Home Notizie Tomas Lindberg (At The Gates) muore a soli 52 anni: lo ha stroncato un tumore raro

Tomas Lindberg (At The Gates) muore a soli 52 anni: lo ha stroncato un tumore raro

Il metal perde una delle sue voci più potenti, Tomas “Tompa” Lindberg, storico frontman degli At The Gates, è morto a 52 anni per complicazioni legate al trattamento contro un tumore raro

pubblicato 17 Settembre 2025 aggiornato 17 Settembre 2025 16:13

Poche righe sui canali ufficiali della band. Una scelta molto sobria e asciutta per una band come gli At The Gates abituata a fare molto clamore: “Tomas è scomparso questa mattina… nonostante gli sforzi intensi dei medici, la sua vita non ha potuto essere salvata. È stato coraggioso, una persona buona e onesta. Ci mancherà quanto non possiamo nemmeno spiegare…”

La scomparsa di Tomas Lindberg

Tomas “Tompa” Lindberg – 52 anni – era il cantante degli At The Gates, band di metal che era riuscita a ritagliarsi uno spazio importante su una scena estremamente attiva e creativa come quella svedese. Le sue condizioni nelle ultime settimane erano peggiorate. La diagnosi – adenocarcinoma cistico – era stata resa pubblica solo poche settimane fa, dopo un intervento molto invasivo alla bocca e due mesi di radioterapia che avevano fortemente debilitato il cantante che in realtà era malato da due anni.

Già all’inizio dell’anno i medici avevano riscontrato residui di malattia non più operabili; Lindberg stava valutando anche un ciclo di chemioterapia quanto meno per rallentare il decorso. Nonostante tutto, il giorno prima dell’operazione aveva registrato tutte le voci del nuovo album degli At The Gates perché voleva essere sicuro di poter lasciare le tracce ai compagni.

Lindberg, lutto di grande impatto

L’ondata di tributi arrivata nelle ore successive racconta l’impatto trasversale di Tompa sulla scena heavy internazionale. Mikael Åkerfeldt (Opeth) ha parlato di “shock travolgente” definendo Lindberg “un pioniere, un frontman fantastico e un essere umano splendido”, mentre Michael Amott (Arch Enemy) ha ricordato il primo incontro quando erano “due ragazzini totalmente dediti all’underground”.

Dalle testate specializzate alle band di mezzo mondo – da Unearth a Darkest Hour, passando per Peaceville e Metal Hammer – la sintesi è che senza gli At The Gates e la voce di Lindberg, potentissima ed estremamente distintiva , il metal non suonerebbe com’è oggi.

Lindberg con gli At The Gates

Con gli At The Gates, fondati nel 1990 dopo l’esperienza con i Grotesque, Lindberg ha disegnato la grammatica del melodic death metal di Göteborg: il debutto The Red in the Sky Is Ours (1992) impose un’estetica nuova; Terminal Spirit Disease (1994) allargò la risonanza anche al di fuori della Svezia.

Poi arrivò Slaughter of the Soul (1995), il capolavoro che ha cristallizzato riff, ferocia e melodia in un formato ancora oggi copiato e venerato (il disco è entrato anche nella lista dei 100 migliori album metal di Rolling Stone). E proprio dopo quel vertice artistico, la band si sciolse nel 1996, salvo poi riunirsi nel 2007 e tornare in studio dal 2014 in avanti con altri tre album ulteriori.

L’insegnante metallaro

La forza di Tompa non stava solo nell’iconografia: quella voce – un urlo tagliente ma intelligibile, rabbia pura che rendeva ogni parola estremamente chiara – ha fatto scuola anche fuori dal death metal, spingendo ondate intere di metalcore a considerarlo un punto di riferimento.

Eppure il suo lavoro era un altro. Pur continuando la sua attività musicale Lindberg ogni giorno era in classe, insegnante di scienze sociali per gli studenti di lingua inglese di due licei di Göteborg. In un’intervista di qualche anno fa riconosceva che molti allievi non ascoltavano metal, “ma sapevano quello che facevo” e lo rispettavano per l’impegno.

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