Senza Cri rompe il silenzio: le parole sulla sua identità che hanno commosso il pubblico
Cristiana Carella, nota al grande pubblico con il nome d’arte Senza Cri, si conferma una delle voci più autentiche e coraggiose della scena musicale italiana contemporanea.La cantante e cantautrice brindisina, classe 2000, ha recentemente conquistato nuovamente il pubblico con un intenso monologo nella trasmissione televisiva Le Iene, in cui ha parlato apertamente della sua esperienza
Cristiana Carella, nota al grande pubblico con il nome d’arte Senza Cri, si conferma una delle voci più autentiche e coraggiose della scena musicale italiana contemporanea.
La cantante e cantautrice brindisina, classe 2000, ha recentemente conquistato nuovamente il pubblico con un intenso monologo nella trasmissione televisiva Le Iene, in cui ha parlato apertamente della sua esperienza come persona non binaria, una realtà che sfida la tradizionale dicotomia di genere maschile-femminile.
Senza Cri: un’identità non binaria e una carriera in continua crescita
Senza Cri ha iniziato a suonare la chitarra già a tre anni e, crescendo, ha sviluppato una profonda passione per la musica e per la scrittura di testi che raccontano storie di vita, identità e lotta personale. Dopo i primi singoli come Tu sai e Amor 25 novembre – quest’ultimo dedicato alle vittime di femminicidio – Senza Cri ha partecipato a numerose competizioni musicali, tra cui Sanremo Giovani e l’ultima edizione di Amici di Maria De Filippi (2024-2025), dove si è distinta per talento e sensibilità artistica.

Nel recente monologo a Le Iene, ha spiegato con estrema lucidità cosa significa per lei essere una persona non binaria e quali difficoltà questa identità comporta in una società ancora molto legata a schemi di genere rigidi: «Sono una persona non binaria e i miei pronomi sono il neutro e il maschile. L’identità di genere di una persona non binaria si colloca al di fuori della dicotomia maschile-femminile». Ha raccontato anche il peso dello sguardo altrui e la ricerca di accettazione personale: «Credevo di essere un problema e mi chiedevo: ma perché non posso essere una pecora bianca?».
Il percorso artistico e personale di Senza Cri è un viaggio verso la libertà di essere sé stessi, senza compromessi: «Essere l’anomalia, la pecora nera, era una responsabilità fatta di sofferenze, ma anche un percorso verso il futuro, il mio. Viaggio sul mio binario, verso una stazione in cui aspetto una società che abbia voglia di fare una rivoluzione gentile, umana davvero».
L’impegno di Senza Cri si riflette nei suoi brani più recenti, raccolti nel secondo EP Tokyo Nite, pubblicato a maggio 2025 con ADA Music Italy e Warner Music Italy. Tra i singoli spiccano Madrid, Tutto l’odio, Grande muraglia e Tokyo Nite, che hanno consolidato la sua posizione nella scena musicale italiana emergente, tanto che il disco ha esordito nella classifica FIMI degli album.
Nel 2025, ha anche pubblicato il singolo Anno del drago, un pezzo che rappresenta un ponte tra passato, presente e futuro, simbolo di trasformazione e crescita personale. La musica per Senza Cri non è solo un mestiere, ma un mezzo imprescindibile per “parlare tutto quello per cui vive”, come ha sottolineato nel suo toccante intervento a Le Iene: «Io sono Senza Cri e ho paura, ma anche coraggio. Il coraggio di non lasciare indietro nessuno, di ammettere che esisto, che sono. E quando finiranno le parole, quando finirò anch’io, continuerò a parlare attraverso la musica».
Oltre alla carriera, la vita privata di Senza Cri è stata recentemente sotto i riflettori per la relazione con la collega cantante Antonia Nocca, conosciuta durante la partecipazione a Amici 24. La loro storia d’amore, nata tra i banchi del talent show, è stata gestita con discrezione ma ha trovato conferma pubblica solo dopo la fine del programma, con un tenero bacio social e dediche musicali reciproche.