Piazza grande - Daniele Silvestri - Sanremo Story video

E' stato emozionante riascoltare Piazza Grande di Lucio Dalla, reinterpretata da Daniele Silvestri. Se non avete assistito alla sua performance in diretta, cliccate dopo il salto per recuperarla. Brividi assicurati

Piazza grande - Daniele Silvestri - Sanremo Story

Sarà Daniele Silvestri, che al Festival di Sanremo 2013 si distingue per un brano tradotto nel linguaggio dei sordi, a rendere omaggio a Lucio Dalla sul palco dell'Ariston, nella serata del venerdì di Sanremo Story. Il cantante riproporrà (da solo, senza accompagnatore) Piazza grande, celebre brano dell'artista bolognese che, proprio l'anno scorso, partecipava al suo ultimo Festival poco prima di morire.

Dalla portò Piazza grande a Sanremo nel 1972, alla sua quarta partecipazione alla kermesse. La canzone era dedicata a un senzatetto realmente vissuto, con testo di G.Baldazzi e S.Bardotti e musica scritta assieme a Ron.

In principio doveva cantarla Gianni Morandi, ma Dalla non volle rinunciarvi e riuscì a presentarsi nuovamente al Festival, resistendo alle pressioni della sua casa discografica, che per altro avrebbe voluto intitolare il brano Canal Grande.

La piazza che dà il titolo alla canzone non è la piazza simbolo di Bologna, Piazza Maggiore, come si potrebbe immaginare, ma "la più raccolta" Piazza Cavour, secondo quanto rivelato da una puntata del programma La storia siamo noi.

Piazza Grande è divenuta ben presto uno degli evergreen del repertorio di Dalla, nonché dei grandi classici della musica italiana. A Sanremo, però, non raggiunse la posizione sperata, classificandosi semplicemente ottava.

Il testo della canzone, assieme a quelli di Vincenzo Cardarelli, Umberto Saba e Sandro Penna, fu scelto come traccia per la prima prova dell'esame di maturità del 2001. il brano era presente nell'apposita sezione artistico - letteraria, recante il titolo: "La piazza: luogo dell'incontro della memoria. Dalla commento, così, la scelta in un'intervista a la Repubblica:

"È solo una canzone. Io non sono di quelli che hanno bisogno di sentirsi definire poeti, le canzoni non hanno a che vedere con la poesia, hanno una loro autonomia, sono frutto di un percorso loro, di una ricerca che ha una sua dignità e un suo posto nell'immaginario collettivo, nella memoria di tutti, credo sia stato riconosciuto anche questo. La scrissi alle isole Tremiti nel '71, poi la portai a Sanremo, è stata una canzone che ha avuto sempre più successo col tempo, l'argomento era aggregante, al di là della forma musicale, si prestava ad una fruizione popolare".

La strofa


L'attacco della canzone è passato alla storia:

Santi che pagano il mio pranzo non ce n'è ?sulle panchine in Piazza Grande,
?ma quando ho fame di mercanti come me qui non ce n'è.
??Dormo sull'erba e ho molti amici intorno a me,?gli innamorati in Piazza Grande,?
dei loro guai dei loro amori tutto so, sbagliati e no.
??A modo mio avrei bisogno di carezze anch'io.
?A modo mio avrei bisogno di sognare anch'io.

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