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Sean Combs chiede clemenza al giudice alla vigilia della sentenza

Il produttore musicale Sean Combs ha inviato una lettera personale al giudice chiedendo una pena più mite prima della sentenza per due violazioni del Mann Act che lo vedono condannato per due capi d’accusa legati allo sfruttamento della prostituzione

3 Ottobre 2025 06:30

C’è moltissima attesa oggi per la pronuncia della sentenza nei confronti di Sean Combs, 55 anni, – aka P. Diddy, o Puff Daddy – rapper e produttore discografico che ha costruito una fortuna miliardaria non solo sulle sue edizioni musicali, è autore di I’ll be missing you su un campionamento di Every Breath you Take di Sting e dei Police – ma anche su tutta una serie di attività editoriali che vanno dalla produzione di videogames alle app.

Ma oggi la vicenda che lo vede al centro dell’attenzione rischia di ribaltare la sua fortuna.

Due condanne e tre assolutioni

Il giudice lo ha già condannato il 2 luglio scorso per due capi di “transportation to engage in prostitution” (Mann Act). In pratica il produttore avrebbe trasportato a una festa alcune donne con l’intento di offrirle sessualmente ai suoi ospiti.

Due accuse gravi che rischiano di costargli carissime in termini di carcere ma che sono notevolmente meno pesanti rispetto ad altre tre imputazioni dalle quali la giuria lo ha assolto, tra le quali racket e sfruttamento della prostituzione. Combs è in carcere federale da un anno in attesa del processo. Come sempre accade negli USA la condanna è stata pronunciata: non così la sentenza per la quale il giudice ha chiesto e ottenuto tutto il tempo necessario: 60 giorni.

Sean Combs, richiesta di clemenza

In una lettera personale depositata ieri, Combs afferma di essere “sobrio per la prima volta in 25 anni di essere consapevole di avere perso la strada”, chiedendo così “un’altra possibilità” come padre, figlio e figura della comunità. Scrive che “non ripeterà più un reato” e che l’esperienza lo ha cambiato. Nel frattempo tiene lezioni in carcere insegnando ad altri condannati a creare la propria impresa.

Le richieste di pena

La difesa sollecita non oltre 14 mesi di reclusione, sostenendo che le condotte non avevano fini di profitto né coinvolgevano “organizzazioni, protettori o minori”. Ma la Procura chiede 11 anni e 3 mesi, a fronte di un rischio di dieci anni a condanna, e dunque venti anni complessivi, definendo Combs “non pentito” e richiamando episodi di violenza, coercizione e abuso verso ex compagne.

Sean Combs
Sean Combs, 55 anni, in una delle sue ultime presenze in red carpet a Los Angeles  (Soundsblog.it)

Le decisioni del giudice finora

Il giudice distrettuale è Arun Subramanian ha negato più istanze difensive di scarcerazione in attesa di sentenza e, con un’ordinanza di 16 pagine, ha respinto la richiesta di annullamento del verdetto o di nuovo processo limitato ai capi del Mann Act. Una decisione che ha portato Sean Combs a scrivere personalmente al giudice…

In motivazione ha chiarito che attività illegali non diventano protette dal Primo Emendamento per il solo fatto di essere filmate, rilevando anche l’assenza sistematica di preavviso o consenso nella registrazione.

Lettere a sostegno e impact statements

Oltre alla sua, Combs ha depositato lettere di sostegno. Tra queste, quella di Gina Huynh, identificata come Victim-3 negli atti: afferma di aver collaborato con i procuratori ma di non ritenersi trafficata né coinvolta in prostituzione, chiedendo al giudice di considerare il rilascio.

Ma la Procura ha presentato anche una seconda lettera di una vittima della vicenda di Casandra “Cassie” Ventura che chiede una pena sostanziale e descrive un decennio di violenza e imposizioni sessuali; riferisce di conseguenze psicologiche persistenti e timori per la sicurezza.

La sentenza e la condanna sono attese per oggi.

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