Lucio Dalla celebra (male) Valentino Rossi

Ormai fare singoli celebrativi è diventata una moda, anche in Italia. Purtroppo però non si capisce mai il confine tra l'intento commerciale e quello che ispira il genio artistico. Lucio Dalla in assoluta tendenza con questa moda dilagante, nel suo ultimo album "Il contrario di me" (in vendita dal 29 giugno in allegato con "Repubblica" e "L'espresso"), ha realizzato un brano dedicato a Valentino Rossi dal titolo "Due dita sotto il cielo", come già annunciato dai bravi colleghi di Motoblog.



Una canzone dalle sonorità jazz che di celebrativo ha ben poco. Lucio vuole raccontare con immagini non troppo evocative l'adolescenza di ognuno di noi, pensando a Valentino Rossi come modello di determinazione e naturalezza di chi vuole vincere nella vita sempre con la stessa spontanea semplicità, iconizzata dal famoso gesto delle due dita sollevate verso il cielo che accompagna ogni sua vittoria. Un personaggio come il Dottor Rossi avrebbe meritato forse una celebrazione più energica, più vicina all'ironia del personaggio, musicalmente sullo stile del Lucio Dalla prima maniera, quello ironico e surreale di "Attenti al lupo" che ci piaceva tanto. Ma tant'è.

Nelle interviste dice di aver ritrovato in Dio "un senso che tiene insieme tutto", e da questo si è fatto ispirare per molti dei suoi brani, fatti di religiosa semplicità, ricordi d'infanzia e rielaborazioni del paradiso terrestre. Una profondità che si mescola alla leggerezza di brani come "Lunedì" e "Rimini", ma a onor del vero, nulla di davvero entusiasmante. Avrà avuto una sua evoluzione artistica, certo, ma canzoni come "L'anno che verrà" e "Caruso", da lui forse non le sentiremo mai più. A seguire, dopo il video non ufficiale del singolo, un video del 2001 di Lucio Dalla ospite di "Torno Sabato" di Giorgio Panariello in duetto con Anna Oxa. Anche su di lei ce ne sarebbero a palate da dirne, ma questo è un altro discorso.

  • shares
  • +1
  • Mail