Lana del Rey conferma la sua partecipazione al Meteor Festival in Israele: "la mia non è una scelta politica"

Con un lungo post su Twitter, Lana del Rey ha giustificato la sua scelta di suonare al Meteor Festival, in Israele, sottolineando che non si tratta di una scelta politica. Ecco le sue parole.

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Lana del Rey ha annunciato ufficialmente la sua partecipazione al Meteor Festival, in programma dal 6 all'8 settembre prossimo a Tel Aviv, in Israele. La scelta di suonare, per la prima volta, nel paese sionista, aveva scatenato nelle scorse settimane molte polemiche da parte dei supporter del popolo palestinese. L'artista, tuttavia, ha voluto mettere a tacere qualunque speculazione, specificando che la sua scelta è tutto tranne che politica.

Ecco il suo comunicato ufficiale e la relativa traduzione.




a proposito del discorso sulla verità (parlo del mio precedente tweet che faceva riferimento ad una frase pronunciata oggi da Giuliani su Trump capisco che molti di voi siano dispiaciuti per il fatto che stiamo andando a Tel Aviv per il Meteor Festival. Comprendo le vostre preoccupazioni, davvero. Quello che vi posso dire è che io credo che la musica sia universale e che dovrebbe essere utilizzata per unire i popoli. Abbiamo accettato di esibirci a questo festival con l’intenzione che l’avremmo fatto per i bambini del posto e per lanciare il più possibile un messaggio di pace. Son dieci anni che io e la mia band giriamo il mondo. E stiamo per andare in un luogo dove si esibiranno molti altri artisti. Non siamo sempre d’accordo con la politica dei paesi dove suoniamo e nemmeno di quella del nostro stesso paese.  A volte, tanto più ci allontaniamo da casa, tanto meno ci sentiamo al sicuro. Però siamo, sappiamo la nostra vita ci obbliga ad essere sempre in viaggio. Quindi per conclusdere anche se sarei molto interessata a capire cosa sia vero o cosa non lo sia, o cosa sia giusto o cosa sia sbagliato, vorrei ricordarvi che esibirmi a Tel Aviv non è una dichiarazione politica o un impegmo nei confronti dei politici locali, così come cantare in California non vuol dire che le mie visiioni siano in linea con le opinioni dell’attuale governo o con delle azioni a volte persino disumane. O che io perdoni il mio attuale presidente, che prende in giro le persone disabili alle manifestazioni. Ovviamente questo non signfica che io mi stia dimenticando di certe atrocità fatte dallo stesso stato di Israele di recente. Sto soltanto dicendo che sono una semplice cantante, sto facendo del mio meglio per muovermi nelle acque sempre agitate di quei paesi che sono perennemente in guerra e dove devo andare ogni mese. Giusto per precisazione, sto facendo del mio meglio e le mie intenzioni sono di gran lunga più nobili di quelle di molte altre persone che conosco.

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