Sanremo 2017, Marianne Mirage a Blogo: "Le canzoni fanno male racconta di una storia finita"

Marianne Mirage, video intervista su Blogo.it. La cantante è in gara a Sarà Sanremo con Le canzoni fanno male.

Marianne Mirage è tra i 12 finalisti di Sanremo Giovani che si giocano il pass per esibirsi sul palco dell'Ariston nella prossima edizione del Festival, a febbraio 2017. Il suo brano è Le canzoni fanno male e proprio lei ci ha raccontato il senso e il messaggio del brano, come potete vedere dalla video intervista in apertura post.

Ciao Marianne, iniziamo parlando di te e della tua precedente esperienza lavorativa e del tuo passato artistico.

Allora: ho fatto la barista...

Questo è bellissimo...

(ride) Allora: diciamo che suono la chitarra. Ho una band. Mi piace esibirmi nei club...

Ma la band dove l'hai lasciata?

Eh la band non è venuta, perché comunque diciamo che me la cavo anche da sola chitarra e voce e basta.

Non diciamolo a loro però, sennò se la prendono.

Loro lo sanno benissimo. (ride) Sono una cantautrice: scrivo canzoni in francese, in inglese e in italiano e in italiano ovviamente porterò la canzone di Sanremo, che si chiama Le canzoni fanno male...

Perché le canzoni fanno male? Scusa se ti interrompo, ma l'hai già buttata lì...

Le canzoni fanno male ... allora: torniamo indietro.

Ok, rewind...

La canzone racconta di una storia: sono due ragazzi che d'estate vanno al mare e si innamorano. Poi l'estate finisce, l'amore finisce e rimane solo una canzone. Sfido chiunque di voi a non avere una canzone d'estate che vi portate nel cuore e che ogni volta che la sentite vi fa male. Fa male all'anima come dice il testo. Quando l'ho sentita non potevo non pensare al palco di Sanremo per portare questa canzone.

Perché tu hai pensato: sole, cuore e amore. Il sole d'estate c'è, la storia che va male c'è...

Si, un po' rimescolate con un senso...

E anche con un altro stile, il tuo.

Si, un po' soul. Diciamo che vengo dal jazz, dall'R&B e dal soul quindi... mi piace comunque accompagnarmi con batterie, clap e bassi un po' groovosi...

Però per Sanremo è ostica, nel senso che queste canzoni qua poi ascoltando dici: "Fantastiche", ma in due minuti e mezzo o tre è più difficile. Hai qualche timore?

Timori no. Timori magari c'erano all'inizio. Ormai bisogna solamente andare dritto. Non ho timori, perché comunque ho sempre la mia chitarra con me e me la tengo stretta. Quella mi dà molta sicurezza quando sono sul palco.

Domanda più antipatica del mondo: sarà Sanremo, ma se non dovesse essere il futuro quale sarà?

Eh... continuerò a suonare in altri club. Ci sono tantissimi altri palchi da calcare.

Quindi non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza Sanremo.

Si!

La video intervista di conclude con i saluti di rito ai lettori di Soundsblog.

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