Sanremo 2014, Frankie Hi NRG: "Il Festival è come l'arca di Noè e il Superbowl, porto il rap a chilometro zero"

Il rapper in gara al 64esimo Festival della canzone italiana parla della sua scelta di partecipare a Sanremo, dei brani che porterà sul palco e della scena hip hop italiana.

Sale la febbre da Sanremo 2014 (intuirne i sintomi è facile: basta interrogare Google su partecipanti, gara, ospiti internazionali e quanto altro) e i Campioni in gara sono già pronti a dire la loro e pronosticare sull'andamento delle serate: Frankie Hi NRG, che torna sul palco dell'Ariston per la seconda volta con i brani Pedala e Un Uomo E' Vivo, ha rilasciato una serie di diichiarazioni molto interessanti su come lui, rapper teoricamente estraneo al carrozzone mediatico sanremese, viva questi giorni di attesa del Festival.

Sono un fan della manifestazione. Quest'anno c'è un bel clima, gli artisti lavorano per la riuscita dello spettacolo.

Ma non gli fa paura essere l'unico rapper sul palco di Sanremo 2014?

Una volta era lottizzato, adesso no. Sanremo è una vetrina, per un artista è gratificante esserci. Ti esibisci al cospetto di 9-10 milioni di persone e, mediaticamente, è come il Superbowl negli Stati Uniti. Sanremo è come l'Arca di Noè sulla quale sale il rocker, l'hard rocker, il melodico giovane, il cantante swing, il melodico stagionato, la band e così via. Ognuno porta la propria esperienza. Io faccio parte della cultura hip hop e porto il rap nostrano.

1522179_10152170353124669_1907605056_n

Frankie Hi NRG ha approfittato anche per parlare del nuovo disco Essere Umani, che uscirà proprio il 20 Febbraio per un'etichetta indipendente, Materie Prime Circolari: nell'album saranno naturalmente contenuti i due brani di Sanremo, che segnano una svolta anche nella scrittura dei testi e delle musiche di uno dei più storici rapper italiani.

Ho scelto di lavorare in libertà, questo disco rappresenta un distillato delle mie idee e mi ha permesso di accorciare la "filiera": sono un rapper a chilometro zero, di questo disco sono scrittore, produttore e distributore.

Testi e musiche che cambiano dopo l'ultimo lavoro in studio, che risale a cinque anni fa:

Ho deciso di cambiare il mio modo di fare musica a partire da questo album. [...] Il materiale è nato a mano a mano che componevamo musica e tutto quello che non ci convinceva lo abbiamo buttato subito. Ho voluto cominciare a raccontare l'interno delle persone, il loro modo di essere, per descrivere quello che ci sta attorno. Ho cercato di parlare dell'aspetto umano della vita in un'epoca di profonda disumanizzazione e ricerca del "materiale" a tutti i costi.

Via | Ufficio Stampa Rai

  • shares
  • +1
  • Mail