Italia 150: il Nabucco di Giuseppe Verdi in diretta tv per le celebrazioni


Dite un po': vi siete già fatti contagiare dal clima di festa che pervade lo stivale o ancora nulla? Magari ci state leggendo con aria stanca, tra uno sbadiglio e l'altro reduci dalla notte tricolore che a Roma e in altre città del Paese hanno dato il via alle celebrazioni per i 150 anni di unità nazionale. Ben svegliati, nel caso! O forse state per uscire ora, dopo un pranzo in famiglia, per visitare una mostra 'a tema' o anche solo per perdervi in strada tra vessilli verde-bianco-rossi al vento e bande musicali tirate a lucido. Divertitevi, e copritevi che fa freddo.

Se il meteo inclemente invece sconsiglia trasferte...non cedete all'apatia e trovate comunque un modo per onorare Italia 1861>2011: potreste, per esempio, accomodarvi in poltrona e accettare il nostro consiglio per gli ascolti. Potreste godervi una delle opere musicali per cui siamo famosi nel mondo, una di quelle eccellenze assolute di cui sentiamo (stra)parlare politici e politicanti assortiti in queste ore.

C'è un modo migliore di ricordarci di cosa abbiamo regalato al mondo della musica (e di maledire un po' meno l'abbonamento forzato alla Tv di Stato) del Nabucco di Verdi, da gustarsi in diretta dal Teatro dell'Opera di Roma? Vi sfido a trovarlo...

Dopo il felice battesimo del neonato quinto canale dalla Scala di Milano, Mamma RAI replica l'esperimento dell'Opera accessibile al Popolo, senza sforzi e senza esborsi, stavolta da Roma Capitale. E lo inserisce nella maratona di eventi speciali dedicati al secolo e mezzo di Unità Italiana.

Sugli schermi di Rai3 stasera andrà in onda la celebre opera del Maestro parmense (titolo originale completo, Nabucodonosor) nella versione curata dal regista Jean-Paul Scarpitta e diretta sul podio da Riccardo Muti.

Vorrete mica perdervi il crescendo del Va' Pensiero per una partita di calcetto o per la replica dell'ennesima fiction sul santo o sul peccatore di turno? No eh, sarebbe veramente imperdonabile! Si parte alle ore 20:20, puntate gli orologi. E ripassate il testo dell'Inno di Mameli, che di sicuro tornerà utile.

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