Salmo, concerto improvvisato ad Olbia con centinaia di persone: piovono polemiche e critiche (anche da Fedez e Alessandra Amoroso)

Salmo, polemiche per un concerto improvvisato, ad Olbia. Il live è benefico ma centinaia di persone presenti attirano le giuste critiche

Polemiche e critiche su Salmo, a poche ore da un concerto di beneficenza che ha attirato ire e accuse. Il motivo? Immagini con centinaia di persone ammassate, all’aperto, per un live ad Olbia che aveva lo scopo di una raccolta fondi ma che ha provocato sdegno per l’assenza di distanziamento e il rischio elevato di contagi.

Sui social, il nome di Salmo è trend topic e moltissimi stanno sottolineando la leggerezza o l’incoerenza di un concerto benefico per una regione (la Sardegna) che rischia di ottenere un effetto opposto. Centinaia di persone, vicine, senza distanziamento (e mascherine?), sebbene sia all’aperto, è l’immagine opposta delle regole che sono in atto dal 6 agosto scorso: il Green Pass, tampone e un numero limitato di presenze.

Spiegazioni e critiche da parte di colleghi e artisti: da Alessandra Amoroso a Gemitaiz

A puntare il dito, oltre agli utenti, anche colleghi artisti del cantante che hanno dovuto annullare tour, rimandare concerti o vedere un numero inferiore di presenze ai loro live proprio per seguire le regole. E, di fronte a certe immagini, chiedono spiegazioni comprensibili.

Alessandra Amoroso, via social, riporta uno scatto della serata e chiede:

Se la tua serata aveva l’intento di una raccolta fondi (giustamente per la tua regione) e per dare voce al nostro settore, ci tengo a dirti che qualcosa è andato DAVVERO storto… Nel rispetto di tante persone credo sia opportuna una tua spiegazione. Grazie #salmo

Della stessa opinione anche Gemitaiz che sottolinea come ogni artista stia aspettando pazientemente da quasi due anni di poter riprendere con live e tour mentre si assistono a certe situazioni imperdonabili:

gemitaiz salmo

Furioso anche Fedez che via Instagram stories accusa questo comportamento come simbolo di mancanza di rispetto per il settore dei lavoratori dello spettacolo che, da mesi, fatica per rispettare rigidi protocolli, rimanendo spesso fermo e senza supporto.

Un concerto improvvisato come raccolta fondi per la Sardegna devastata dagli incendi. Ma è un corto circuito…

Non c’è stata, ovviamente, nessuna organizzazione ufficiale dell’evento bensì, da quanto si legge, è stato lo stesso Salmo, via social, a metterlo in piedi.

La zona di Oristano è stata devastata dalle fiamme e ci sono famiglie in difficoltà, pastori che hanno perso il bestiame e non possono lavorare – aveva detto Salmo su Instagram annunciando l’evento-. Hanno bisogno di una mano. Organizziamo un live completamente gratuito e una raccolta fondi su internet per aiutare queste persone. Non so quando potremmo fare il live e se ce lo permetteranno, ma noi lo faremo ugualmente. Mi farò arrestare pur di suonare

E sul suo account Instagram, è presente proprio l’annuncio della sua decisione autonoma di dare vita a questo live. E’ bastato il passaparola via social per attirare e chiamare tutte quelle persone, per un concerto di circa 45 minuti.

Se la motivazione è sicuramente nobile, il corto circuito però è immediato, in un momento in cui ogni settore deve rispettare e seguire delle regole ben precise. Dal green pass al tampone, dalla mascherina al distanziamento sociale, molte attività hanno sofferto e stanno soffrendo. Ma, attirare attenzione e aprire una raccolta fondi per una terra devastata dagli incendi, ha inevitabilmente soverchiato ogni buon senso su possibili contagi e regole base che chiunque deve seguire. E il rischio di un aumento di contagi o positività, non facilita sicuramente la stessa terra che si voleva aiutare.

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