Il disordine delle cose – album e tour

Sono arrivata alla musica de “Il disordine delle cose” intercettando sul web il video de “L’astronauta”, primo singolo estratto dall’album d’esordio. Colpita dalla delicatezza del video (disegnato ed animato dall’illustratrice Valeria Belloro) così come del brano, sono risalita all’intero progetto che mi ha fatto scoprire una band interessante, sicuramente da tenere d’occhio nel panorama dell’indie

Sono arrivata alla musica de “Il disordine delle cose” intercettando sul web il video de “L’astronauta”, primo singolo estratto dall’album d’esordio. Colpita dalla delicatezza del video (disegnato ed animato dall’illustratrice Valeria Belloro) così come del brano, sono risalita all’intero progetto che mi ha fatto scoprire una band interessante, sicuramente da tenere d’occhio nel panorama dell’indie nazionale.

“Il disordine delle cose” si forma nel 2007 in Piemonte, riunendo cinque elementi con diverse e variegate esperienze musicali nell’ambito indie degli ultimi dieci anni. E’ un disco etereo questo album omonimo, come la ragazza tratteggiata in copertina e gli schizzi all’interno del booklet.

Sono tante ed importanti le collaborazioni a questo primo album: Syria, Carmelo Pipitone (Marta sui Tubi), Paolo Benvegnù, Elena Diana e Tommaso Cerasuolo (Perturbazione), Marco Notari, Enrico Allavena (Bluebeaters) Marcello Testa (La Crus), Giotto Napolitano (Fratelli di Soledad) e tanti altri.

La sensazione che da l’ascolto dell’album è di qualcosa che c’è ma che allo stesso tempo è sfuggente, quasi ci fosse un disordine di fondo che al termine delle 13 tracce (12 in tracklist + 1 ghost) ti lascia delle sensazioni confuse, e devi riascoltare di nuovo per capire meglio.

La produzione dell’album – uscito a fine 2009 – è di Tamburi usati, il marchio indipendente che ha già prodotto il “Sushi e Coca” dei Marta sui tubi, mentre aleggia sulla produzione artistica dell’album la presenza di Cristiano Lo Mele e Gigi Giancursi dei Perturbazione. Se dovessi fare un rimando artistico per descrivere la musica fatta da Il disordine, farei il nome dei Perturbazione; per gli intrecci melodici, per gli eleganti arrangiamenti musicali, per la ricercatezza nei testi, premettendo che il “suona come” non è mai una dichiarazione di intenti.

Attualmente in tournè su e giù per il paese potrebbero passare vicino a casa vostra e perderli sarebbe un peccato.

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