Oscar Anton: “Come nascono le mie canzoni? Nella mia camera da letto, con una chitarra e un laptop” (intervista)

Oscar Anton, leggi l’intervista al cantante interprete dei brani “bye bye” e “ophelie”. Eccome come sono nate le canzoni

Oscar Anton si è esibito ieri, ospite all’ultima puntata di Battiti Live 2021. Il cantante ha eseguito i due suoi brani, bye bye e ophelie, l’ultimo singolo rilasciato.

Dirsi addio è difficile perché in parte è come tradire sé stessi. Tradire una promessa, tradire il proprio passato, uccidere i bei ricordi sull’altare del sacrificio, per sostituirli con i momenti negativi. Ma dirsi addio può essere anche dolce se a scrivere la canzone della separazione ci pensa Oscar Anton. “Ophelie” è la canzone in cui l’occasione di salutarsi assume un sapore agrodolce. «Our picture’s on the shelf» (un verso della canzone), il tema musicale… sono elementi da macchina del tempo che lasciano qualche dubbio anche a chi sta leggendo l’epistola d’addio.

“ophelie” sarà la title track del film «Ancora più Bello», diretto da Claudio Norza, in tutte le sale cinematografiche dal prossimo settembre.

Qui potete vedere il video ufficiale della canzone, a seguire la nostra intervista ad Oscar Anton.

Ti sei esibito al Battiti Live. Che esperienza è stata?

Ciao ragazzi, grazie per avermi ospitato! Prima di tutto, è stata una delle prime volte in cui sono tornato sul palco dopo molto tempo, quindi sono stato davvero felice di farlo. Mi è mancato così tanto suonare dal vivo! Poi aggiungeteci che per me è stata anche la prima volta che ho suonato in Italia. La Puglia è un posto così bello che volevo assolutamente vedere, e gli italiani sono davvero molto simpatici, quindi l’esperienza è stata pazzesca! Mi sentivo un po’ come un estraneo (ahah) dato che ogni altro artista era super famoso qui e io sono un nuovo arrivato.. ma ehi, ci deve essere una prima volta! Spero davvero di poter tornare presto.

Puoi parlarmi della creazione del tuo nuovo singolo, ophelie e della decisione di rilasciare anche la versione edit di ophelie nardelli?

Ophelie è l’ultima canzone scritta per la mia sfida “Home of Sanity”, che prevedeva di pubblicare un EP ogni mese per un anno. Volevo scrivere qualcosa che potesse raccogliere tutto ciò che ho imparato in un anno, ed essere una sorta di celebrazione di questa esperienza stimolante e positiva. Ho scritto ophelie come ho scritto ogni altra canzone: nella mia camera da letto, con una chitarra e un laptop. Non ho bisogno di molto per creare, se non di essere in un ambiente familiare e confortevole. Poche settimane dopo aver scritto e pubblicato ophelie, sono stato presentato a Federico Nardelli. Abbiamo avuto modo di chattare un po’ su Facetime, parlando di come stiamo facendo musica, producendo, cosa ci ispira ecc.. e siamo davvero connessi. Penso che vediamo e ascoltiamo davvero la musica allo stesso modo, è stato bello incontrare qualcuno come lui. Volevo avere una versione diversa di ophelie, come una versione disco/non disco e lui era d’accordo! Adoro la sua versione e sono così felice che abbia accettato di farla con me.

Come hai vissuto il periodo del lockdown e queste fasi di incertezza, a livello personale e artistico/creativo?

Ebbene, prima che succedesse tutto, avevo già programmato di stare da solo nella mia camera da letto per un anno, a scrivere musica. Questo era il mio piano iniziale. Quando è arrivato il covid e ci è stato chiesto di isolarci per qualche settimana io ero già isolato, quindi il passaggio è stato piuttosto semplice. Su altri livelli questo periodo è stato abbastanza duro ma come per tutti. Il distanziamento sociale è stata la cosa più difficile. Siamo fatti per vivere con altre persone, è da lì che spesso provengono l’ispirazione e le energie positive, quindi quando le interazioni sociali si fermano, le nostre vite cambiano enormemente. Penso che personalmente, mi abbia aiutato a rimanere concentrato e a lavorare il più duramente possibile. Non avevo altra scelta. Ho trovato la mia ispirazione nella musica delle altre persone, ascoltando tonnellate di dischi provenienti da tutto il mondo. Dalle garage band britanniche agli artisti bossa nova brasiliani, questo è ciò che ha ampliato la mia creatività. Nulla è davvero certo, non possiamo pianificare il futuro anche senza il covid in giro. Quindi facciamo del nostro meglio, rimaniamo appassionati e con un po’ di fiducia nella vita.

Qualche progetto a cui stai lavorando dopo “ophelie”?

Si, certo! Sto lavorando su alcune cose diverse e faccio sempre musica. Non posso dire esattamente cosa verrà pubblicato per ora perché ad essere onesto, non lo so davvero, Potrei venire a suonare in Europa presto, stiamo ancora aspettando l’autorizzazione e tutto il resto per farlo in sicurezza, ma sono sicuro ci vedremo presto!

Foto | Victor Laborde