È dedicata a mio padre. È stato l’ultimo brano che ho scritto. L’ho scritto in quattro ore. Non avevo intenzione di scrivere una canzone su mia padre, perché né a me né alla mia famiglia piace questo autocompiacimento del dolore. È vero quando dico che la musica è stata la mia medicina, ancora di più ora. Ha trasformato il veleno in medicina. La musica mi ha salvata. Ha compiuto il miracolo di trasformare il dolore in gioia.
Basterebbero queste poche frasi (tratte da un’intervista) per descrivere “Mandaci una cartolina”, il nuovo -ottimo- singolo tratto da Elettra, l’ultimo album di Carmen Consoli. Una canzone dai toni forti e intimi insieme, in cui si percepisce una rinnovata attenzione ai testi e alla volontà di raccontare le difficoltà in prima persona: capacità che prima aveva preso più spesso la strada delle storie ‘in prestito’ (come in In bianco e nero).
È un regalo che ho ricevuto da mio padre -continua Carmen- che mi ha insegnato la musica. Mio padre sosteneva che le cose dovessero durare. Aveva questo concetto della vita e della morte “che sarà una grande sorpresa”. Lui scherzava molto, ci diceva “quando muoio vi mando una cartolina. Mio padre aveva quest’idea: quando la vita finisce sei come cullato in questo tramonto. Infatti il pezzo va dal tramonto all’alba.
Il brano, come altri di Elettra, svela anche un lieve ma significativo cambio di registro nella voce. Si perdono molti ’sospiri’ che hanno caratterizzato il suo timbro negli anni, segno di maturità non solo artistica -nella scrittura- ma anche nell’interpretazione. Di seguito, il testo completo della canzone.
“Mandaci Una Cartolina”
Carmen Consoli
Tra tutti i giorni in cui potevi partire
Perché hai pensato proprio al lunedì.
Gli uccelli cantano, l’estate è alle porte
tempo di mare e di granite al limone.
Chissà quale fine sarcasmo d’autore
Avresti sfoderato senza giri di parole.
Viva l’Italia, il calcio, il testosterone,
gli inciuci e le buttane in preda all’ormone
a noi ci piace assai la televisione
proprio l’oggetto – dico – esposto in salone
chissà quale amara considerazione
avresti concepito in virtù del pudore.
Mandaci una cartolina e una ridente foto di te
Che prendi il sole sulla spiaggia
Con la solita camicia bianca
Ed il giornale aperto sulla pagina sportiva
Mentre stai sul bagnasciuga
Beato tra le braccia di un tramonto.
Tra tutti i giorni in cui potevi morire
Perché hai pensato proprio al lunedì
Strade caotiche e litigi agli incroci
Quanti cafoni su veicoli osceni
Chissà quale fine sarcasmo d’autore
Avresti sfoderato in questa triste occasione.
Mandaci una cartolina e una ridente foto di te
Che prendi il sole sulla spiaggia
Con la solita camicia bianca
Ed il giornale aperto sulla pagina sportiva
Mentre stai sul bagnasciuga canticchiando una canzone romantica.
Mandaci una cartolina e una ridente foto di te
Che prendi il sole sulla spiaggia
Con la solita camicia bianca.
Mandaci una cartolina e una ridente foto di te
Mentre stai sul bagnasciuga
E cogli con stupore il nuovo giorno.
babyshambles
05 gen 2010 - 11:38 - #1bel testo!!
manno
05 gen 2010 - 12:23 - #2per me è una delle più belle canzoni di Elettra (insieme a Mio Zio).
Testo ineccepibile come sempre. Anche se personalmente da un punto di vista di ricerca musicale questo lavoro mi ha leggermente deluso. E’ come se fosse un “meglio di…” gli ultimi album pubblicati.
JoyE
05 gen 2010 - 12:24 - #3viva Carmen…LA voglio Vedere in tour!!!
david83
05 gen 2010 - 12:38 - #4stupenda
roger78
05 gen 2010 - 12:51 - #5Questa canzone è un vero e proprio gioiellino, testo bellissimo accompagnato da una musica e una voce che toccano il cuore……
cicciapausi
05 gen 2010 - 14:29 - #6Bella canzone, grande Carmen…non vedo l’ora di sentirla live, il 29/3 a Palermo.
pietruz
05 gen 2010 - 16:11 - #7questo secondo me doveva essere il brano
di lancio di questo lavoro,
è radiofonico e orecchiabile
bel testo e bella melodia
del cd non sono troppo entusiasta
ma spero che carmen possa ripetere in futuro un capolavoro come
STATO DI NECESSITA’
il 7 aprile a NAPOLI
IO CI SARO’
magnetico
05 gen 2010 - 17:49 - #8per me il capolavoro di carmen è mediamente isterica