Home Gossip e curiosità Twisted Sister, addio definitivo a Dee Snider? La rivelazione di Ojeda spiazza i fan

Twisted Sister, addio definitivo a Dee Snider? La rivelazione di Ojeda spiazza i fan

Sembra assurdo come rumors, ma ci può essere davvero un addio definitivo di Dee Snider ai Twisted Sister? La rivelazione di Ojeda.Il nome è sempre quello, ma il punto è capire cosa resta davvero dei Twisted Sister senza Dee Snider. La domanda gira da settimane, e stavolta arriva una risposta che pesa, perché arriva da dentro. A

27 Marzo 2026 08:00

Sembra assurdo come rumors, ma ci può essere davvero un addio definitivo di Dee Snider ai Twisted Sister? La rivelazione di Ojeda.

Il nome è sempre quello, ma il punto è capire cosa resta davvero dei Twisted Sister senza Dee Snider. La domanda gira da settimane, e stavolta arriva una risposta che pesa, perché arriva da dentro. A parlare è Eddie Ojeda, storico chitarrista della band, uno che quella storia l’ha costruita nota dopo nota. 

La posizione è chiara. Sostituire Snider non è solo trovare una voce. È sostituire una presenza che ha definito l’identità del gruppo per decenni. E proprio per questo, il nome che fa Ojeda non passa inosservato. 

Il nome che cambia tutto 

“Probabilmente Sebastian Bach è l’unica persona che potrebbe prendere il suo posto”. Non è una frase generica. È una presa di posizione precisa, che riduce molto il campo delle possibilità. 

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Chi può prendere il posto di Dee Snider (www.soundsblog.it – X Blabbermouthnet)

Bach non è un nome qualsiasi. Ex frontman degli Skid Row, ha una voce riconoscibile e un’impostazione che si avvicina, almeno per energia e presenza, a quella di Snider. Ma il punto non è solo tecnico. È una questione di credibilità sul palco, davanti a un pubblico che conosce ogni dettaglio di quel repertorio. 

L’uscita di Dee Snider non è una scelta artistica nel senso classico. I problemi di salute hanno cambiato i piani, costringendo la band a fermare il tour celebrativo e a rivedere tutto. 

Da lì parte la decisione di non chiudere. Continuare, anche senza la voce che ha definito il suono del gruppo, è una scelta che divide. Da una parte c’è la volontà di portare avanti il nome, dall’altra il rischio di svuotarlo. 

Il passaggio di testimone (con il consenso di Snider) 

Un elemento che pesa è l’atteggiamento dello stesso Snider. Non c’è rottura pubblica, non c’è polemica. Anzi, c’è una sorta di passaggio simbolico. L’approvazione a Bach, anche attraverso riferimenti diretti, serve a legittimare il cambio. 

Questo però non chiude il discorso. Il consenso interno non sempre coincide con quello del pubblico. E nel caso dei Twisted Sister, il pubblico è parte attiva della storia della band. 

Chi segue il gruppo da anni non ascolta solo le canzoni. Ascolta un’immagine, una voce, un modo di stare sul palco. Cambiare frontman significa cambiare tutto questo, anche se la scaletta resta identica. 

Un brano come “We’re Not Gonna Take It” non è solo una sequenza di accordi. È legato a un modo preciso di interpretarlo. E qui nasce il punto più delicato: si può mantenere lo stesso impatto con una voce diversa? 

Il passaggio a Sebastian Bach non è solo una sostituzione. È un test. E come tutti i test, funziona solo quando viene messo davanti a chi ascolta davvero. 

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