuori un disco o un ep devi confrontarti con grandi artisti che sono sul panorama della musica italiana da vent’anni…Laura Pausini, Gianna Nannini…Elisa, Negramaro…Non è una lotta ma non prendiamoci in giro: per stare a galla bisogna vedere i dischi e lavorare bene.

Quest’anno ad Amici c’è stato, più che negli altri anni, un interessante crossover con altri generi, come ad esempio l’hip hop. Cosa pensi di questo mix?
Io penso che gli ospiti che hanno accettato siano persone molto intelligenti. Forse stanno iniziando a cadere un po’ di barrriere e retaggi culturali e artistici che fanno male solo all’arte e alla musica. Amici è un programma popolare: andare ad Amici a promuovere un disco significa essere veramente ascoltati e visti da milioni di persone. Fa bene a tutti e non fa male a nessuno. Ognuno può scegliere di abbracciare questa ‘causa’ o meno. E’ un bello studio, molto moderno, c’è una platea che accoglie tutti in una maniera pazzesca. E’ bello finalmente vedere mondi totalmente lontani da Amici che in realtà poi non sono così lontani, anzi. Ho visto un Fabri Fibra divertitissimo ad esempio.

E’ passato anche Matteo Renzi.
Ha fatto un discorso meraviglioso, parlando del talento come di un dono da conservare, da difendere. Ha parlato di questi ‘giovani’ che vengono sempre usati come scudo dai politici, come manifesto per portare avanti delle campagne. Ma al momento dei fatti non si capisce mai questi giovani dove vanno a finire. Renzi è una persona giovane, e credo che l’Italia debba puntare non più sui partiti, sulle bandiere, sui colori, ma sulle persone giovani, sulle persone pulite, sulle persone che hanno davvero voglia di dare una mano ai propri coetanei.

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