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Napoli alla corte di Caterina la Grande: l’Ensemble Mercadante chiude Note d’Autunno

L’Ensemble Mercadante di Napoli conclude la rassegna Note d’Autunno con un concerto dedicato alla musica della corte di Caterina la Grande al Museo di Capodimonte.

28 Ottobre 2026 16:25

Sabato 31 ottobre 2026, alle 17:00, il Salone delle Feste del Museo e Real Bosco di Capodimonte ospita l’ultimo appuntamento della rassegna Note d’Autunno. La libertà di dimenticare il tempo a Capodimonte: un concerto intitolato Napoli alla corte di Caterina la Grande, affidato all’Ensemble Mercadante di Napoli sotto la direzione di Benedikt Sauer. Ingresso incluso nel biglietto del museo, con prenotazione anticipata consigliata.

Un festival dentro un museo: la logica di ‘Note d’Autunno’

Portare la musica da camera — e in particolare quella di repertorio settecentesco e primo ottocentesco — all’interno di un museo non è una scelta neutra. Significa costruire un dialogo tra le opere esposte e il suono che le attraversa, tra la storia dipinta sulle pareti e quella raccontata dagli strumenti. La rassegna Note d’Autunno, con il suo sottotitolo La libertà di dimenticare il tempo a Capodimonte, lavora esattamente su questo asse: proporre un’esperienza che non sia semplicemente un concerto in una location suggestiva, ma un incontro tra due linguaggi artistici che condividono lo stesso periodo storico.

Il Museo e Real Bosco di Capodimonte è uno degli spazi più ricchi e stratificati di Napoli: una reggia borbonica costruita nella prima metà del Settecento, che oggi custodisce una delle collezioni d’arte più importanti d’Italia. Usarlo come contenitore per musica coeva — quella delle corti europee del XVIII secolo — non è un espediente scenografico, ma una coerenza storica precisa. La musica che risuona nel Salone delle Feste appartiene allo stesso mondo culturale che ha prodotto le tele, le porcellane e gli arredi che lo circondano.

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L’Ensemble Mercadante e il filo con Caterina la Grande

L’Ensemble Mercadante, diretto da Benedikt Sauer, è il protagonista di questa chiusura di stagione. Il titolo scelto per il concerto — Napoli alla corte di Caterina la Grande — indica una direzione culturale ben precisa: il rapporto tra la scuola musicale napoletana e la corte imperiale russa nel corso del Settecento.

Non si tratta di un collegamento marginale. Caterina II di Russia, che regnò dal 1762 al 1796, fu una delle committenti e mecenati musicali più attive dell’Europa illuminista. La sua corte di San Pietroburgo era un polo di attrazione per compositori e virtuosi provenienti da tutta Europa, e la scuola napoletana — allora considerata la più avanzata del continente — vi era rappresentata in modo significativo. Compositori e cantanti formatisi nei conservatori di Napoli portarono alla corte russa uno stile che aveva già conquistato Vienna, Londra e Parigi. Il concerto dell’Ensemble Mercadante ricostruisce, almeno in parte, questa traiettoria culturale: un filo che unisce il Golfo di Napoli alle rive della Neva attraverso la musica.

Questo tipo di programma ha una doppia funzione: da un lato recupera un repertorio che raramente finisce sui palchi dei grandi teatri d’opera o nelle stagioni sinfoniche mainstream; dall’altro restituisce contesto storico a un pubblico che spesso conosce il Settecento musicale attraverso Mozart e Haydn, ignorando quanto fosse vasto e interconnesso il sistema delle corti europee. La scuola napoletana del Settecento — con i suoi conservatori, i suoi castrati celebri, i suoi compositori esportati in tutta Europa — è una storia che merita più spazio di quanto normalmente le venga concesso.

Il Salone delle Feste come spazio acustico e storico

La scelta del Salone delle Feste come sede del concerto non è casuale. Si tratta di uno degli ambienti più rappresentativi della reggia di Capodimonte: uno spazio progettato per la vita di corte, per la musica, per il cerimoniale. Usarlo per un concerto dedicato alla cultura delle corti settecentesche significa restituirgli, almeno per qualche ora, la funzione per cui era stato concepito.

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Dal punto di vista acustico, gli spazi di questo tipo — con soffitti alti, pareti rivestite e volumi generosi — sono storicamente adatti alla musica da camera e da concerto di piccola e media formazione. L’ensemble diretto da Sauer si inserisce in questo contesto con una formazione che, per definizione, non richiede l’amplificazione né la scenografia di un teatro, ma si affida alla qualità del suono naturale e alla prossimità con il pubblico. È un formato che il Settecento conosceva bene: il concerto privato, la soirée musicale, la musica come parte integrante della vita culturale di un palazzo.

Accesso e prenotazione: cosa sapere prima di andare

Il concerto è incluso nel biglietto di ingresso al Museo e Real Bosco di Capodimonte, senza costi aggiuntivi. La prenotazione anticipata è consigliata, considerata la capienza limitata del Salone delle Feste rispetto alla domanda che questo tipo di appuntamenti genera. Chi intende assistire al concerto può consultare il sito ufficiale del museo per le modalità di accesso e prenotazione: capodimonte.cultura.gov.it.

L’orario di inizio — le 17:00 di sabato 31 ottobre — permette di combinare la visita al museo con il concerto, sfruttando le ore pomeridiane per percorrere le gallerie prima di prendere posto nel Salone delle Feste. È un formato che Capodimonte ha affinato nel corso della rassegna: il museo non come contenitore passivo, ma come spazio attivo che guida l’esperienza del visitatore attraverso più livelli di fruizione.

Con questo concerto, la rassegna Note d’Autunno chiude un ciclo che ha preso avvio con un’anteprima il 26 settembre 2026. L’Ensemble Mercadante, con Benedikt Sauer alla guida, porta a termine un percorso che ha usato la musica come strumento per rileggere la storia europea dal punto di osservazione privilegiato di Napoli: una città che nel Settecento era, a tutti gli effetti, una delle capitali culturali del continente.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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