Roger Waters contro Bon Jovi in concerto in Israele: la lettera

Una lettera aperta di Roger Waters ai Bon Jovi contro l'esibizione prevista il prossimo 3 Ottobre 2015 a Tel Aviv, capitale di Israele.

LONDON, ENGLAND - FEBRUARY 13:  Former Pink Floyd member, Roger Waters, attends a protest by the We Stand With Shaker campaign group to highlight the situation of Shaker Aamer, the last Briton to be detained in Guantanamo  Bay, outside the U.S embassy on February 13, 2015 in London, England. The protest was called after US Ambassador Matthew Barzun allegedly refused to accept delivery of the card highlighting that Shaker Aamer has been held in detention in Guantanamo Bay for 13 years.  (Photo by Carl Court/Getty Images)

Roger Waters non ci sta. In una lunga lettera aperta, l'uomo geniale dei Pink Floyd ha espresso un vigoroso disappunto nei confronti dei Bon Jovi, che si troveranno a suonare a Tel Aviv domani 3 Ottobre 2015. Cosa c'è che non va in questo concerto?

Semplice, è in Israele. E Roger Waters è da molto tempo uno dei maggiori sostenitori della Palestina nel continuo conflitto che insanguina di più di trent'anni il Medio Oriente, tanto da aver scritto in passato anche ad Alan Parsons, ex ingegnere del suono dei Pink Floyd per il leggendario The dark side of the moon del 1973, per dissuaderlo dall'esibirsi in Israele.

Nella lunga lettera, il bassista dei Pink Floyd spiega in modo dettagliato quali sono le motivazioni che secondo lui dovrebbero convincere gli artisti di tutto il mondo a rifiutare di esibirsi in Israele. A rigor del vero, Jon Bon Jovi nell'intervista al giornale israeliano Yediot si era limitato a commentare le bellezze dei luoghi di Israele e non la situazione politica, ma la cosa non è andata giù a Roger Waters.

SINGAPORE - SEPTEMBER 20:  (L-R) Musicians Jon Bon Jovi and David Bryan of Bon Jovi performs live on stage on Day 3 at the Singapore Formula One Grand Prix at Marina Bay Street Circuit on September 20, 2015 in Singapore.  (Photo by Suhaimi Abdullah/Getty Images)

Ecco la sua lettera tradotta:

Cari Jon Bon Jovi, David Bryan e Tico Torres,

In passato ho spesso scritto lettere dettagliate, e qualche volta persuasive, ai colleghi dell'ambiente musicale, cercando di incoraggiarli a non dare credito al governo di Israele e alle sue politiche di apartheid con il rifiuto di esibirsi in Israele. Avendo letto i commenti di Jon nello Yediot Ahronoth della scorsa settimana, non mi sprecherò a scrivere paralleli con l'apartheid in Sudafrica e la posizione morale sostenuta da alcuni artisti in passato, e da molti adesso, nel corso delle lunghe decadi di oppressione israeliana ai Palestinesi.

Il dato è tratto, siete convinti di suonare a Tel Aviv il 3 Ottobre. Avete preso una posizione.

Siete spalla a spalla

Con il colonizzatore che ha bruciato il bambino
Con il guidatore del bulldozer che ha fatto a pezzi Rachel Corrie
Con il soldato che ha sparato ai piedi del calciatore
Con il marinaio che ha bombardato i bambini in spiaggia
Con il cecchino che ha ucciso il bambino con la maglietta verde
E con quello che si è svuotato dentro una bambina di 13 anni
E il ministero della Giustizia che ha chiesto il genocidio

Avevate una possibilità per mettervi
Sul lato della giustizia

Con il pilota che si è rifiutato di bombardare i campi profughi
Con l'adolescente che ha scelto otto anni di prigione invece dell'esercito
Con il prigioniero che ha fatto 266 giorni di digiuno fino alla libertà
Con il dotto che è stato respinto per aver salvato delle vite
Con il contadino che è stato accoltellato per marciare attraverso il muro
Con il bambino senza una gamba che cresce tra le macerie
E tutti i 550 che non cresceranno mai
Per colpa dei missili e dei carrarmati e delle munizioni che abbiamo mandato

I morti non possono ricordarvi i crimini che avete ignorato. Ma, per timore di dimenticare, "Restare tra i silenziosi e gli indifferenti è il peggior crimine di tutti"

Roger Waters

Il portavoce dei Bon Jovi ha rifiutato ogni commento.

Via | Rolling Stone

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