Home Notizie L’ultimo saluto a Peppe Vessicchio, oggi i funerali a Roma: i ricordi e le parole di chi lo ha amato

L’ultimo saluto a Peppe Vessicchio, oggi i funerali a Roma: i ricordi e le parole di chi lo ha amato

L’ultimo saluto al maestro Peppe Vessicchio nella chiesa dei Santi Angeli Custodi a Roma ma la famiglia ha chiesto riserbo, e le esequie si svolgeranno in un clima riservato e molto familiare. Da Fazio a Fiorello, da Conti a De Filippi, da Vecchioni, la sua ultima vittoria a Sanremo, a Elio. l’Italia intera piange Peppe Vessicchio.

10 Novembre 2025 09:24

Un addio sobrio, come lui avrebbe voluto. I funerali di Peppe Vessicchio si svolgeranno oggio alle 15 a Roma, nella chiesa dei Santi Angeli Custodi di piazza Sempione, nel quartiere dove viveva da anni. La famiglia ha chiesto riserbo e rispetto: accanto alla moglie Enrica Mormile, la figlia Alessia, la nipote Teresa e le bisnipoti Alice e Caterina.

Peppe Vessicchio, ultimo saluto

L’ultimo omaggio al direttore d’orchestra più amato d’Italia, stroncato venerdì da una polmonite interstiziale, sarà accompagnato forse non dalla presenza fisica, quasi tutti i VIP che hanno condiviso con lui molte pagine importanti hanno fatto pervenire alla vedova il proprio saluto e con ogni probabilità non saranno in chiesta per rispettare il loro desiderio di riservatezza.

Da quando la notizia della morte di Vessicchio è diventata pubblica c’è stato un coro unanime di affetto e cordoglio. Fabio Fazio ieri gli ha dedicato la puntata di Che Tempo che Fa e visibilmente commosso ma sorridente lo ha ricordato così: “Peppe era la musica fatta persona. Lo aspettavo per parlare del suo nuovo libro su Mozart. Mi aveva promesso che sarebbe venuto, appena si fosse rimesso. È difficile accettare che non succederà”.

Il ricordo di Maria, Fiorello e Conti

Maria De Filippi, con cui aveva condiviso momenti di leggerezza in televisione e ha voluto ricordare il lato più ironico del maestro: “Dietro la bacchetta c’era un uomo che sapeva far sorridere anche quando spiegava Bach. L’ultima volta che ci siamo visti abbiamo riso fino alle lacrime. Ed è così che voglio ricordarlo”.

Fiorello lo ha salutato con parole piene di affetto: “Era un simbolo della musica, ma anche della gentilezza. Ci insegnava che si può essere grandi senza urlare”. Carlo Conti, dal canto suo, ha aggiunto… “Peppe aveva quella leggerezza che serve in questo mestiere. Ti faceva sentire sempre a casa”.

L’ultima volta all’Ariston

Amadeus lo aveva voluto sul palco dell’Ariston un’ultima volta quando, a causa di una vertenza con la RAI la sua presenza era stata di fatto cancellata dal Festival, ha detto: “La sua presenza era una carezza. Sapeva mettere in sintonia tutti, anche quelli che non si conoscevano”.

Gigi D’Alessio, che lo aveva conosciuto nei primi anni della sua carriera, ha voluto ricordare il loro primo incontro: “Mi disse che la musica non è mai un mestiere, ma un modo per raccontarsi. Non l’ho mai dimenticato”.

Alfa e Vecchioni

Commovente il saluto di Alfa, il rapper genovese lo ha ricordato dal suo concerto e il pubblico ha tributato un coro commovente di fronte al quale il giovanissimo interprete si è fermato commosso: “Mi ha dato e insegnati tantissimo, una di quelle persone che sanno letteralmente come cambiarti in meglio la vita. E lo fanno in silenzio”.

Alfa si era esibito a Sanremo insieme a Vecchioni che vinse proprio con Vessicchio sul podio una edizione del Festival con Chiamami ancora amore: “Aveva una attenzione e una generosità unica, sapeva sempre come tirare fuori il meglio dalle persone e, cosa più importante, aveva l’autorevolezza di chi sa come dire le cose e lo fa con calma e con il sorriso. Eredi? Non ci sono eredi di un personaggio del genere. Quando ho vinto è stato il primo ad abbracciarmi, e mi strinse così forti che ne uscii con una costola incrinata. Con lui muore la sua musica. Ma anche molta della mia”

Alfa
Alfa, dal vivo al recente Festival dello Spettacolo di Milano – Credits Antonella Bonetti Photo (Soundsblog.it)

Peppe Vessicchio sul palco con Lele Melozzi

Nel 2022 salì un’ultima volta sul podio di Sanremo insieme a Lele Melozzi. Due direttori d’orchestra sul palco. E quando Amadeus scandì il suo nome venne giù il teatro che gli tributò una commovente standing ovation…

Lui abbassò lo sguardo e sorrise con gratitudine e imbarazzo: “Quello era e resterà uno dei ricordi più dolci e commoventi della mia vita per sempre – dice Melozzi – era felicissimo di essere lì, non so quante volte mi abbia ringraziato e quasi non capiva perché dovevo essere io a ringraziare lui. Ha reso la figura del direttore d’orchestra qualcosa di familiare, affettuoso e a portata di tutti. Io il suo erede? Un umile e indegno allievo. Che lo guarderà sempre con ammirazione, come si ammira un punto di riferimento cardinale…”

Elio, secondo con La Terra dei Cachi a Sanremo al termine di uno degli arrangiamenti più coraggiosi e innovativi mai sentiti al Festival: “Quando gli prospettammo l’idea di concorrere per arrivare ultimi e gli spiegammo l’idea di sovvertire qualsiasi regola costituita della competizione, lui si aprì in un sorriso e disse…. Facciamolo! Mi mancherà immensamente”.

Peppe Vessicchio, un maestro popolare e raffinato

Vessicchio ha diretto decine di canzoni in oltre venti edizioni del Festival di Sanremo prendendo parte a decine di programmi televisivi, ma la sua forza era l’equilibrio: sapeva parlare a tutti, dal pubblico colto agli spettatori del sabato sera. La sua figura, sempre garbata, è diventata simbolo di una televisione che univa competenza e leggerezza.

Carlo Verdone, intervenuto con un messaggio, ha scritto: “Era un uomo che aveva il dono dell’armonia, non solo nella musica ma nella vita. La ricerca dell’equilibrio era il suo valore in ogni cosa che faceva”.

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