Salmo risponde alle critiche: “Non definitevi artisti se poi non avete le palle di infrangere le regole”

Salmo risponde alle critiche per il suo concerto gratuito a Olbia ma alimenta un’ulteriore polemica, criticando alcuni colleghi artisti…

Salmo ha parlato. Il cantante ha spezzato il silenzio delle ultime ore e ha risposto alle polemiche che lo hanno trovato e di cui vi abbiamo parlato poco fa. Ieri sera, ad Olbia, è stato organizzato spontaneamente, senza alcun sostegno, un concerto improvvisato, nato semplicemente attraverso i social e con il passaparola. Il risultato, però, ha dato vita a critiche da parte di fan e di colleghi cantanti (da Alessandra Amoroso a Fedez passando per Gemitaiz) per aver infranto le regole che, da mesi e mesi, tutti gli artisti sono costretti a seguire per i loro concerti o tour. Salmo ha risposto, per nulla intenzionato a placare le polemiche nate:

“Ieri non c’è stata nessuna raccolta fondi, ho messo i soldi di tasca mia per aiutare la Sardegna. Ad agosto il centro di Olbia è sempre affollato esattamente come le spiagge. Gli assembramenti creati dalla finale degli Europei andavano bene, il mio concerto gratuito no. Ora avete una persona con cui prendervela. Non definitevi artisti se poi non avete le palle di infrangere le regole”.

Ecco le testuali parole condivise via Instagram stories dal cantante che replica, a punti, sulle accuse mossegli.

La replica di Salmo non c’entra il punto e alimenta il fuoco delle polemiche

Specifica quindi che non c’è stata nessuna raccolta fondi ma che ha messo i soldi lui, personalmente, di tasca sua. Un nobile gesto, da applaudire, sicuramente, ma che non cambia molto quanto accaduto.

Poi, ecco il passaggio/paragone con quanto accaduto agli Europei, per gli assembramenti. In quel caso, però, era stato tutto spontaneo, inevitabile (riguardava l’Italia intera…) ma non organizzato appositamente. E in alcune piazze italiane, erano state persino escluse visioni collettive delle partite proprio per evitare assembramenti rischiosi. Gli Europei sì, il suo concerto no? In realtà, sarebbe “no” entrambi, come molte altre situazioni che si sono verificate in passato o che possono ancora accadere in futuro. Prendere ad esempio un avvenimento errato, già condannato, rischiare di replicarlo e poi dire “Sì, ma allora quello?” rischia di assumere le fattezze di una lite tra fratello minore e maggiore, davanti ai genitori, su chi ha fatto più tardi al sabato sera. E chiaramente non regge come elemento di confronto o discussione.

Il discorso non è legato sul capro espiatorio con cui prendersela, puntare il dito e rendere Salmo “il nemico numero 1” per i prossimi giorni. Non ha senso, non porta nessun risultato e non risolve quanto accaduto.

Salmo o non Salmo, il discorso alla base che ha scatenato la bagarre sul web e sui social è stato proprio il rispetto delle regole che, con fatica e sacrifici, il settore dello spettacolo sta subendo da mesi, insieme ad artisti che non si esibiscono quasi più dal vivo. Infrangerle non rende nessuno più fig0.

Tanto meno replicare ad una polemica con un “Non definitevi artisti se poi non avete le palle di infrangere le regole”.

 

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